di Maestra Rosalba

martedì 16 agosto 2011

Genitori e figli, le distanze di un recente passato

Un giorno un'amica mi disse che i figli ad una certa età non vogliono più uscire, né viaggiare coi genitori. Non specificò a che età ciò accade e fidandomi del competente passaparola tra genitori sono rimasta in vigile attesa del momento.
In questi giorni di vacanza con la figlia, abbiamo girato tanto in auto e a piedi, segno che ancora il momento non è arrivato. Preso il sole, fotografato, passeggiato lungo gli arenili,  abbiamo visitato nuraghi semi diroccati, pozzi sacri, siamo stati spettatori di un palio ferragostano, come usa da queste parti. 

In macchina la musica la sceglie lei, di solito prima di uscire passa in rassegna i cd e ne porta qualcuno in auto, così mentre si viaggia riascoltiamo De Andrè, De Gregori, Simon & Garfunkel, Mike Oldfield e questa è la musica di noi adulti. Poi ascoltiamo i Modena, la Bandabardò, Madonna, Kurt Cobain e perfino Robbie Williams che fu la colonna sonora di un viaggio a Roma, complice il brano Feel che si sentiva ovunque. 
Mentre ascoltavo, proprio ieri, mi è venuto da riflettere che i nostri gusti musicali si sono miscelati, noi le abbiamo fatto conoscere i cantautori, o i Pink Floyd, gli Uriah Heep, giusto per elencare i primi che mi vengono in mente,  lei ha portato in casa la musica che conosceva  e imparava ad apprezzare fuori di casa ed è diventata anche la nostra, perchè a noi piace la sua musica. 
E' anche la musica dei pomeriggi a casa a studiare, il sottofondo musicale di tanti conflitti che il tempo paziente ha risolto, avvicinandoci più come persone con idee diverse, che come generazioni. Ed è così che, a un certo momento ho notato che i cd, tutti i cd presenti in casa, hanno conquistato un'unica posizione: i suoi e i nostri insieme. 
E a me questo è sembrato abbia concretizzato il processo che si è consumato, l'accorciamento delle distanze genitori/figli e il raggiungimento di una sorta di unico piano
Processo che non ha portato ad avere idee collimanti, a confrontarle semmai su un piano nuovo, perché ci sono posizioni che non si congiungono e non lo faranno mai, si  spera. O non lo so, forse siamo stati noi interessati ad imparare, curiosi come eravamo e come siamo di quello che accade intorno a noi, in attesa della maturità delle nuove generazioni, custodi involontari di una parte di futuro.
Ho anche pensato che questo non è accaduto alla mia generazione, o almeno a me, tra me e i miei genitori è restata una distanza incolmabile sui gusti, tutt'al più ho rivalutato alcune cose, ma non sono mai entrate a far parte del repertorio delle cose che amo. E' anche vero che dall'adolescenza in poi, poco anche prima a dire il vero, non ho condiviso con i miei genitori viaggi o interessi, e neppure le mie confidenze, eccetto forse la passione per il cibo buono. Per il resto la distanza è restata tale. 
E voi che distanze avete conservato?



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2 riflessioni:

valeria ha detto...

che bello quello che scrivi! Lascia dentro un senso di serenità, i conflitti, le diversità ci sono ma si possono vivere in modo costruttivo. Mi piace molto l'idea di persone con idee diverse più che diverse generazioni.
I miei figli sono troppo piccoli per rispondere alla tua domanda. Per restare al tuo esempio della musica, loro ancora ascoltano la nostra musica, miscelando i gusti miei e quelli del padre; non so cosa succederà tra un po'. Le distanze le avverto nei giochi, nei personaggi impronunciabili che si evolvono nei loro discorsi; a volte cerco di capire a volte preferisco che sottolineino la loro complicità di fratelli e la loro comunnanza di interessi nei confronti di una mamma "ignorante" in materia.
Devo essere sincera: per ora grosse distanze generazionali non le avverto ma aspetto l'adolescenza!

Rosalba il 22 agosto 2011 alle ore 08:19 ha detto...

Quando sono piccoli è normale essere distanti dalle cose che preferiscono i bambini, infatti in quel periodo la vicinanza dei genitori si sente proprio nel saper comunicare, nella partecipazione, nel condividere i giochi e le esperienze. Poi però c'è un momento di fusione, e anche un momento in cui sei tu ad apprendere cose da loro, avviene più tardi con l'ingresso alla scuola superiore e poi all'università. Ed è molto bello questo scambio di saperi

 

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