di Maestra Rosalba

sabato 27 agosto 2011

Le ragioni dei roghi in Sardegna

I luoghi dove vivo, di una bellezza dolce e malinconica: ad un passo dal mare colline e colline di macchia mediterranea che si ricongiungono ai pochi boschi nelle sommità più alte. Una zona costiera pesantemente presa di mira ieri dagli incendi.
Questa cartina mostra i diversi punti dell'entroterra di Costa Verde, Piscinas e Buggerru, data alle fiamme. Un'immagine che racconta benissimo le ragioni di questi incendi, che la leggenda addebita ai soli pastori. La zona già  martoriata da un vasto incendio nel 1983 durato oltre tre giorni, ha cominciato in questi anni di abbondanti piogge a riprendersi, si è caratterizzata per la ricomparsa massiccia del cervo sardo che paradossalmente cominciò a riprodursi in maniera sostenuta dopo quel terribile incendio.
Quali che siano gli interessi alla base dei roghi, trovano complice un'amministrazione che a prescindere dal colore politico, non ha mai investito seriamente nella prevenzione, non ha mai voluto saperne di coinvolgere i principali attori del territorio: pastori e allevatori. Pensare che bastino pochi operatori, qualche canadair e altrettanti elicotteri, a sorvegliare un territorio vastissimo, aridissimo nel periodo estivo, è pura follia. Una politica onesta avrebbe dovuto partire proprio da chi nel territorio vive e opera. 
Per il resto  giudizi e valutazioni sui colpevoli  rimangono elucubrazioni stupide di chi non conosce il sistema complesso che regola la difficile vita di questa terra.
L'incendio sull'impervia zona di monte Arcuentu, con un solo elicottero impegnato nello spegnimento.
Cala domestica in fiamme (Foto Facebook)


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2 riflessioni:

giovanna il 27 agosto 2011 alle ore 12:25 ha detto...

Rosalba, ho appena visto questo link su Facebook:
http://sardegna.blogosfere.it/2009/07/sardegna-nel-1300-la-carta-de-logu-quando-agli-incendiari-veniva-tagliata-la-mano-destra.html

Condivido quanto scrivi. Pare proprio che con questa piaga siamo destinati a conviverci. Non è voler accettare o rassegnarsi, è amarezza, è constatare, come per tante altre questioni, quanto dici tu: concretamente non si pongono in atto provvedimenti adeguati per la prevenzione.
g

Rosalba il 6 settembre 2011 alle ore 17:50 ha detto...

Grazie Giovanna, ho subito girato il link ai lettori, e molto hanno apprezzato. Non consola invece che i problemi per la nostra isola siano gli stessi da secoli ormai.
Un abbraccio

 

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