di Maestra Rosalba
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lunedì 22 settembre 2014

Cartelli indicatori per i bagni, da colorare

In una scuola a misura di bambino anche la segnaletica, come già c'insegna l'organizzazione della scuola dell'Infanzia, deve essere fatta affinché sia immediatamente visibile e piacevole alla vista.  Possiamo quindi predisporre un'attività, nell'ambito di arte immagine, ma anche di Cittadinanza e Costituzione per migliorare la qualità degli spazi scolastici con cartelloni realizzati dai bambini se sanno disegnare oppure semplicemente colorati, si può scegliere di usare i colori convenzionali: il rosa per indicare le bambine e il celeste per i maschi, oppure usare a piacere colori brillanti per ravvivare i nostri ambienti. 
Ecco allora i cartelloni da colorare, indicatori per i bagni dei bambini e delle bambine della scuola infanzia, per le scolare e gli scolare della scuola primaria, e quelli degli insegnanti.
Non serve dire ai bambini che gli spazi devono essere rispettati, è più utile farli partecipi delle attività di cura e predisposizione, in modo che sentano come propri gli spazi personali e comuni.
Per realizzare i cartelli ho usato i disegni di www.infanziaweb.it e www.tuttodisegni.com


- CARTELLO BAGNI BAMBINE SCUOLA DELL'INFANZIA
- CARTELLO BAGNI BAMBINI SCUOLA DELL'INFANZIA
- CARTELLO BAGNI INSEGNANTI
- CARTELLO ALUNNE SCUOLA PRIMARIA
- CARTELLO ALUNNI SCUOLA PRIMARIA

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mercoledì 20 novembre 2013

La filastrocca per i diritti dei bambini

Per parlare di diritti ai più piccoli bisogna partire dagli esempi concreti. Il primo esempio che possiamo usare viene proprio dal fatto di stare a scuola, ricordando insieme ai piccoli alunni di prima che non tutti i bambini al mondo frequentano una scuola, non tutti hanno le cure mediche, cibo a sufficienza, vestiti, una casa, non tutti vengono ascoltati e accolti e amati.
Per aiutare meglio  a comprendere ho messo in una filastrocca alcuni dei diritti dei bambini, divertitevi a leggerla insieme agli alunni. Si può lavorare strofa per strofa, spiegando cosa significa, qualcuna può essere anche illustrata con il disegno libero, per fare un piccolo cartellone da appendere in aula:


I DIRITTI NATURALI DELL’INFANZIA 

I bambini vanno accuditi e curati,
nutriti, benvoluti e amati. 
Ogni bambino deve avere 
una casa dove vivere. 
I bambini non fanno i lavori, 
ci pensano i genitori.
Vanno a scuola per imparare, 
poi il tempo è per giocare. 
I bambini non hanno paura, 
quando c’è chi di loro ha cura. 
(Rosalba Cocco  20/11/2013)

Ai bambini di prima la filastrocca la legge l'insegnante, aggiungendo le informazioni necessarie, già con i bambini di seconda loro stessi  possono leggere e commentare i contenuti, facendo raffronti e paragoni con la realtà che conoscono. La filastrocca si può anche corredare con i disegni da colorare che trovate da maestramary.


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venerdì 20 settembre 2013

Classe Prima: Chi siamo?

Una delle cose da fare assolutamente durante i primissimi giorni di scuola della Primaria, nella classe prima, ma è consigliato anche più avanti per vedere le differenze fra un anno e l'altro, è l'autoritratto di classe. 
Troppo spesso, presi da apprendimenti più formalizzati come il leggere e lo scrivere, dimentichiamo di dare un'occhiata alla rappresentazione che il bambino di prima fa di sè. Come si rappresenta? E' in grado di utilizzare metà foglio A4 per disegnare esclusivamente il suo volto? Utilizza tutto lo spazio correttamente? Si disegna nell'angolo o a figura intera minuscola? Connota il viso di tutti gli elementi? E' pignolo nel colorare ripassando spesso negli stessi punti o è veloce nell'esecuzione dando colore uniforme?
Senza volerne trarne nessun tipo di conclusione affrettata, men che mai di qualsiasi valenza diagnostica o predittiva di alcunché, ci limiteremo a conclusioni prettamente e squisitamente didattiche, e se necessario ripeteremo la prova dopo qualche mese.

Attività:
Consegnare a ciascun bambino mezzo foglio A4 di colore bianco. Chiedere di disegnare solo il viso riempiendo bene lo spazio, far vedere come disegnare l'ovale in un foglio di prova. Far utilizzare le matite colorate o i pastelli a cera.

Un bambino di classe prima occupa lo spazio di mezzo foglio formato A4 in maniera uniforme, inserisce occhi, naso, bocca, orecchie, capelli ben connotati di solito somiglianti ai propri, colora con pennellate abbastanza uniformi,  spesso si stanca prima di terminare tutta la colorazione, ed è normale. Il gesto grafico è sicuro, l'ovale del viso definito. Complessivamente il ritratto è soddisfacente. 
Osservare i bambini mentre lo elaborano aiuta a comprendere le loro caratteristiche: tempo di esecuzione, precisione degli elementi e cura dei particolari, tutte cose che avranno un senso anche durante l'apprendimento della scrittura e che dovremmo aver cura di tirare fuori man mano che apprendono. Come al contrario sarà utile vedere chi è più insicuro durante la produzione, colorare soffermandosi eccessivamente nel ripassare il colore, trascurare dettagli rilevanti, sono già primissimi indicatori delle caratteristiche dei bambini, certamente da confermarsi con le successive attività.
Quando il bambino esegue il proprio ritratto ci parla di sè: sia per come si rappresenta, sia per come esegue.
Tutti i ritratti è bene finiscano in un posto visivamente "importante" la porta d'ingresso, un pannello sul muro dell'andito, in gruppo, per rappresentare l'intera classe. Visivamente deve iniziare a rappresentare la classe, il gruppo con tutti i suoi elementi, il gruppo che trascorrerà cinque anni insieme. Un lungo significativo pezzo di strada, di apprendimento, di crescita sociale e umana, sicuramente il più importante dell'intero arco della formazione scolastica.


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giovedì 5 settembre 2013

Abiti mentali

Qualche tempo fa ho partecipato a un incontro di formazione fra docenti di diversi ordini di scuola. Si trattava di un incontro dibattito sul bullismo, a un certo punto l'attività prevedeva ci si ritrovasse in un ristretto gruppo di insegnanti, ciascuno a illustrare la propria esperienza. 
Erano presenti insegnanti di scuola Secondaria di Primo Grado e di scuola Primaria, i lavori erano organizzati secondo un preciso ordine del giorno e una scaletta scandiva la sequenza degli interventi e gli argomenti da sviluppare. 
Tutto è filato liscio per qualche minuto quando ad un tratto il numero delle voci si è moltiplicato e tutti parlavano con tutti come in una babele. Mi sono coperta le orecchie come fanno i bambini e ho atteso che le voci si placassero, finita la prima ondata verbale, ho preso la parola come da turno ma con calma per darmi il tempo di ordinare i concetti che intendevo esporre, tempo tre parole sono stata interrotta in sequenza da una domanda e da un collega che ha anticipato le mie conclusioni. A quel punto tutti hanno ripreso a parlare con tutti e pur invitata a continuare sono stata zitta definitivamente ribadendo la mia difficoltà a intervenire mentre altri parlavano.
In quel momento ho fortemente desiderato che lì ci fosse un grande specchio, come quelli dei telefilm polizieschi e che dietro a osservare ci fossero i nostri alunni. 
Così da poterci  osservare e poi toccasse, almeno per una volta, a loro darci un voto in comportamento o in Cittadinanza e Costituzione.


Riflettendo a voce alta, io credo che sia importante da educatori immaginare, anche se quello specchio non esiste, che i nostri alunni ci osservano, sapere che si è credibili quando le regole più che impartite sono applicate senza distinzione alcuna di luogo e di ruolo. Non si tratta di questione di costume o di educazione, e meno che mai di parità non si fraintenda, anzi tutt'altro, è semplicemente una questione di abito mentale e di opportunismo educativo. Lo stesso che ci permette di utilizzare sempre gli stessi codici di comportamento sia che si agisca con gli alunni sia che ci si trovi tra adulti, perché molta della nostra efficacia di insegnanti dipende da quell'abito.


(E' evidente che l'episodio è una ricostruzione, una sintesi di tante situazioni, in cui tanti di noi,  anche non docenti, si riconosceranno)
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giovedì 28 febbraio 2013

La Costituzione, che fatica

Alla scuola Primaria si insegnano i rudimenti della Costituzione, insieme a essa si insegna cosa è un diritto di voto, cosa è una democrazia, cos'è il parlamento, il governo, la rappresentanza e via dicendo. Posso garantire che è una faticaccia. Per ottenere qualche risultato decente, sempre che si continui a studiarne anche dopo, si comincia già coi bambini di prima con i diritti e i doveri. 
Ad esempio quando si parla dei tre poteri dello stato, si spiega che un nuovo governo per poter iniziare il suo lavoro deve, dopo la sua formazione, ricevere la fiducia del parlamento, così è scritto chiarissimo nei libri, e non può essere altrimenti: semplicemente riprendono quanto scritto nella Costituzione.
Mi ripeto, sono cose che è fatica insegnare e lo si fa a colpi di esempi, metafore e perfino simulazioni per far capire ai bambini come funziona, per dare un'idea, a loro così pratici e concreti, così ancora legati agli oggetti, di quel mondo astratto che è il funzionamento dello Stato, interessante certo, ma molto astratto.
Ora pensando alle note vicende nazionali di questi concitati giorni, che per l'ennesima volta ci coprono di ridicolo verso il mondo, perfino quando si cerca di cambiare rotta, penso che La Costituzione è troppo poco studiata, che non bastano le simulazioni e le metafore alla scuola Primaria ma occorrerebbe studiarle anche dopo. Dovremmo chiamarle Esercitazioni di Cittadinanza. E parlo con assoluta convinzione, scevra da qualsiasi ironia, se vogliamo formare nuovi cittadini del quale abbiamo un disperato bisogno.
Così il parlamentare di freschissima elezione intervistato ieri da Vittorio Zucconi in radio, il quale cercava di capire come intendano partecipare alla gestione del paese i componenti del Movimento 5 Stelle, forse avrebbe dato miglior prova di sè, quando rispondendo alla domanda  sull'assoluta necessità del voto di fiducia affichè un nuovo governo possa effettivamente diventare esecutivo, ha con assoluta incrollabile e ostinata convinzione citato l'art. 94 della Costituzione, che secondo la sua interpretazione, sostiene che un esecutivo può funzionare anche senza ottenere la fiducia del Parlamento.

Ora cari colleghi, per il futuro, semmai usciremo in qualche modo da tutto questo, bisogna che ci diamo una priorità di obiettivi: la comprensione del testo. 
Bisogna che ne facciamo di più di analisi del testo, che si comprenda bene l'uso delle parole e della punteggiatura. Perché è vero che l'onestà e la voglia di fare sono una cosa bellissima, ma mi dite che serve se non si capisce ciò che si legge? 

Sezione I Il Consiglio dei Ministri
Articolo 94 
Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. 
Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. 
Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni. 
La mozione di sfiducia deve essere firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. 

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mercoledì 5 settembre 2012

International Literacy Day 2012

L'otto settembre prossimo sarà la giornata mondiale dell'alfabetizzazione: International Literacy Day

E' una giornata di cui si parla poco in Italia e sicuramente a torto, non fosse altro perchè la mole enorme di informazioni resa disponibile da web e media induce l'idea che sia aumentata la conoscenza. Questo fatto ingenera una percezione errata perché con l'alfabetizzazione s'intende la conoscenza degli strumenti di base, i quali determinano la conoscenza e la competenza, quest'ultima è conseguenza delle prime due con aggiunta una certa "pratica", e per pratica non ci limitiamo a focalizzare sul fare ma sul prendere confidenza con concetti e procedure tali da poterli applicare, modellare e riadattare a situazioni nuove. 
A voler essere pignoli proprio l'eccesso di informazione ha determinato in paesi come il nostro, ma qui più che altrove, una sorta di analfabetismo di ritorno caratterizzato da confusione sui diritti individuali e fondamentali, fenomeno osservabilismo nelle rivendicazioni espresse nei social e dall'aumentato numero di contenziosi tra le persone su argomenti risibili.

Tornando all'International Literacy Day, esso già da un decennio lega il tema dell'alfabetizzazione a tematiche come la salute, della responsabilizzazione individuale, l'affermazione di genere e  quello della pace del biennio 2011/2012. 
La giornata è stata proclamata dall'Unesco nel 1965, con l'obiettivo della lotta all'analfabetismo per consentire non solo la responsabilizzazione individuale, ma in quanto elemento essenziale per eliminare la povertà, ridurre la mortalità infantile, arginare la crescita demografica, raggiungere la parità di genere e garantire lo sviluppo sostenibile, la pace e la democrazia.  E' vero che i genitori che hanno almeno una formazione di base sono più propensi a mandare i loro figli a scuola innescando un circolo virtuoso di miglioramento della società.

L'alfabetizzazione contribuisce alla costruzione e al mantenimento della pace, in quanto consente la consapevolezza delle  libertà individuali  e dei diritti, facilita la comprensione del mondo, permettendo quindi la prevenzione e la risoluzione dei conflitti. Il legame tra l'alfabetizzazione e la pace si può osservare dal fatto che nelle democrazie instabili o in paesi colpiti da conflitti è più difficile stabilire e mantenere un grado adeguato di alfabetizzazione.

La giornata mira quindi a sensibilizzare la comunità Internazione sulla necessità ancora oggi nel 2012 di estendere l'alfabetizzazione come diritto fondamentale e come base di ogni apprendimento successivo: l'apprendimento per la vita.

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mercoledì 5 ottobre 2011

Cittadinanza e costituzione: Le forme di governo

Arrivati alla classe quarta è tempo  di proporre temi più complessi, per quanto riguarda la materia Cittadinanza e Costituzione. 
Se finora ci siamo limitati a concetti generali attinenti ai diritti e i doveri,  cosa è pubblico, cosa è privato, possiamo provare a spiegare quali sono le forme di governo.
D'altronde l'attualità è anche sotto i loro occhi e qualche ragguaglio orientativo della realtà che ci circonda si rende necessario,  proprio in virtù  della presenza al mondo di tante forme di governo. 
Esempi come quello attualissimo della Libia per quanto riguarda le dittature, monarchie come quella inglese dalla lunga storia, democrazie come quella americana, non sono così lontani da non poter essere portati ad esempio, per conoscere il significato concreto di parole quali: democrazia, monarchia, oligarchia e dittatura.

E d'altronde le forme di governo non sono così lontane dai modi in cui si gestisce una classe  o un gruppo, e se i criteri della maggioranza sono spesso usati come metodo di scelta nel gruppo, diventa facile capire che è lo stesso criterio usato per la gestione di uno stato democratico. Ovviamente poi sarà facile accostare le altre forme che, in estrema contrapposizione alla democrazia, si pongono come un limite alla realizzazione della persona e delle sue libertà.

Sottolineare l'importanza della democrazia e del suo esercizio tramite l'ascolto, il rispetto dell'altro, il rispetto dei diritti e l'onestà stessa degli individui, potrebbe apparire un aspetto scontato, forse no se si pensa che la voce della scuola si contrappone a una serie di fatti che  i bambini  recepiscono. loro malgrado. E forse proprio alla scuola spetta riportare l'ago della bilancia rispetto al cataclisma dele notizie. 
Senza entrare nel dettaglio e senza negare le difficoltà è sufficiente ricordare agli alunni, come ciascuno di noi può fare bene nel rispetto dell'altro.

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sabato 27 agosto 2011

Le ragioni dei roghi in Sardegna

I luoghi dove vivo, di una bellezza dolce e malinconica: ad un passo dal mare colline e colline di macchia mediterranea che si ricongiungono ai pochi boschi nelle sommità più alte. Una zona costiera pesantemente presa di mira ieri dagli incendi.
Questa cartina mostra i diversi punti dell'entroterra di Costa Verde, Piscinas e Buggerru, data alle fiamme. Un'immagine che racconta benissimo le ragioni di questi incendi, che la leggenda addebita ai soli pastori. La zona già  martoriata da un vasto incendio nel 1983 durato oltre tre giorni, ha cominciato in questi anni di abbondanti piogge a riprendersi, si è caratterizzata per la ricomparsa massiccia del cervo sardo che paradossalmente cominciò a riprodursi in maniera sostenuta dopo quel terribile incendio.
Quali che siano gli interessi alla base dei roghi, trovano complice un'amministrazione che a prescindere dal colore politico, non ha mai investito seriamente nella prevenzione, non ha mai voluto saperne di coinvolgere i principali attori del territorio: pastori e allevatori. Pensare che bastino pochi operatori, qualche canadair e altrettanti elicotteri, a sorvegliare un territorio vastissimo, aridissimo nel periodo estivo, è pura follia. Una politica onesta avrebbe dovuto partire proprio da chi nel territorio vive e opera. 
Per il resto  giudizi e valutazioni sui colpevoli  rimangono elucubrazioni stupide di chi non conosce il sistema complesso che regola la difficile vita di questa terra.
L'incendio sull'impervia zona di monte Arcuentu, con un solo elicottero impegnato nello spegnimento.
Cala domestica in fiamme (Foto Facebook)
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domenica 3 luglio 2011

Il Programma Dell'Unione Europea Per I Diritti Dei Minori

L'Unione Europea ha presentato un programma per la tutela del diritti dei Minori nel continente europeo e nel mondo.
I diritti dei minori sono sanciti dall'Unione Europea nella Carta  dei diritti fondamentali, documento  che sia l'Unione europea che i suoi Stati membri sono giuridicamente tenuti ad osservare. Tutti i 27 paesi europei hanno anche ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo.

Il programma è costituito da una serie di azioni concrete intese a promuovere un giustizia a misura di minore, la tutela dei minori in particolari situazioni di vulnerabilità e il contrasto alla violenza sui minori, anche oltre i confini dell'UE.

Il programma
Il programma, che ha avuto origine da un'ampia consultazione pubblica, sulle esigenze degli stati membri e dagli spunti presenti nel Forum europeo per i diritti dei minori, si fonda sui seguenti principi generali:
- Integrare pienamente i diritti dei minori nella politica europea sui diritti fondamentali;
- produrre dati e informazioni di base che consentano di orientare il processo decisionale a favore di una maggiore tutela dei minori;
- sviluppare la cooperazione attraverso le riunioni periodiche del Forum europeo per i diritti dei minori.
Il programma proposto dalla Commissione prevede 11 misure, che implicano soprattutto modifiche di ordine giuridico e un sostegno alle autorità competenti dei paesi UE in quattro ambiti specifici:

1. Una Giustizia a misura di minore
•Norme per tutelare meglio i minori (in quanto gruppo particolarmente a rischio) durante i processi e nei tribunali;
•norme per salvaguardare i minori quando sono imputati o ritenuti colpevoli di un reato;
•norme per garantire che le sentenze sulla responsabilità genitoriale a seguito di divorzio o separazione vengano riconosciute ed eseguite in tutti i paesi dell'UE;
•azioni per promuovere le linee guida del Consiglio d'Europa per una giustizia a misura di bambino e per tenerne conto nelle future leggi civili e penali;
•sostegno alla formazione dei giudici e di altri operatori per venire incontro alle esigenze dei minori nelle aule di giustizia;
2. Un’azione dell’UE mirata a proteggere i minori vulnerabili
•Migliore preparazione delle autorità competenti per i minori non accompagnati, tra cui i richiedenti asilo nell'UE;
•attenzione particolare ai minori nei futuri programmi dell'UE per aiutare i Rom ad integrarsi meglio nella società;
•sostegno per un a rapida attivazione del numero verde 116 000 per denunciare la scomparsa di bambini (incoraggiando anche i sistemi di allerta transfrontalieri per i minori sequestrati e a rischio);
•misure per contrastare il bullismo e l'adescamento di minori online, l'esposizione a contenuti nocivi e altri rischi legati all'uso delle nuove tecnologie mediante il programma dell'UE per un Internet più sicuro.
3. I minori nell’azione esterna dell’Unione Europea
•Sostegno per combattere la violenza contro i bambini e il turismo sessuale a danno di minori e per proteggere le vittime di conflitti armati, mediante i programmi di aiuto ai paesi extra UE.
4. Coinvolgere e sensibilizzare i minori
•Apertura di un sito web dell'UE dedicato esclusivamente ai diritti dei bambini.

Su Internet e minori il documento dice:
Le moderne tecnologie sono un altro ambito in cui i minori possono essere particolarmente vulnerabili. Le tecnologie online sono per bambini e adolescenti una fonte unica di sapere e un accesso privilegiato all'insegnamento digitale e al pubblico dibattito. I minori sono particolarmente disarmati quando si imbattono, tramite mezzi audiovisivi o su Internet, in contenuti o comportamenti dannosi come il bullismo elettronico e il grooming. Per bambine adolescenti di tutta Europa il bullismo, fisico e psicologico, nelle scuole è ordinaria quotidianità. Manifestazione moderna del bullismo, il cyberbullismo richiede risposte decise e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, dai social network ai fornitori di servizi Internet, alla polizia. È obiettivo della Commissione è assicurare ai giovani cibernauti un elevato livello di protezione, in particolare dei loro dati personali, garantendone nelcontempo il diritto di accedere a Internet per il loro sviluppo sociale e culturale. Con il programma "Safer Internet" la Commissione coordina e sostiene gli sforzi per responsabilizzare e proteggere i minori che navigano su Internet. L'industria delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione ha avviato in vari comparti iniziative di autoregolamentazione allo scopo precipuo di assicurare maggiore protezione ai giovani utenti di telefonia mobilee di social network anche nell'ambito del sistema di classificazione in base all'età PEGI (Pan-European Game Information) di videogiochi e di giochi on line.


Link al sito della Commissione Euroea

Il documento integrale in pdf
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domenica 27 marzo 2011

Il Progetto Navigare Sicuri Di Telecom Italia

Ricevo, e volentieri giro ai lettori, la segnalazione del progetto Navigare sicuri di Telecom Italia.
Progetto che nell’ambito del protocollo d’intesa con il MIUR-Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e in collaborazione con la Fondazione Movimento Bambino e Save The Children, intende sensibilizzare i bambini, gli adolescenti, i genitori e gli insegnanti a un uso attento e consapevole del Web.

Il sito
Il progetto si avvale di un sito completamente rinnovato all'indirizzo web http://navigare.org/, all'interno del quale si possono  trovare tutti i giorni News, informazioni e strumenti utili per essere sempre aggiornati in materia di sicurezza e protezione.

Il tour nelle scuole
Il progetto prevede anche un Tour nelle Scuole, una importante attività di formazione itinerante che, dopo le prime tappe autunnali in Piemonte, Sardegna, Campania e Lazio attraverserà l’Italia nei prossimi mesi e toccherà le piazze e le scuole di numerosi capoluoghi. Primi appuntamenti in Abruzzo e Toscana, dopodiché, a seguire, in numerose altre regioni. Il calendario completo si può consultare a questo indirizzo web 
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giovedì 10 marzo 2011

150° Dell'Unità D'Italia: Una Filastrocca E L'Attività Per I Bambini Di Scuola Primaria

Con i bambini di scuola Primaria è possibile centrare l'argomento Unità d'Italia attraverso la materia di Cittadinanza e Costituzione. Certamente è difficile condensare in poche parole tanti avvenimenti e così distribuiti nel tempo, per spiegare loro come avvenne il processo di unificazione della nostra Penisola. E se è facile parlare del senso di appartenenza che poeti e letterati  avevano ben descritto nelle loro opere, più difficile è congiungere i fili di una storia fatta di lunghe aspre battaglie, di sacrificio e abnegazione verso l'ideale dell'Italia unita.

Qualche consiglio per parlare dell'Unità d'Italia
Con parole semplici si può dire agli alunni che l'Italia non è sempre stata come la conosciamo oggi, uno stato unitario, ma bensì divisa in tanti stati, alcuni governati da re e altri addirittura governati da stranieri: facile quindi immaginare il senso di oppressione delle popolazioni. Raccontare che pian piano si è diffusa l'idea di un'Italia unita, non solo in virtù degli ideali e del senso di appartenenza ad un unica terra, tra l'altro ben delimitata da confini naturali che definivano i territori "dell"appartenenza", ma anche dal desiderio di miglioramento delle condizioni di vita, di affermazione delle libertà individuali e collettive di cui il popolo italiano era privato a causa di questa condizione.
Per opera di uomini sensibili e illuminati, e dopo un intenso periodo storico di  lotte politiche e aspre battaglie nel 1861 si è raggiunta la sospirata unità nazionale.
Volendo si può fare riferimento allo statuto Albertino e spiegare poi la nascita della nostra Costituzione a circa ottantanni di distanza dall'Unità d'Italia.
Con gli alunni di scuola Primaria non è possibile entrare nel dettaglio storico, se non forse con quelli di quinta. Ma queste notizie se ben argomentate e supportate da qualche immagine, quali le cartine geografiche del tempo, possono fornire un'idea chiara dei fatti essenziali.

Altre attività e contenuti
Da ricordare che due dei più conosciuti e letti, libri della letteratura per l'infanzia, Pinocchio e il libro Cuore, sono stati scritti in epoca risorgimentale, mentre il primo prende le fattezze della fiaba a lieto fine, il secondo, sicuramente meno letto oggi, narra e descrive il clima dell'epoca.  Al suo interno commoventi episodi di sacrificio a costo della vita raccontano il sentimento risorgimentale e il senso del dovere verso la  patria.
Sono mondi distanti dai nostri alunni e dal loro modo di vivere attuale, eppure forse mai come oggi il momento è adatto ad una rilettura di quei passi, magari per discutere proprio delle differenze, delle responsabilità che allora erano affidate ai giovanissimi.
Il libro cuore così pieno di retorica patriottica, ma forse anche così testimone di un tempo che non è poi così lontano, può aiutare a  comprendere che l'Italia unità ha portato progresso e migliori condizioni di vita anche per quell'infanzia allora così negata.
Alcuni brani dal libro Cuore di E. De Amicis da poter leggere in classe su Liber Liber, particolarmente indicati i racconti mensili con il riferimento al protagonista regionale.

Per tutti una piccola filastrocca
Perchè stare vicini, sentire  compagni i compagni di classe lontani da noi geograficamente, significa coltivare lo spirito di appartenenza, superare le dialettiche oscurantiste  e utilitaristiche che antepongono al bene comune l'interesse privato.

Tutti Uniti
Si mettono in cerchio si stringon le mani
è il girotondo dei bimbi italiani.
Da nord a sud fanno un giretto
lassù dalle Alpi fin giù nello Stretto.
Saltano e danzano, allegri in coro
per la penisola che è tutta loro.
Con un grande abbraccio noi festeggiam
siam tutti italiani e non lo scordiam!
(Rosalba 10/3/11)

Altri materiali a supporto li trovate su:
La miniera di risorse sui 150° dell'Unità d'Italia di Maestra Mary (cui va un grazie infinito), nella sua pagina trovate schede per le attività, bandiere, simboli, coccarde per completare le attività.
La pagina del Quirinale
Su rai.it (come segnalato dall'amica Chiara)
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sabato 26 febbraio 2011

Al Via I Progetti Di Cittadinanza Costituzione E Sicurezza Del Miur

Il Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca in collaborazione con l'ANSAS bandiscono un concorso per progetti con la tematica Cittadinanza Costituzione e Sicurezza.
Ricordando che la  finalità dell'insegnamento di Cittadinza e Costituzione è la promozione

“nelle giovani generazioni di una cultura civico sociale e della cittadinanza che intrecci lo sguardo locale e regionale con i più ampi orizzonti nazionali, europei e internazionali, traducendosi in adesione consapevole al quadro valoriale espresso dalla Carta costituzionale a cui si ispirano atteggiamenti, comportamenti e pratiche quotidiane”

il progetto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, in collaborazione con l’ANSAS, intende realizzare interventi finalizzati a promuovere progetti di innovazione organizzativa e didattica sul tema “Cittadinanza, Costituzione e Sicurezza” .
I progetti possono essere proposti dalle scuole di ogni ordine, anche attreverso  reti o consorzi di scuole, minimo tre, anche sui livelli regionale, interregionale, nazionale, che  tramite l'attuazione dell'autonomia scolastica, abbiano come fine quello di far

"acquisire agli studenti consapevolezza e responsabilità del valore della sicurezza intesa nella sua accezione multidimensionale e interdisciplinare in risposta a bisogni primari quali educazione, salute, lavoro, ambiente sano, sviluppo sostenibile, coesione sociale"

Da ricordare che termine per la candidatura dei progetti è alle ore 00.00 del 04 aprile 2011.
Link utili:
ANSAS
Bando di concorso
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giovedì 27 gennaio 2011

Giornata della memoria 2011: Le parole in gabbia

I bambini della scuola Primaria sono troppo piccoli per riempire i loro occhi delle foto di allora. Non che il potere della parola sia minore, ma le immagini mostrando le condizione dei volti, dei corpi, della miseria, della violenza, della negazione hanno la capacità di aggrapparsi al cuore, al cervello.

Il mio sogno
Ho iniziato presto a conoscere le storie dei perseguitati dalle leggi razziali. Ho letto Anna Frank che ero ancora bimba e i miei sogni non si erano ancora formati, probabilmente neppure il mio vocabolario di concetti e idee doveva essere ben maturo. E spesso sono diventata e ancora oggi divento nei miei sogni, l'Anna Frank che sfugge alla persecuzione. L'ultimo sogno è di solo una settimana fa e l'ossessione è cercare un posto ben occultato dove qualcuno inevitabilmente mi scopre. Finisce in due modi o inizio a correre con l'affanno, il cuore in gola e gli occhi schizzati da sanguigno terrore o mi sveglio prima, quasi a proteggermi dalla parte finale.
Ero troppo piccola per leggere di Anna, oggi lo capisco. Ho imparato a convivere con quei sogni e sono la mia personale giornata della memoria ogni volta che tornano. Se fossi più fantasiosa crederei alla reincarnazione, ma non è così. (Rosalba)

E allora oggi, perchè coi bambini occorre parlare e perchè tacere è essere complici anche di chi ci ha preceduto, per noi della classe terza la Giornata della memoria è iniziata con un mio racconto sulla guerra, su quando pochi uomini elevandosi al rango di custodi del vero, cominciano bruciando i libri e continuano per anni sterminando chi non rientra nel loro personalissimo concetto di razza pura. Abbiamo cercato nei nostri vocabolari quotidiani le parole che l'uomo mette in gabbia quando sfodera la sua parte peggiore.
Abbiamo fatto un lavoro tra Italiano e Arte e immagine, perchè le parole hanno un volto: le possiamo rappresentare, rendere vive, materializzare.

Abbiamo elaborato e sintetizzato, opinioni, idee e concetti come segue, collettivamente:

Le parole in gabbia
Le parole del rispetto: pace, accoglienza, ascoltare, rispettare, accettare e amare.
Pace è stare sereni anche quando ti arrabbi.
Accogliere è accettare la diversità.
Ascoltare è prestare attenzione all'altro.
Rispettare è stabilire confini della libertà degli individui. La libertà individuale ha un confine.
Accettare è rispettare un'idea, una persona nella sua differenza da noi.
Amare è voler bene l'umanità in quanto tale, come persone del mondo.
E' quando gli uomini mettono in gabbia le parole del rispetto, che accadono al mondo le peggiori cose. Quando l'uomo ritiene che il suo modo di pensar e di essere è l'unico possibile.





I disegni evidenziano la rabbia nei volti di chi mantiene prigioniere le parole. Parole imprigionate prima che altrove nella mente. Il dolore e il disappunto di chi subisce e ascolta.
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martedì 25 gennaio 2011

Bambini più sicuri su Internet lo dice uno studio europeo

Uno studio svolto tra  maggio e agosto 2010,  finanziato nell'ambito del Programma Safer Internet che promuove un uso più sicuro di Internet per bambini e giovani e la lotta contro i contenuti e i comportamenti illegali o nocivi, dimostra che i rischi che i giovani corrono su Internet non sono poi così elevati. Lo studio è stato finanziato dalla UE e i risultati sono un prodotto di un sondaggio condotto da EU Kids Online. La rete di ricerca è  coordinata da esperti della London School of Economics nel Regno Unito.
Il sondaggio, condotto in 25 nazioni europee, evidenzia due punti fondamentali: solo una piccola parte di giovani hanno problemi con Internet e di questi una piccola frazione ha avuto conseguenze in base a questi problemi. I dati evidenziano il modo di uso, i rischi, la sicurezza e l'esperienza dei bambini tra i 9 e i 16 anni e i loro genitori per un totale di 25.140 utenti.
In particolare lo studio dimostra che nella gestione di internet il rapporto genitori-figli è meno conflittuale che con la televisione.
Il dato rilevante è che in caso di problemi dei figli solo in 50% dei genitori se ne sono accorti, su questo dato è doveroso richiamare quanto spesso affermiamo, cioè che la vista e il controllo diretto nell'uso di Internet rimangono il mezzo più sicuro di prevenzione. L'abilità dei figli nell'utilizzo del mezzo è l'arma con il quale spesso aggirano i sistemi di prevenzione attuati dai genitori.

Quantità della navigazione e ruolo della scuola
Lo studio prosegue con i dati sulla navigazione in termini di ore passati davanti al pc, più avanza l'età dei bambini e maggiore è il tempo che vi trascorrono. I navigatori più giovani sono  danesi e svedesi, che iniziano a 7 anni. La casa (87%) è il luogo dove si utilizza principalmente e al secondo posto si colloca la scuola (67%). Ciò che segue evidenzia  che alla scuola (ancora una volta) è affidato il compito favorire l'utilizzo adeguato e responsabile del mezzo, lo studio sottolinea infatti come gli insegnanti possono avere un ruolo fondamentale di sostegno, in particolare riguardo gli adolescenti più grandi e i bambini provenienti da famiglie di basso livello socioeconomico.

Essere se stessi online
Circa la metà afferma di trovare più facile essere "se stessi" online, ma di avere difficoltà quando si trova in un ambiente "faccia a faccia". Sono per lo più ragazzi e bambini provenienti da famiglie di basso livello socioeconomico a descriversi in questo modo. I risultati evidenziano che un bambino su quattro comunica con estranei attraverso giochi, chat o mondi virtuali. Questo a significare che il 25 % dei bambini si espone ad un rischio evidente, e non si tratta certo di un dato confortante perchè è anche indicatore della solitudine dei bambini.

I social network
Moltissimi sono i giovani che partecipano a social network. Manco a dirlo il più utilizzato è Facebook. Tale attività aumenta con l'età. L'81% dei ragazzi di 15-16 anni ha un profilo in un social network, contro il 59% dei ragazzi di 9-16 anni e il 26% dei bambini di 9-10 anni. Quasi un quarto dei profili sono pubblici e sono più spesso le ragazze a mantenere privati i profili. La maggior parte dei ragazzi comunica con persone che conosce o con amici di amici.
Anche qui è ravvisabile una situazione di consistente pericolo se pensiamo che una gran parte degli abusi avvengono nella cerchia delle conoscenze familiari. Ritenere sicuri i figli su internet perchè comunicano solo con le cerchia dei conoscenti è pericoloso quanto e se non di più, che stare in un ambiente del tutto sconosciuto.

I problemi collegati all'utilizzo di Internet
Per quanto riguarda i due maggiori problemi collegati a Internet che interessano i bambini, gli esperti indicano l'uso eccessivo di Internet e l'accesso da parte dei giovani a contenuti non appropriati:  il 12% del contenuto inappropriato è legato a messaggi di odio diretti contro gruppi specifici; il 10% è pro anoressia nervosa; il 7% incoraggia l'automutilazione; il 7% incoraggia l'assunzione di droghe e il 5% riguarda il suicidio.  Lo Stato Membro dell'UE ad avere meno problemi con i contenuti non appropriati è la Francia con appena il 14% dei propri giovani coinvolti contro il 21% di tutti i giovani europei e il 43% dei giovani provenienti da Repubblica Ceca e Norvegia. I dati indicano che il 23% dei ragazzi di 11-16 anni che vanno incontro a esperienze negative hanno problemi di insonnia, difficoltà a scuola e trascurano gli amici. Gli esperti dicono che i bambini più colpiti da problemi online sono una piccola minoranza del 12%.
Indirettamente lo studio fornisce elementi in base ai quali osservare con maggiore attenzione  la fascia degli studenti della scuola Secondaria di Primo e Secondo grado. Più che al semplice disagio familiare, cui la scuola fa spesso riferimento, gli alunni andrebbero osservati anche durante le sedute nel laboratorio di informatica. Se ne ricaverebbero utili spunti di lavoro per approfondire la qualità del loro rapporto con internet tenedo conto che il semplice divieto nell'uso non è garanzia di evitamento del problema.

Conclusione
Se da un lato lo studio ci rassicura sulla reale quantità dei problemi che i bambini incontrano su Internet, da un lato parecchi numeri evidenziati inducono alla prudenza, ad una maggiore attenzione ed una vigilanza stretta del tipo "marcatura a uomo" e d'altronde il fatto che il 50% percento dei bambini preferisce usare internet nella propria camera è un dato che parla da solo. Ancora una volta è alla scuola che si affida la maggiore responsabilità di educare i bambini all'utilizzo responsabile. Per un bambino che nasce con il pc quasi a braccetto,  non c'è miglior "fatto educativo" che il primo esempio della famiglia, esempio nel saper dosare e nell'alternare le dovute esperienze pratiche.
Alla scuola poi il compito di innestare il contenuto educativo, certamente non sempre sufficiente a rimuovere percezioni quali "tanto c'è il monitor davanti non mi può accadere nulla".
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venerdì 19 novembre 2010

20 Novembre 2010: Giornata Internazionale Per I Diritti Dell'Infanzia

Cari lettori e cari colleghi domani si celebra la Giornata Internazionale Dei  Diritti Dell'Infanzia, ne abbiamo parlato anche qui lo scorso anno.
Il raggiungimento dei diritti pieni non solo è un fatto lontano in molti paesi del mondo, sia per le privazioni delle libertà individuali, sia per il mancato diritto alla vita, che per la costrizione al lavoro di tanti bambini ma è un fatto che tarda a venire perfino qui nel nostro paese. Un solo dato per tutti: un bambino figlio di immigrati che nasce nel territorio non è a tutt'oggi considerato cittadino Italiano. Essere figli di migranti ancora oggi è un fatto discriminatorio che non permette uguale accesso ai diritti.

Cosa può fare la scuola per i bambini del mondo i cui diritti sono violati?
Una cosa molto semplice, poco costosa e perfino poco impegnativa: parlarne.
E' importante che i bambini parlino di altri bambini, che vedano differenze, che prendano coscienza delle situazioni, che partecipino al passaparola nella condanna dei diritti negati a bambini come loro. E' come un terreno di coltura non di buoni sentimenti, ma di sentimenti di condanna verso le ingiustizie, il terreno di coltura che mette a tacere il silenzio che grava intorno alle discriminazioni.

Tema: Cosa posso fare io per sostenere i bambini ci cui diritti sono violati.

Io posso chiedere tramite lettere, disegni, al governo di riconoscere i diritti a quei bambini che non li hanno: diritto alla scuola, ad una casa, alle proteine che servono per vivere e alle cure mediche.  Con la mia classe ad esempio tramite Amnesty International Kids. Abbiamo già fatto molto per i bambini. Mi piacerebbe molto poter fare di più. Io potrei fare di più ma da sola non posso.
Con l'aiuto degli adulti, dei governi e di altre persone, potrei insieme a loro dargli un futuro.
Ai bambini. (Sofia)


Tutti noi possiamo costringere il governo a farlo diventare dalla parte nostra. Noi possiamo far "pressione" per obbligare il governo dalla nostra parte. Con i disegni o lettere, oppure lettere di protesta. I bambini  non hanno nemmeno possibilità di divertimento e di vivere la vita vera da bambini. Spero che la voce dei bambini venga ascoltata per salvare altri bambini. (Stefano)

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venerdì 5 novembre 2010

I Diritti Umani Spiegati Ai Bambini Con Le Azioni Urgenti Kids Di Amnesty International

Ogni discorso fatto ai bambini è vuoto di significato se non seguito da una pratica. Non solo pratica dello sperimentare, ma anche pratica intesa come azione. Se parliamo di buone norme di comportamento siamo i primi a dover dare l'esempio. Se parliamo di scienze dobbiamo sperimentare. Se parliamo di diritti umani dobbiamo agire.

I diritti umani esercitati attraverso un'azione concreta.
Per i bambini è difficile spesso comprendere un concetto perchè slegato dalla realtà che vivono. Con le Azioni Urgenti Kids di Amnesty International si crea un'accasione reale per comprendere che la vita per altri bambini sul pianeta terra è diversa da quella vissuta dai nostri alunni.
La lettura delle parole tratte dai diari degli alunni rom, discriminati nelle scuole della Slovacchia dove vivono segregati, chiusi a chiave nelle loro aule e dove fanno meno materie degli altri bambini, ha reso chiara l'idea di cosa sia la violazione di un diritto. Intanto perchè i bambini hanno subito fatto un paragone tra le due situazioni, immedesimandosi e percependo da bambino a bambino la difficoltà a vivere in situazione di segregazione.
L'esercizio di un'azione concreta  rende protagonisti i bambini, che non sentono le parole come mero esercizio di buoni propositi, ma il fare un'azione concreta per tentare di modificare una realtà, far sentire la propria voce e il proprio dissenso. Ecco l'azione concreta una chiave per aprire quelle classi, da spedire al Ministro per l'educazione dalla Repubblica Slovacca:


L'opinione dei bambini è importante
E' sentendosi coinvolti e valorizzati che i bambini esprimono al meglio il loro potenziale di idee e di opinioni. Leggiamo come si sono espressi a proprosito dei diritti violati dei bambini rom nelle scuole della Slovacchia, dopo aver ascoltato le parole (tramite la mia lettura) dei loro sfortunati compagni.

Hai conosciuto la situazione dei bambini rom in Slovacchia, segregati nelle scuola. Esprimi ora una opinione.
Io penso che dovete lasciarli studiare tutte le materie, perchè se voi fate come state facendo il loro futuro sarà un futuro con un lavoro brutto. E se loro rimangono in una stanza a studiare non faranno mai conoscenza e amicizia. Loro avranno il futuro peggiore. Potete pure pensare che io sto dicendo una cosa ingiusta ma l'interessante è che loro crescano bene. (Stefano)
Io penso che non sia giusto che i bambini rom non li considerirno come cittadini della Slovacchia. Io mi sento fortunata ad abitare in Sardegna, però penso a quei bambini e mi si stringe il cuore. Non capisco perchè ce l'hanno con quei bambini. In realtà siamo tutti uguali solo che non abitiamo nella stessa parte. Se stessero insieme con gli altri bambini nella stessa classe i bambini andrebbero d'accordo così nel mondo ci sarebbe più pace. Quindi chiedo per favore ai maestri e al preside di liberare quei poveri bambini. (Sofia, il testo in rosso è rosso anche nel quaderno.)


Lasciamo parlare i bambini, facciamo che le cose del mondo entrino in aula che rendano viva la didattica e non un semplice ripetersi di temi ripetiviti, uguali a se stessi e spesso banali.
I commenti? "Che bello maestra", "Mi piace molto fare questo", "Quando li spedisci?"
Ai bambini piace rendersi utili, sentirsi importanti, capire che anche il loro agito ha valore, che la loro opinione conta. 
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domenica 10 ottobre 2010

La Ri-negoziazione Delle Regole In Classe Terza Primaria

I bambini delle prime due classi di scuola Primaria, mantengono ancora quell'aura infantile e tenera tale da rendere le classi, in assenza di altre problematiche abbastanza gestibili dal punto di vista della tempistica delle attività didattiche. In breve diciamo che si riesce a riportare con facilità il clima adatto alla conversazione ogniqualvolta lo si spezza per un commento o una battuta. Ovviamente i tempi non sono così marcati, si tratta per facilità di scrittura di generalizzazioni.

In classe terza le cose cambiano
In classe terza le cose cambiano e il cambiamento si fa sentire. Provate a spezzare le attività con una battuta, non riuscirete a riprendere il filo del discorso finchè ciascuno non avrà detto la sua. Provate a chiedere di intervenire l'affastellamento delle voci sommergerà il tentativo di dare il via ordinato alla conversazione. I bambini sono molto più esuberanti, ed è più diffusa la voglia di comunicare e dire la propria. Ed è diverso alche il livello di riflessione dei bambini, perchè alcuni freni che inibivano la comunicazione sono un pò caduti o se vogliamo fa parte dell'età. Si diventa in realtà più esuberanti.

Altri fattori che influenzano
Certamente poi ci sono altri fattori d'influenza. Sono quelli relativi alle impostazioni metodologiche che gli insegnanti hanno scelto: il clima nella classe che lavora con la didattica laboratoriale è diverso da quello che ha scelto il metodo classico del sapere esperto. In entrambi i casi anche se per motivi diametralmente opposti può essere che si creino spesso situazioni come quelle descritte sopra. Sia un eccesso di disciplina che la disciplina allentata hanno il loro prezzo.

Le strategie
Per fortuna ci sono le strategie per aiutare gli alunni nel controllo della propria emotività ed esuberanza, assieme alla comprensione che si tratta di un fatto necessario per il  buon andamento della classe intera.
Se avete già in precedenza negoziato le regole della classe, in terza è proprio arrivato il momento di rinnovare il patto su come è possibile un interazione corretta, che non limitando lo spazio espressivo individuale, consenta allo stesso modo un lavoro regolare del gruppo.

Ecco allora un testo, che io ho proposto così ho dettato la prima parte di ogni indicazione e gli alunni trovavano il finale. In rosso la parte finale della frase aggiunta dai bambini.
I consigli per...
  1. Per essere ben svegli la mattina occorre andare a letto presto la sera.
  2. Per essere forte, allegro e con la mente sveglia devo fare una buona colazione.
  3. La sera, prima di andare a dormire devo preparare lo zaino.
  4. A scuola mi siedo bene, non mi faccio distrarre da nulla e ascolto con attenzione.
  5. Cerco di impegnarmi al massimo durante le attività.
  6. Quando devo intervenire alzo  la mano e aspetto il mio turno.
  7. Durante la ricreazione mi posso muovere liberamente senza correre, scambio due chiacchere con i compagni senza alzare la voce.   
  8. Mi impegno a non litigare con i compagni, non offendere e non usare le mani
Rappresentiamo per immagini le diverse situazioni,
Conclusione
Ovviamente il discorso non si esaurisce così, integriamo con i rinforzi visivi compreso il valorizzare i disegni inserendoli nei cartelli  realizzati dagli stessi alunni anche al computer, plastificati e distribuiti nelle pareti.
Queste attività sono sempre un investimento e rientrano in Costituzione e Cittadinanza, Italiano o Educazione alla Salute. Chiamiamo ogni bambino alla responsabilità del buon andamento della classe, facciamogli  individuare quali sono i comportamenti da tenere, saranno poi loro stessi a far notare ai compagni che esagerano, che occorre fare un passo indietro. E posso assicurare che succede. Infine quando è il gruppo a non tollerare certi comportamenti questi si estinguono.
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venerdì 24 settembre 2010

Concorso Internazionale Di Disegno Per La Giornata Internazionale Dell'Infanzia

La Fondazione Malagutti onlus e le sue Comunità per Minori presentano la IX Edizione Internazionale del Concorso di Disegno “Diritti a Colori”. L’iniziativa vuole ricordare la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia approvata dall’Assemblea dell’ O.N.U. il 20 novembre 1989, data proclamata “Giornata Universale sui Diritti dell’Infanzia”.
Questa Edizione promuove il Diritto alla Salute (artt. 24, 25 Convenzione sui Diritti dell’Infanzia). La salute è un bene prezioso che va preservato ed è un vincolo indispensabile per garantire ai minori un benessere fisico e mentale. Il diritto alla vita e la possibilità di essere curati sono tra i principi fondamentali di ciascun individuo, se non rispettati possono impedire una vita dignitosa. L’accesso alle cure deve essere esteso a tutti i bambini specie quelli fragili e discriminati che vivono in Paesi poveri dove non esistono: informazione, prevenzione e cure contro le malattie e la malnutrizione.

Il concorso ha una portata mondiale che verrà esercitata anche attraverso l'aiuto di volontari e di delegazioni umanitarie con un riguardo particolari ai paesi in guerra. Il disegno potrà essere realizzato dai bambini di età compresa dai tre ai quattrodici anni, con il tema, il formato e la tecnica preferita.

Le istruzioni e le scadenze
Sul territorio nazionale “Diritti a Colori” effettuerà le preselezioni regionali dei disegni che parteciperanno, in rappresentanza dell’Italia, alla finale del Concorso Internazionale che si terrà a Mantova il 14 novembre 2010.
I disegni devono essere inviati a Fondazione Malagutti onlus, via dei Toscani, 8 - 46010 Curtatone (MN). Le date di scadenza variano a seconda della Regione di provenienza:
- 11 ottobre 2010 Valle d’Aosta/Piemonte/Liguria
- 18 ottobre 2010 Emilia Romagna/Marche/Toscana/Umbria/Lazio/Abruzzo/Sardegna
- 25 ottobre 2010 Molise /Campania/Puglia/Basilicata/Calabria/Sicilia
- 28 ottobre 2010 Trentino Alto Adige/Veneto/Friuli Venezia Giulia
- 2 novembre 2010 Lombardia
Sul sito della fondazione http://www.dirittiacolori.it/ le istruzioni non solo in italiano, ma in diverse lingue del mondo.
Fonte:

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giovedì 23 settembre 2010

Il Vademecum Del Garante Sulla Privacy Tra I Banchi di Scuola

Si possono usare i videofonini a scuola? Gli scrutini sono pubblici? Si possono filmare le recite scolastiche? Le scuole possono installare telecamere?
A questi e ad altri quesiti risponde il nuovo vademecum del Garante per la protezione dei dati personali dedicato alla scuola. Scritta con un linguaggio volutamente semplice e meno tecnico possibile, la guida intende offrire un primo contributo a presidi, insegnanti, operatori scolastici, ma anche a genitori e studenti, per approfondire i temi legati alla privacy.
La scuola è chiamata ogni giorno a costruire le condizioni per un futuro migliore delle nuove generazioni.
Non solo nello studio, ma anche nelle esperienze di vita che coinvolgono alunni, professori e personale scolastico si definisce il mondo dei valori che permette alla società di crescere nel rispetto reciproco.
Questa sfida positiva – nella scuola – riguarda anche il "corretto trattamento dei dati personali". Un’espressione che può sembrare asettica, ma che in realtà costituisce una condizione essenziale per il rispetto della dignità delle persone, della loro identità, del loro diritto alla riservatezza.

Così presenta il Garante della privacy il vademecum per la tutela dei dati personali per la scuola, un opuscolo scaricabile in formato pdf o richiedibile via posta.  La guida è organizzata in cinque brevi capitoli: Regole generali, Voti ed esami, Informazioni sugli studenti, Foto audio e video, Sicurezza e controllo, i quali  riportano a regole ed esempi, e in due sezioni "di servizio" Parole chiave, Per approfondire, utili per la comprensione dei termini.

Riporto alcune delle tematiche che sono più oggetto di dibattito anche a causa di una serie di vicende riportate dai media
Le riprese video e le foto. 
Non violano la privacy le riprese video  e le fotografie raccolte dai genitori, durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini, in questi casi, sono raccolte per fini personali e destinate a un ambito familiare o amicale e non alla diffusione.Va però prestata particolare attenzione alla eventuale pubblicazione delle medesime immagini su Internet, e sui social network in particolare. In caso di comunicazione sistematica o diffusione diventa, infatti, necessario di regola ottenere il consenso delle persone presenti nelle fotografie e nei video.

Registrazione delle lezioni.
È possibile registrare la lezione esclusivamente per scopi personali, ad esempio per motivi di studio individuale. Per ogni altro utilizzo o eventuale diffusione, anche suInternet, è necessario prima informare adeguatamente le persone coinvolte nella registrazione (professori, studenti…), e ottenere il loro esplicito consenso. Nell’ambito dell’autonomia scolastica, gli istituti possono decidere di regolamentare diversamente o anche di inibire gli apparecchi in grado di registrare.

Videofonini, filmati, MMS
L’utilizzo di videofonini, di apparecchi per la registrazione di suoni e immagini è in genere consentito, ma esclusivamente per fini personali, e sempre nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone coinvolte, in particolare della loro immagine e dignità. Le istituzioni scolastiche hanno, comunque, la possibilità di regolare o di inibire l’utilizzo di registratori audio-video, inclusi i telefoni cellulari abilitati, all’interno delle aule di lezione o nelle scuole stesse. Non è possibile, in ogni caso, diffondere o comunicare sistematicamente i dati personali di altre persone (ad esempio immagini o registrazioni audio/video) senza aver prima informato adeguatamente le persone coinvolte e averne ottenuto l’esplicito consenso.
Gli studenti e gli altri membri della comunità scolastica devono quindi prestare particolare attenzione a non mettere on line immagini (ad esempio su blog, siti web, social network)o a diffonderle via mms. Succede spesso, tra l’altro, che una fotografia inviata a un amico/familiare, poi venga inoltrata ad altri destinatari, generando involontariamente una comunicazione a catena dei datipersonali raccolti. Tale pratica può dar luogo a gravi violazioni del diritto alla riservatezza delle persone riprese, incorrendo in sanzioni disciplinari, pecuniarie ed eventuali reati.

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domenica 19 settembre 2010

Prove D'Ingresso Per Cittadinanza E Costituzione Scuola Primaria

Cari lettori e colleghi, qualcuno mi chiese tempo fa le prove d'ingresso per la materia Cittadinanza e Costituzione, avendole preparate per la mia classe terza di scuola Primaria le condivido per chi ne avesse necessità.
Sia che l'abbiate proposta in orario come materia a se stante, sia come ora di laboratorio (il mio caso) o spalmata nelle altre discipline, se avete già in precedenza elaborato attività con i bambini, potete  proporre questa piccola prova d'ingresso, anche con gli opportuni adattamenti, per verificare cosa ricordano gli alunni delle precedenti attività. Ho incluso anche domande stimolo su sport e salute.

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