di Maestra Rosalba

sabato 11 maggio 2013

L'altezzza di Francesca e i test Invalsi per gli insegnanti

Fare le prove Invalsi nell'era dei social significa, per noi insegnanti e per gli "appassionati",  discuterne nell'immediato, non tanto degli esiti, che non si possono valutare non conoscendo il valore delle domande, cioè il loro peso specifico nella rilevazione, quanto delle difficoltà incontrate dagli alunni, soprattutto quando, come in questo caso, diventano eclatanti

E ieri nelle prove di matematica somministrate nelle classi seconda c'era questa domanda:
E' una domanda, che da quel che abbiamo discusso su facebook e altrove, pochissimi bambini di seconda hanno saputo risolvere. 
Ribadisco che non sono una fan dei test Invalsi, ribadisco altresì che non misurano la nostra capacità d'insegnanti come a molti piacerebbe credere e nego pure, come ad altri ancora piace credere, che l'Invalsi abbia un qualche motivo per indurre gli alunni in errore. Anzi semmai vivere da complottisti queste prove è l'ultimo degli atteggiamenti da tenere. Meglio a quel punto non farle. A questo proposito il rapporto tecnico chiarisce abbastanza sulle procedure.
Ma torniamo al quesito.
Ieri durante la somministrazione, leggendo nel  fascicolo del somministratore, mi ha incuriosito: perché in seconda generalmente i bambini non fanno i numeri oltre il cento, perché non fanno le unità di misura (metro, chilo, litro). Mi ha incuriosito perché il metro che misura da 0 a 150 (metro che misura da 0 a 150 cm?) nel disegno è rovesciato, perché sulla testa della bambina è stata disegnata una freccia con a lato il numero 40. Infine mi ha incuriosito perché la risposta era più o meno l'altezza dei bambini di seconda sempre che abbiano idea di quanto sono alti. Quindi tra me ho pensato vuoi vedere che i bambini pensano che Francesca è alta 40?
Detto fatto. Al ritiro, nel controllare che i bambini avessero risposto a tutte le domande, ho dato una sbirciata a tutte le risposte riguardanti l'altezza di Francesca. Nessuno, salvo sviste, mi è parso abbia risposto giusto.
Ho chiesto un po' in giro su fb e ho subito compreso che è stato un fatto diffuso. Tantissime colleghe mi hanno riferito che nelle loro classi nessuno aveva saputo risolvere il quesito.

Cos'è accaduto?
E' accaduto ciò che dicevo sopra: il distrattore dell'altezza rovesciata, ha funzionato da distrattore, mentre l'aiuto costituito dal numero 40 e dalla freccia posta sul capo della bambina anziché aiutare ha funto anch'esso da distrattore visivo inducendo in errore quasi tutti. I bambini hanno colto il dato immediato, in quanto posto in linea con il capo della bambina, saltando qualsiasi ragionamento e scrivendo con sicurezza 40.

Una prima considerazione. Il test non intendeva indurre in errore i bambini, ma bensì indagare le fasce "alte" di abilità, quelle ben al di sopra della media, cioè quelli alunni che avendo compreso cos'è la decina, e pur non conoscendo il metro in quanto unità di misura, sanno contare a dieci a dieci, lo sanno fare tornando indietro sulla linea dei numeri e sono capaci di immediato pensiero reversibile e di astrazione rispetto a un'immagine data.

Seconda considerazione: quel tipo di domanda non serve a mettere in difficoltà gli alunni, no, perché gli item sono sperimentati e si sa già quando la prova viene somministrata quali possibili esiti darà il quesito, serve a mettere in difficoltà gli insegnanti e a capire chi durante i test aiuta i propri alunni. Perché se per quella prova è previsto il cinque per cento di risposte esatte, faccio un esempio, e se nelle rilevazioni le risposte cominciano a salire in percentuali cospicue è evidente che gli alunni hanno ricevuto l'aiutino.  Le scuole a quel punto riceveranno posta dall'Invalsi, perché come accade ogni anno chi bara viene segnalato.

Dall'anno prossimo i test entreranno a pieno titolo nel sistema di valutazione, c'è materia sufficiente sul quale riflettere, che dite?
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venerdì 10 maggio 2013

Invalsi: griglie di correzione domande aperte prova Matematica della Primaria

Ecco disponibili da Ciao Bambini le griglie di correzione per le domande aperte della Prova di matematica sostenuta oggi nelle scuole Primarie di tutta Italia nelle classi seconda e quinta.
In attesa di vederei test gli alunni che ricordano le domande possono divertirsi a cominciare a conoscere le risposte.

Con calma poi parleremo meglio di alcuni test, su cui sarebbe meglio spendere qualche riflessione in più.

Griglia correzione domande aperte classe seconda Primaria

Griglia correzione domande aperte classe quinta Primaria
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giovedì 9 maggio 2013

Cambiare pelle

Più che aria di fine anno, durante le ultime settimane della quinta, si respira aria di cambiamento. E se
qualche volta mi ha sfiorato l'idea che lasciare gli alunni dopo cinque anni fosse un fatto triste, scopro che dentro di me si sta rafforzando la convinzione che nulla di più allegro stia per avvenire. 
E sta per avvenire allegramente, questo fatidico passaggio, perché c'è un bel clima, magari proprio perché finalmente si cambia... 
Fatto sta che siamo rilassati, in pratica abbiamo terminato il programma di quasi tutte le materie, italiano compreso, ci siamo lasciati il tempo per vivere queste ultime settimane in pieno relax. Non per non fare nulla, beninteso, ma per farlo senza annaspare.
Finita l'ora  delle interrogazioni frenetiche, affronteremo un lungo periodo di ripasso, scriveremo, parleremo, discuteremo, gusteremo il sapore del tempo che sta finire. 
E' una consapevolezza forte quella che attraversa i bambini di quinta, compresa tra la curiosità del futuro, la voglia di andarvi incontro e l'idea di qualcosa che finisce per sempre. Ma più che da emozioni tristi tutto ciò è attraversato da un'allegria mista a bonaria goliardia. Si sono trasformati tutti, anche i più timidi, abbandonando le ultime remore per avvicinarsi con la battuta, la presa in giro, non sempre bonaria a dire il vero, lo scherzo, il commento sagace. Sono grandi, provano a sentirsi grandi, mentre ancora si scuotono di dosso la prima pelle, quella della permalosità, per imparare a fare orecchie da mercante verso ciò che non piace, ignorare, passare oltre, concentrarsi su quello che conta davvero. Così mentre grattano i residui dell'altra pelle, quella innocente dell'infanzia, lasciano uscire la finta scorza dura, dei sorrisi forzati, delle risposte fulminanti, degli attacchi per mascherare la difesa. E ridono, ridono per tutto. Fino a ridiventare seri quando richiesto.
Con il tempo si indurirà ancora, fino a sembrare così dura da lasciare intuire solo all'occhio esperto che è ancora piena di piccole crepe e leggeri solchi, che di volta in volta si apriranno e richiuderanno, fino a diventare, pur apparendo liscia e intatta, come la corteccia di una quercia.


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mercoledì 8 maggio 2013

Le griglie di correzione Invalsi per le risposte aperte prova Italiano Primaria

Pur se ancora non  disponibili sul sito dell'Invalsi, in rete cominciano a girare le griglie utilizzate ieri
pomeriggio per la correzione delle domande aperte dei test sostenuti ieri mattina dagli alunni di classe seconda e quinta di scuola Primaria.
Da Ciao Bambini ecco i link



Restiamo in attesa di veder pubblicati i fascicoli delle prove, per un più attento esame dei contenuti e delle difficoltà. La prova per la classe quinta mi è sembrata assolutamente adeguata, sia nei testi proposti sia nei quesiti. La grammatica proposta continua ad attestarsi su un livello di difficoltà medio basso, continuando il trend dello scorso anno.
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mercoledì 24 aprile 2013

Lavoretto per la festa della mamma: Un mazzolino per la mamma

Si avvicina la festa della mamma, ed è ormai giunto il momento di farsi venire qualche idea carina da fare sia a casa sia a scuola.
L'idea che propongo quest'anno non è una mia  originale, bensì tratta da Krokotak. Sito che in più di qualche occasione ci ha fornito spunti interessanti Io l'ho rileaborata e personalizzata a modo mio, perché il lavoretto per la festa della mamma dev'essere certamente e prima di tutto facile da far realizzare ai bambini, ma anche ricco dei segni che denotano l'affetto per una delle persone più importanti della nostra vita.

Occorrente:
- un foglio di carta A4 verde brillante, 
- carta rosa per i fiorellini
- cartoncino rosso per i bottoncini dei fiori
- carta velina rossa o altro colore in tinta per avvolgere il mazzolino 
- nastro colorato per fermare il mazzolino o rafia naturale
- fustellatrice a forma di cuore
- colla stick
- forbici
- pinzatrice per punti metallici

Seguire le istruzioni di Krocotak, ci si arriva cliccando il link in alto: piegare il foglio di carta verde per il lungo, incollare i due lembi in verticale, praticare dei tagli a un centrimetro e mezzo l'uno dall'altro. Arrotolare il mazzolino e fermare sotto con due punti metallici, con le forbici arrotondare a mo' di foglie le strisce esterne.
Sagomare dei fiorellini e trasferili nella carta rosa, doppiare la carta in modo da ottenerne diversi, per il mazzolino ne occorrono circa dieci. Con la fustellatrice ricavare i cuori e incollarli al centro del fiore. Quando sono asciutti posizionare i fiori sui rametti. Aspettare che la colla asciughi infine avvolgere il mazzolino nella carta velina, che io ho volutamente stropicciato e fissare il nastrino o la rafia.



Qui le mie poesie per la festa della mamma

Qui i lavoretti degli anni precedenti
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lunedì 22 aprile 2013

Earth Day 2013 per la scuola

Si celebra oggi la giornata mondiale della Terra. A scuola già da anni la sensibilità verso la cura e il rispetto per il nostro pianeta è un fatto culturale consolidato. E' comunque doveroso ricordare proprio nella giornata a lei  dedicata che la Terra ha bisogno del sostegno di ogni bambino, non sottovalutare mai le azioni  del singolo per il così bistrattato pianeta azzurro.
Non c'è nulla come la sensibilità che possono trasmettere l'insegnante e la scuola ai bambini più piccoli,  noi con il nostro esempio e attraverso la cura stessa dei bambini che ci vengono affidati, rappresentiamo il migliore e più potente strumento di salvaguardia della Terra. Una poesia, un breve dialogo con gli alunni, un racconto o un disegno, sono un modo per ricordare un giorno, senza dimenticare che le azioni devono durare tutta una vita.

Attività:
Solo per ieri e oggi sul sito di Barilla si può scaricare l'-ebook eading planet, disponibili nei tre formati mobi epub e pdf, ci si registra, si accede nuovamente e si procede con il download
Su Disegni da colorare ancora disegni

Aggiornamento:
Noi abbiamo acquisito informazioni su Wikipedia, stampato, colorato e plastificato i segnalibri. Così ogni bambino ha potuto portare a casa il messaggio ricevuto a scuola.

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domenica 21 aprile 2013

Invalsi e le strategie anticopiatura

Torniamo ancora sulle prove Invalsi, si svolgeranno il 7 e 10 maggio 2013 per la scuola primaria, 14 maggio 2013 per la scuola secondaria di primo grado e 16 maggio 2013 per la scuola secondaria di secondo grado, manca poco e cominciano a giungere alle scuole le  istruzioni per l'uso.
Memore delle polemiche degli scorsi anni, non tanto della disomogeneità dei risultati, piuttosto della sorprendente bravura di alcune classi, l'Invalsi corre stavolta ai ripari con una soluzione strategica: consegnare agli alunni fascicoli di uguale contenuto, ma strutturati diversamente. Verranno distintamente fornite cinque tipologie di fascicoli, per cui dalla distribuzione dovrà risultare che alunni vicini eseguiranno le prove su fascicoli diversi, onde  evitare copiature. Certamente in questo modo si abbatterà il rischio copiatura, ma non ci vuole molto a capire che aumenta in modo esponenziale il rischio di errata attribuzione dei fascicoli all'alunno che li ha compilati, senza contare i problemi per la correzione in caso di confusione. Occorrerà quindi porre grande attenzione nel distribuire i fascicoli giusti da parte dei docenti somministratori, che quest'anno non vedranno ricosciute, causa decesso fondo d'istituto, nemmeno le ore aggiuntive per la correzione.

Alla Primaria, sono ormai anni che somministro prove, e almeno nella mia scuola, gli alunni vengono fatti sedere in banchi singoli, pertanto la distanza impedisce di "sbirciare" il lavoro altrui. Altresì sono sufficientemente sicura che in molte classi gli insegnanti forniscono l'aiutino ai più incerti. Il fatto è arcinoto anche all'Invalsi che da tempo ha introdotto nelle classi campione il "somministratore esterno" a garanzia delle procedure sia versante alunni sia versante docenti.
Ovviamente neppure ciò mette al riparo da possibili brogli, anche involontari, un aneddoto di qualche anno fa mi ricorda come anche i somministratori possone essere sciaguratamente inadeguati: un somministratore esterno nella mia scuola disse ai bambini di classe seconda di eseguire il test, aggiungendo che chi avesse finito prima poteva fare subito un disegno. Io credo che il giorno molti alunni neppure si presero la briga di leggere il testo, presi com'erano dall'idea di finire subito e fare il loro bel disegno.

A questo punto della facenda, una bella soluzione la vedrei nello svolgere le  prove direttamente online, di questi tempi non dovrebbe essere impossibile disporre di una piattaforma adeguata, mi pare che ci fu anche un tentativo anni fa, ah giusto dimenticavo, i computer sono ancora quelli, hanno pensato bene di farci invecchiare insieme. Ora si accettano scommesse sul macello che faranno i somministratori e su come in alcune classi sarà impossibile risalire agli autori delle prove. L'unica cosa bella, e anche auspicabile a quel punto, è che i bravi si mischino ai meno bravi, così potremo almeno dire a tutti  i bambini che hanno fatto una bella prova.

Aggiornamento: Le correzioni delle prove Invalsi si faranno quest'anno con una mascherina direttamente sul sito dell'Invalsi, su ciascuna scheda verranno trasferiti i risultati di ogni alunni copiandoli dal suo elaborato. L'unica accortezza è ricordarsi di salvare spesso quanto già digitato. 

Ah una soluzione per non fare confusione esiste, cari colleghi, vediamo se siete bravi a trovarla!

Qui le istruzioni fresche di stampa
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venerdì 19 aprile 2013

Lo smalto

In questo periodo ho sbottato spesso con le alunne per l'eccessiva attenzione verso la lacca per le unghie, la cura quasi manicale di alcune, tale da portarle a cambiare colore quotidianamente.
Ma ovviamente non è quello il problema, oggi non s'interferisce più, al contrario di quanto si faceva un tempo, con il look degli alunni a meno che questo non sia esageratamente fuori luogo, ma a quel punto non lo si dice a loro ma lo si fa presente ai genitori motivando adeguatamente. In questi giorni ho fatto notare ad alcune alunne come l'interesse per lo smalto stesse superando di gran lunga l'interesse per le attività, affrontato, secondo la mia prospettiva, con superficialità e una disattenzione maggiore rispetto al solito.
Tutto qui fino a che ieri un'alunna è venuta e mi ha detto che doveva parlarmi in privato. 
Quando un alunno ritiene di dover chiarire o capire i miei atteggiamenti, le prese di posizione o i rimproveri, chiede di parlare a tu per tu e io fornisco le spiegazioni del caso o mi riservo di rispondere per valutare il mio comportamento, scusandomi subito o in una successiva fase se è necessario, anche a seconda di quanto percepito dall'alunno, o confermando quanto fatto osservare.
L'alunna mi ha chiesto come mai sulla questione smalto, mi rivolgessi così spesso a lei, pur sapendo che anche altre lo usano. Avendo ben chiaro in mente il motivo delle le mie osservazioni nei suoi confronti, le ho fatto presente che in realtà non mi preoccupavano tanto le unghie colorate quanto il fatto che si stesse un pochino trascurando nello studio e che mi sarebbe piaciuto che mettesse lo stesso impegno in entrambe le cose, anzi che "la mia paura è che le unghie e la cura del "look" diventi preponderante rispetto all'impegno che occorre mettere nelle attività scolastiche sia a scuola, sia a casa". Ho concluso dicendole che sebbene io ritenga sia prematuro dipingersi con tale puntiglio le unghie alla sua età, si possono fare benissimo entrambe le cose: studiare e avere le unghie sistemate. 

Sono passati due giorni, in mezzo ci sono stati anche i colloqui, e da ieri la mia alunna ha messo lo smalto trasparente. Oggi si è avvicinata e mi ha detto: "Su quella cosa avevi ragione tu, ho deciso che lo smalto colorato lo metto solamente d'estate, per venire a scuola, ora e anche più avanti, userò solo quello trasparente. Mi devo concentrare di più sullo studio".

Forse interferire come si faceva un tempo sul look delle alunne, talvolta anche mortificando, era troppo. Però è troppo anche far finta che a ogni età si possa fare tutto, compreso tingersi i capelli, come fanno già tante alunne alla primaria, truccarsi (ahimè) e dipingersi le unghie. E appunto si tratta di fare finta. Perché l'eccesso è innaturale anch'esso, dovuto a modelli presi a prestito con troppa precocità, come se poi, per dirla tutta, a dieci anni non ci fosse ancora tanto tempo per fare tutto.


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