di Maestra Rosalba

martedì 30 agosto 2011

Una classe nuova di zecca

Una nuova classe rappresenta sempre un nuovo inizio. Non si pensi che il riferimento sia solo ad alunni e studenti, anzi lo è forse più per l'insegnante con esperienza, che può mettere in pratica quanto imparato negli anni precedenti.
Se invece si è alla prima esperienza ciò che segue può essere un promemoria per iniziare.
Ovviamente ogni gruppo classe è diverso dall'altro, ma ci sono regole universali che vanno applicate in ogni caso. 
Se agli alunni tocca misurarsi con un nuovo sapere, nuovi metodi e realtà in dinamico cambiamento, il docente deve capitalizzare le esperienze.  L'insegnamento è anche un gettare via le soluzioni organizzative che si sono rivelate inefficaci per cercarne di nuove.

Cosa fare quindi quando si comincia con una nuova classe di bambini di prima. 
Soluzioni che possono valere anche per l'ingresso alla scuola Media, dove per via del fatto che i ragazzini sono più grandi, si sottovalutano spesso alcuni aspetti organizzativi.

La messa in atto di soluzioni organizzative, che nessun manuale insegna, sono la risposta più efficace ai bisogni degli alunni, delle famiglie e più ancora  della scuola stessa, mirano ad attenuare la conflittualità che spesso si genera, proprio a causa della mancanza di chiarezza e di un'organizzazione definita. Valgono ovviamente più di tanti proclami, perché sono la risposta possibile ai bisogni.

Incontrare le famiglie
Organizzare un incontro con le famiglie ancora prima di conoscere i bambini, al fine di presentare il team, il progetto di scuola, i contenuti di apprendimento, negoziare le regole sia di funzionamento che per lo scambio di comunicazioni scuola-famiglia. Consegnare un promemoria scritto sull'organizzazione (orari insgresso/uscita, materiali, ecc), disponibilità dei docenti per incontrare le famiglie. Esplicitare tutto quanto si ritiene opportuno per un rapporto all'insegna della chiarezza e della professionalità. Non parlare a braccio, farsi una scaletta delle cose da dire: l'organizzazione non si proclama a parole, bensì i comportamenti la evidenziamo.
Durante l'anno prevedere momenti di convivialità, organizzare ogni cosa tramite il rappresentante di classe, e come già specificato, improntare i rapporti con tutti all'insegna della cordialità.

Il periodo di adattamento dei bambini e il rispetto delle regole
Si tratta di un periodo piuttosto lungo, non si pensi che l'aver frequentato la scuola infanzia aiuti i bambini nello stare a lungo seduti, aiuta sicuramente per il possesso dei prerequisiti, ma gli ambienti e l'organizzazione sono estremamente diversi, quindi occorrerà fare appello a molta pazienza ed essere assai flessibili. Consentire piccoli spostamenti dei bambini e fare in modo di introdurli nella didattica con attività che comprendano il movimento, assecondare con calma le richieste per introdurre graduali diminuzioni delle concessioni. I bambini piccoli chiedono spesso di bere e andare in bagno: questo deve essere consentito perché la maggior parte delle volte si tratta di ansia e del bisogno di creare un diversivo rispetto a tutte le novità. E, non dimentichiamo che essere flessibili e rigorosi senza esagerare ci fa guadagnare punti di credibilità con le famiglie.
Essere rigorosi sugli orari di ingresso uscita dei bambini e nei nostri alla stessa maniera, è non solo un dovere ma una tutela. Ricordiamo che trattandosi di bambini in fase di adattamento ci vuole un minimo di flessibilità, distinguendo il ritardo abituale, per il quale occorre prendere provvedimenti dal ritardo occasionale. 
Ricordiamo quindi che il rispetto delle nostre decisioni non è dovuto ma va dimostrato sul campo.

Le comunicazioni
Più i bambini sono piccoli e le famiglie poco esperte dell'organizzazione  scolastica, più le informazioni devono essere puntuali, dettagliate e sempre scritte sul quaderno. L'ideale è un foglio scritto al computer con lo spazio per la presa visione, incollato sul quaderno e controfirmato  poi dal docente presente all'ingresso. Lo so che è una gran perdita di tempo, però ci si guadagna in salute. E' capitato più di una volta di vedere genitori inviperiti per non essere stati avvisati di uno sciopero o di un'uscita anticipata. D'altronde occorre ricordarsi che spesso i genitori lavorano e una mancata comunicazione può portare a disagi per la famiglia, il bambino stesso, ma può perfino derivarne una nostra responsabilità personale.
Questo è uno dei punti più delicati a mio avviso: ho sempre preferito perdere cinque minuti a scrivere, per dare spazio al flusso delle informazioni puntuale ed esaustivo.

I compiti
Tema sempre attuale e scottante. Anche qui flessibilità e personalizzazione sono d'obbligo. Flessibilità perché anche la cultura del compito a casa va perseguita e costruita negli anni. I bambini piccoli non vanno caricati se non dello stretto necessario che serve a consolidare quanto proposto a scuola. La personalizzazione serve nei casi in cui è necessario maggior esercizio, a quel punto allora è meglio concordare con i genitori qualche aggiunta.
In prima può accadere che per alcuni genitori sia uno stress seguire i bambini, soprattutto se sono lenti e imprecisi nell'esecuzione, se dovesse accadere e si notano nel bambino ansia e faticabilità è meglio parlarne e suggerire piccole strategie: evitare l'accanimento e l'esecuzione dei compiti fino a ore impossibili, alternare alla fatica del compito piccole pause, evitare il muro contro muro: un bambino stanco e scoraggiato non impara nulla, meglio farlo rilassare e riprendere con calma. Tutti i bambini arrivano al traguardo, soprattutto se si riesce a controllare l'ansia. 

Imparare a leggere e a scrivere
Durante la riunione preliminare spieghiamo, rassicurando i genitori alla prima esperienza, come e quali sono i tempi dell'apprendimento dei meccanismi di base. Concordiamo il rispetto prima di tutto dei tempi del bambino insieme alla disponibilità a chiarire ogni dubbio. Facciamo in modo che non diventino l'unico obiettivo  per dicembre, che oltre a questo dobbiamo perseguire la formazione di un gruppo coeso di bambini, insegnanti e famiglie, che collaborano attraverso rapporti umani significativi allo scopo di rendere migliore l'apprendimento nell'arco dei cinque anni di scuola.

Per finire
Strategie, buone soluzioni organizzative, disponibilità al dialogo, capacità di ritornare indietro sulle decisioni, ma anche rigore e sicurezza quando necessari, sono le basi si un rapporto solido, sia che duri un anno, sia che ne duri cinque. Ricordando più di tutto che attraverso la nostra guida passa la crescita dei bambini, ad essi va riconosciuto il diritto alla scuola migliore possibile, anche nelle situazioni attuali.

Buon anno a tutti, in attesa dei vostri suggerimenti, in calce a questo post, su facebook, google + o twitter.


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2 riflessioni:

Piera ha detto...

grazie,maestra Rosalba,le tue considerazioni sono molto utili alla mia esperienza di insegante...confermano il mio modo di gestire la classe e le altre situazioni!Grazie ancora e buoooon anno

Rosalba il 6 settembre 2011 17:50 ha detto...

Buon Anno a te Piera!!

 

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