Di solito non mi occupo della cronaca politica in questo blog, ma quando tornano i roghi dei libri credo che sia necessario alzare la soglia di attenzione e se serve parlarne pure a scuola. Io l'ho già fatto in occasione della giornata della memoria. Considerati i toni e i modi delle recenti vicende politiche, vedi foto sotto, il tempo dell'ironizzare, dello sdrammatizzare, mi pare finito. L'istigazione verbalmente (fino a quando solo verbale?) violenta verso l'altro, la distruzione fisica dei libri sono ragioni oltremodo sufficienti per non dormirci sonni tranquilli. Mantenere una soglia di attenzione alta vuol dire anche non rispondere mai a nessuna provocazione, come abbiamo visto fare di recente, non allungare neppure per errore una mano in risposta agli attacchi violenti, perché è quel che vanno cercando. Una cosa sola rimane da fare, parlarne, scriverne, condividerne insieme la totale condanna.
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domenica 2 febbraio 2014
giovedì 17 ottobre 2013
La liberazione dalla carta
Ieri è venuto il rappresentante dei libri, io non sono una cliente facile, non ho mai comprato una guida da centinaia di euro, di solito uso quella dei libri di testo che scelgo con molta cura, per il resto attingo da svariati spunti e preparo da me le unità e le attività didattiche che meglio esprimono la mia programmazione, seguo il ritmo della classe imprimendo la velocità che essa stessa sceglie anche per necessità, cerco di cogliere al volo le numerose occasioni quotidiane per legare argomenti ad altri argomenti.
Quest'anno, ad esempio, per i bambini di prima non faremo acquistare libri operativi, ci aggiusteremo con qualche fotocopia se proprio sarà necessario. Per me, invece, compro i quaderni operativi che uso spesso per attingere idee che dalla carta trasformo in attività più concrete, superando l'idea di scheda da dare nuda e cruda, inventandomi qualche attività nuova che vivacizzi e renda più comprensibili i contenuti.
Ciò detto in premessa, non so come ci siamo arrivati ma il rappresentante ad un certo punto mi fa: "tanto non vi libererete mai del cartaceo a scuola, nonostante il fallimento di tantissimi progetti editoriali di carta che hanno portato questa crisi feroce" io sentendomi un po' canzonata ho risposto canzonando a mia volta: "tanto le case editrici non riusciranno mai a fare un e-book come si deve, quindi neppure volendo a risollevarsi da questa crisi".
E aspettando questo libro digitale, ora che gli "affari fatti di carta" sono in crisi, ma in crisi ci sarebbero comunque, perché quel ritmo vorticoso di carta non si può comunque più tenere, io credo che un insegnante misurato, sempre che esista una tipologia tale, ma facciamo finta che sì, non è per la tecnologia a tutti i costi, ma usa tutto ciò che viene messo a disposizione, ciò che non conosce impara ad usarlo, non pensa né che la carta sia salvifica della didattica così come non pensa che al contrario lo sia la tecnolgia più avanzata. Un insegnante, il più normale insegnante, pensa che l'importanza di una buona didattica è poter utilizzare mezzi e strumenti diversi e se non li possiede non smette di cercare di fare al meglio il suo lavoro.
E allora si può concludere, come già dicevo anche su facebook, che tra i diritti dei bambini, ma facciamo anche degli studenti, dovrebbe rientrare quello di conoscere tutti gli strumenti: il libro di carta, che può essere una parte, il computer, il tablet, il libro digitale che sia davvero interattivo, la lim, che sia altrettanto interattiva. Il sapere non è più solo dato dai contenuti della didattica ma anche dalla conoscenza, dalla padronanza degli strumenti, alcuni dei quali propedeutici all'utilizzo della rete, verso il quale non possiamo più rimandare un'adeguata formazione.
In questa vicenda del libro digitale alla fine nessuno ci ha guadagnato né gli editori, né la scuola. Ora è prematuro proporlo, domani sarà già tardi. Non se ne esce.
giovedì 26 settembre 2013
L'(n+1)esimo libro della fantascienza, un libro collettivo di Barabba
Di Rosalba
| ore: 18:36 |
Categoria :
E-book,
libri gratis,
Web
|
Esce per l'inesistente casa editrice Barabba, L'(n+1)esimo libro della fantascienza. E se è inesistente la casa editrice figuriamoci i libri che pubblica. Si tratta infatti di e-book che il lettore provvisto di dispositivo elettronico di lettura potrà agevolmente scaricare nel formato che predilige. Dentro, per l'(n+1)esima volta c'è anche un mio brevissimo raccontino. L'unica cosa che posso svelare è che il protagonista è un bambino, non uno qualunque ma il bambino. Se siete curiosi di leggere ciò che ci aspetta nel futuro, scritto e disegnato collettivamente, assemblato rivisto e ricorretto da il Many, trovate qui il link.mercoledì 18 settembre 2013
Concorso BITBUMBAM per l'uso didattico delle tecnologie
Di Rosalba
| ore: 07:05 |
Categoria :
Web
|
Mi segnalano e volentieri diffondo l'iniziativa promossa da ING DIRECT che lancia quest’anno un grande concorso di idee che promuove l’uso didattico e ludico-educativo delle tecnologie: BitBumBam!
Il concorso è aperto a tutti: ai partecipanti sono richieste soluzioni progettuali per supportare la crescita dei bambini dalla nascita e primissima infanzia fino ai 10 anni.
Partner dell’iniziativa è La Fabbrica che individua naturalmente nella scuola e nei genitori dei ragazzi i soggetti più qualificati a proporre idee congrue all’ambito educativo.
La scuola già si avvale delle opportunità offerte dagli strumenti tecnologici e multimediali, e l’obiettivo del concorso è proprio quello di realizzarne di nuovi fondati sul contributo dei partecipanti.
Come partecipare
Docenti e famiglie possono inviare le loro proposte caricandole, entro il 13 novembre 2013, sul sito www.bitbumbam.it e concorrere così alla vincita di 30.000 euro offerti da ING DIRECT per realizzare la propria idea.
Per crescere, Per integrare, Per imparare, sono le tre categorie tra cui scegliere quella in cui candidare il progetto, e i tre obiettivi a cui ispirarsi per valorizzare il ruolo della tecnologia come strumento positivo utile all'educazione, al progresso e al sostegno delle giovani generazioni.
lunedì 22 luglio 2013
Il treno già perso e la Carrozza
Di Rosalba
| ore: 09:20 |
Categoria :
E-book,
Educazione,
Web
|
Il Ministro Carrozza, Repubblica di ieri, sta decidendo di frenare sull'introduzione dei libri digitali, con il probabile blocco fino all'anno scolastico 2015/16, le motivazioni nascono dalla paura di un contenzioso con gli editori, i quali attaccati unghie e denti al vecchio sistema continuano imperterriti a immagazzinare pagine di sapere cartaceo, dalla paura di una scuola tecnologicamente impreparata a utilizzare gli e-book e infine dal timore che troppa tecnologia non faccia bene alla salute degli alunni.Viene subito da riflettere che a giugno abbiamo dovuto confermare gli stessi libri di testo da cinque anni a questa parte, che un anno di proroga già adottato dal Ministro Profumo, fosse già una concessione forte agli editori, considerato che l'idea che la scuola non sia pronta per il libro digitale è falsa e fuorviante. Forse non tutta la scuola è pronta ma una parte di essa è in grado di avviare percorsi didattici tramite l'utilizzo degli e-book.
La realtà è piuttosto un'altra: i libri digitali, molti editori, non sanno da che parte cominciare a farli, e a fronte di tanti, docenti compresi, che i libri se li stanno cominciando a costruire da soli, le case editrici continuano a pensare in cartaceo, ferme da oltre mezzo secolo alla didattica del sapere esperto.
E il ragionamento del Ministro, che mi si perdoni ora la facile battuta, con il suo ragionamento orientato più agli interessi di categoria (editori, associazioni dei genitori contrari alle tecnologie) che a quelli della scuola, ci riporta indietro al tempo della carrozza, ora pretendere una Ferrari sarebbe troppo, ma almeno guidare una utilitaria se non una berlina mi pare comunque alla portata della scuola italiana, che, continuerò a scrivere fino allo sfinimento, almeno alla Primaria, è didatticamente messa meglio di come la si racconta.
E questa scuola del 2013, così variegata, così diversa nella sua offerta formativa anche di eccellenza, credo meriterebbe finalmente l'attenzione che i tempi impongono, ma anche la fermezza delle decisioni e il rispetto epr quanto i docenti deliberano nelle sedi collegiali, non si possono come si dice dalle mie parti ancora legare i cani con le salsicce, è tempo di sollevare veti e blindature e consentire almeno a chi è in grado di farlo, di sperimentare.
E sbagliata è pure l'idea che e-book e libri cartacei siano in antitesi, come non erano in antitesi LIM e lavagna di ardesia, e a suo tempo quaderno e computer, chi lo ha lasciato credere, ha di volta in volta tutelato interessi di parte, senza mai porsi la domanda di cosa significhi per la didattica utilizzare entrambi gli strumenti.
Così è pure per il libro digitale, come se il suo utilizzo rarpresentasse il totale abbandono del cartaceo, quando invece per un periodo saremo giocoforza costretti a passare dall'uno all'altro per assestarci definitivamente sul digitale. Forse, perché io non ne sono affatto convinta che si debba finire a una totale predominanza, stante il fatto che ci compete di insegnare non solo contenuti ma anche capacità di utilizzo di strumenti.
Ecco, quindi che rimandare, concedere ulteriore tempo agli editori, o indugiare sui rischi per la salute non confermati da adeguate ricerche, passando ancora una volta sulle decisioni e sulle aspettative di almeno una parte della scuola, o concederne altro aspettando la totale digitalizzazione della scuola (con quali soldi, se non ve ne sono nemmeno per l'ordinaria amministrazione?) è una scelta assolutamente controproducente, fuori dal tempo e non di buon senso come si vuole lasciar credere. E il sapore delle decisioni è ancora una volta quello amaro del treno perso, perso per una Carrozza che pensavamo un ultraveloce.
sabato 29 giugno 2013
Ricordando Margherita e la Pimpa
Ho pensato di venire qui qualche minuto e chiudere là fuori la retorica, ché parole su Margherita Hack se ne stanno dicendo tante, alcune anche a sproposito.
Io di lei voglio ricordare due cose. Una che mi disse un'alunna qualche tempo fa.
Dopo aver parlato in lungo e in largo dei pianeti, del sole e del cielo, disse tutta compita: "Io voglio diventare come Margherita Hack" e mi spiegò che era solo perché aveva la fortuna non solo di esplorare il cielo ma anche di capire e riuscire a parlare di cose così difficili.
Spesso nel presentare le materie porto come esempi studiosi che ne hanno fatto la storia, non tanto per il loro valore o non solo comunque, ma perché spesso rappresentano il sogno realizzato di qualcosa che nella vita si è perseguito con fatica, impegno, abnegazione, volontà, passione. Parole queste ultime, che nella scuola sono spesso diventate la negazione del fare scuola, dove tutto dev'essere oggi all'insegna del facile, veloce e subito. Come se imparare sia di per sè una cosa facile.
L'altra che vorrei ricordare è questa della Pimpa e Margherita.
Margherita Hack spiega le stelle alla Pimpa. Vale la pena tenere memoria di questo video, che può tornare utile per una lezione di geografia, ricordando anche quanto l'astronoma fosse amante degli animali.
I crediti dell'immagine appartengono alla pagina facebook della Pimpa.
lunedì 22 aprile 2013
Earth Day 2013 per la scuola
Di Rosalba
| ore: 07:30 |
Categoria :
scienze primaria,
Web
|
Non c'è nulla come la sensibilità che possono trasmettere l'insegnante e la scuola ai bambini più piccoli, noi con il nostro esempio e attraverso la cura stessa dei bambini che ci vengono affidati, rappresentiamo il migliore e più potente strumento di salvaguardia della Terra. Una poesia, un breve dialogo con gli alunni, un racconto o un disegno, sono un modo per ricordare un giorno, senza dimenticare che le azioni devono durare tutta una vita.
Attività:
Solo per ieri e oggi sul sito di Barilla si può scaricare l'-ebook eading planet, disponibili nei tre formati mobi epub e pdf, ci si registra, si accede nuovamente e si procede con il download
Su Disegni da colorare ancora disegni
Aggiornamento:
Noi abbiamo acquisito informazioni su Wikipedia, stampato, colorato e plastificato i segnalibri. Così ogni bambino ha potuto portare a casa il messaggio ricevuto a scuola.
Aggiornamento:
Noi abbiamo acquisito informazioni su Wikipedia, stampato, colorato e plastificato i segnalibri. Così ogni bambino ha potuto portare a casa il messaggio ricevuto a scuola.
giovedì 21 marzo 2013
Concorso: Ti parlo di una bella storia
Di Rosalba
| ore: 15:53 |
Categoria :
libri gratis,
Web
|
Le edizioni Piemme bandiscono il concorso "Ti parlo di una bella storia..." Il concorso mette in palio dei libri, e i libri servono sempre: per arricchire una biblioteca di classe, di plesso...
Come fare? I bambini dovranno scegliere il tema e il titolo di un libro, nelle diverse collane del Battello a Vapore, che più li avrà coinvolti emotivamente. Per sostenere la propria scelta dovranno impegnarsi a raccontare la storia reinterpretandola creativamente: a una voce come appassionati lettori, a due voci dopo la lettura con i genitori o i nonni, a più voci con tutta la classe in azione. Il concorso educativo è aperto a tutte le classi 2e, 3e, 4e e 5e di Scuola Primaria. Si possono inviare elaborati individuali, di gruppo, di classe senza limiti di numero. In ogni caso sarà premiata la classe. In caso di utilizzo di musiche le stesse dovranno essere libere da diritti d'autore.
I premi possono essere cumulati e le scuole che parteciperanno a tutte le sezioni avranno la possibilità di moltiplicare il numero di libri vinti.
Sarà cura dell’insegnante di ogni classe partecipante raccogliere tutti gli elaborati realizzati per il concorso e inviarli in un’unica soluzione, accompagnati dal modulo di partecipazione compilato in ogni sua parte che si può scaricare seguendo questo link.
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Come fare? I bambini dovranno scegliere il tema e il titolo di un libro, nelle diverse collane del Battello a Vapore, che più li avrà coinvolti emotivamente. Per sostenere la propria scelta dovranno impegnarsi a raccontare la storia reinterpretandola creativamente: a una voce come appassionati lettori, a due voci dopo la lettura con i genitori o i nonni, a più voci con tutta la classe in azione. Il concorso educativo è aperto a tutte le classi 2e, 3e, 4e e 5e di Scuola Primaria. Si possono inviare elaborati individuali, di gruppo, di classe senza limiti di numero. In ogni caso sarà premiata la classe. In caso di utilizzo di musiche le stesse dovranno essere libere da diritti d'autore.
I premi possono essere cumulati e le scuole che parteciperanno a tutte le sezioni avranno la possibilità di moltiplicare il numero di libri vinti.
Sarà cura dell’insegnante di ogni classe partecipante raccogliere tutti gli elaborati realizzati per il concorso e inviarli in un’unica soluzione, accompagnati dal modulo di partecipazione compilato in ogni sua parte che si può scaricare seguendo questo link.
mercoledì 30 gennaio 2013
Di libri digitali e di mouse che non vanno
Di Rosalba
| ore: 17:17 |
Categoria :
didattica laboratoriale,
E-book,
Web
|
Il 25 gennaio scorso il Ministero ha emanato le indicazioni operative per le adozioni dei libri di testo, rispettando le scadenze precedenti ha di fatto ricordato che case editrici e docenti devono prepararsi a utilizzare "materiali integrati", quindi che il libro di carta non basta più, che c'è ancora un anno di tempo una volta finito il vincolo dei cinque anni, che scade con l'anno scolastico 2013/14, per un'adozione che dovrebbe partire dall'anno scolastico 2014/15. Bene fin qui, o almeno fino allo scatenarsi della polemica che Peppe riassume qui e al quale risponde da par suo con informazioni e dati precisi, giusto per restituire i fatti ai fatti.
Non mi dilungo perché racconta benissimo e con cognizione di causa cosa accade e soprattutto di cosa abbiamo bisogno, ricordando che i libri a scuola si possono costruire e che per costruirli, sia che lo facciano le case editrici sia che lo facciano i docenti, o addiruttura con gli alunni, come anche indicato nelle indicazioni operative, sono necessarie regole e vincoli, le stesse che dovranno rispettare le case editrici.
A me che sono sul fronte spaventa soprattutto la giungla, già me li immagino a rimpastare dei contenuti, a mescolare strumenti, nuovo e vecchio, vecchio e nuovo, far dialogare strumenti e contenuti (sul metodo va be' meglio tacere) e come un tempo sentire: "il mouse non funziona" detto dal collega che aveva preso il mouse del computer vicino.
Perché più delle lobby occorre ricordare che noi siamo messi così, a voler essere ottimisti, per almeno un cinquanta per cento.
E comunque mi piace ricordare che c'è già chi ci prova a costruire nuovi strumenti
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Non mi dilungo perché racconta benissimo e con cognizione di causa cosa accade e soprattutto di cosa abbiamo bisogno, ricordando che i libri a scuola si possono costruire e che per costruirli, sia che lo facciano le case editrici sia che lo facciano i docenti, o addiruttura con gli alunni, come anche indicato nelle indicazioni operative, sono necessarie regole e vincoli, le stesse che dovranno rispettare le case editrici.
A me che sono sul fronte spaventa soprattutto la giungla, già me li immagino a rimpastare dei contenuti, a mescolare strumenti, nuovo e vecchio, vecchio e nuovo, far dialogare strumenti e contenuti (sul metodo va be' meglio tacere) e come un tempo sentire: "il mouse non funziona" detto dal collega che aveva preso il mouse del computer vicino.
Perché più delle lobby occorre ricordare che noi siamo messi così, a voler essere ottimisti, per almeno un cinquanta per cento.
E comunque mi piace ricordare che c'è già chi ci prova a costruire nuovi strumenti
mercoledì 23 gennaio 2013
Google Drive per la scuola
Di Rosalba
| ore: 09:00 |
Categoria :
Web
|
Come dice Galatea nel suo post "tecnologico" questi non sono più tempi di spreco: una connessione Internet e un account Google possono aiutare notevolemente a risparmiare carta, toner, inchiostro e perfino tempo, magari alla Primaria un po' meno perché lì è sempre meglio che l'esercizio attivo, la riflessione, l'utilizzo della logica prevalgano sulla lettura e l'acquisizione. Ma alla scuola Secondaria di primo grado e ancora di più in quella di Secondo grado, dove non c'è alunno che non usi facebook ad esempio, quindi che ha la possibilità di connettersi a Internet, Drive è sicuramente uno strumento da incentivare e di cui consolidare l'utilizzo.
L'altro aspetto che consente di risparmiare parecchi denari è che si possono editare testi, creare presentazioni senza spendere per l'acquisto dei pacchetti Office, il tutto si può mettere in condivisione e con gli strumenti di cui dispongono gli studenti oggi essere letto e modificato ovunque.
Io me li immagino testi da modificare, rielaborare, ricostruire e penso alla praticità anche per l'insegnante di poterli riproporre in classe per la correzione collettiva (se non si tratta di prove strutturate), oppure correggerli agevolmente da casa.
Io a dire il vero non lo vedo neppure male come strumento per passare le comunicazioni alle famiglie. Ecco tra le cose che innoverei è proprio questa: condividere con loro almeno una parte dei contenuti, non mi limiterei alle problematiche di funzionamento. Sono tanti i genitori che aiutano e fanno aiutare i figli nei compiti, e dalle famiglie le richieste in questo senso sono sempre maggiori, un iniziale processo di condivisione su alcune attività forse aiuterebbe perfino a capire meglio e con cognizione di causa, come lavora la scuola. O no?
Qui alcune web-app che si integrano con Google Drive
Una guida per utilizzarlo in modalità client
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L'altro aspetto che consente di risparmiare parecchi denari è che si possono editare testi, creare presentazioni senza spendere per l'acquisto dei pacchetti Office, il tutto si può mettere in condivisione e con gli strumenti di cui dispongono gli studenti oggi essere letto e modificato ovunque.
Io me li immagino testi da modificare, rielaborare, ricostruire e penso alla praticità anche per l'insegnante di poterli riproporre in classe per la correzione collettiva (se non si tratta di prove strutturate), oppure correggerli agevolmente da casa.
Io a dire il vero non lo vedo neppure male come strumento per passare le comunicazioni alle famiglie. Ecco tra le cose che innoverei è proprio questa: condividere con loro almeno una parte dei contenuti, non mi limiterei alle problematiche di funzionamento. Sono tanti i genitori che aiutano e fanno aiutare i figli nei compiti, e dalle famiglie le richieste in questo senso sono sempre maggiori, un iniziale processo di condivisione su alcune attività forse aiuterebbe perfino a capire meglio e con cognizione di causa, come lavora la scuola. O no?
Qui alcune web-app che si integrano con Google Drive
Una guida per utilizzarlo in modalità client
venerdì 18 gennaio 2013
In principio ci fu la formazione online, poi arrivò la digitalizzazione.
Di Rosalba
| ore: 16:52 |
Categoria :
Educazione,
Web
|
Fra qualche giorno inizieranno le iscrizioni, che per noi insegnanti segnano l'anno ormai inoltrato, il periodo in cui si comincia a percepire che ci avviamo a un buon punto, ancora un po' e si prenderà la discesa, intesa come tempo mancante non certo come incombenze finite.
La novità di quest'anno è che le iscrizioni si faranno online, una volta ottenuto il codice meccanografico della scuola pare che sia un lavoro facile da sbrigare.
Internet è più presente nella case di quanto non si pensi, nella mia classe, ad esempio, su diciotto alunni solo due non lo hanno. Ai genitori che chiedono come funzionerà spiego che non sarà più difficile di un acquisto in rete, che il problema non è compilare il format, quanto il fatto che tutti si accalcheranno il primo giorno a iscrivere i propri pargoli e potrebbe esserci qualche difficoltà negli accessi. Non sarebbe la prima volta che accade. Ci vorrà un po' di pazienza e ritentare.
Ieri mentre spiegavo ciò a un genitore, ho pensato che tutto questo non farà innovazione nella scuola in quanto a didattica, ma è più educativo di tante spiegazioni: perché mette di fronte alle necessità obbligandoci a provare, contribuirà a creare le condizioni per cui sempre più persone accederanno a internet, non solo per la scuola, e segretamente, spero, non solo per facebook.
Ho pensato a quanto siamo in ritardo su questo fronte, a quanti soldi sono stati buttati via in formazione dei docenti e del personale, quando sarebbe stato sufficiente digitalizzare tutto già dieci anni fa: stipendi, domande online, circolari, ad esempio. Oggi molti più docenti userebbero il computer nella didattica e forse non ci sarebbe neppure questo spossante dibattito circa le meraviglie della didattica digitale: è che a furia di farla in pochi se n'è fatto una specie di personaggio mitologico, attribuendogli poteri, che nemmeno Superpippo.
Mentre noi si faceva i corsi di formazione a persone che nei fatti si dichiaravano interessate, queste non si davano la pena di usare null'altro che non fosse carta, penna e fotocopia, anzi fino a ieri l'altro hanno continuato a chiedere persino lo statino cartaceo, la cui morte è stata decretata non più di un anno o due fa.
Ora più per necessità che per scelta a dire il vero, le circolari in cartaceo sono sempre meno, volenti o nolenti tocca aprire la mail, visto che molte comunicazioni passano tramite lei, se si vuole consultare lo statino bisogna aprire la pagina sugli stipendi, se si vuole fare un'istanza la si deve fare online. Con il risultato che, piaccia o non piaccia, il computer lo si deve accendere e usare. E tutto questo, come per i genitori di cui sopra è fortemente educativo, ma infinitamente di più dei corsi online Indire, e ora che servirebbe farli per parlare e fare didattica e metodologia, ma quella vera che in molti si sono dimenticati, gettando via il bambino insieme ai ritagli di fotocopie, non si fanno più.
Quei corsi che anche agli insegnanti sono stati presentati come "imparare facendo" erano invece "imparare astraendo", perché una buona didattica è già difficile quando se ne capiscono le finalità, figuriamoci cosa significava, e significa ancora, per un docente che del computer non ha ancora inteso lo scopo.
Ora che siamo costretti a usarlo secondo me la finalità cominceremo a percepirla meglio. I fatti come sempre educano assai meglio delle parole, vale per tutti anche per gli adulti.
La foto viene da qui
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La novità di quest'anno è che le iscrizioni si faranno online, una volta ottenuto il codice meccanografico della scuola pare che sia un lavoro facile da sbrigare.
Internet è più presente nella case di quanto non si pensi, nella mia classe, ad esempio, su diciotto alunni solo due non lo hanno. Ai genitori che chiedono come funzionerà spiego che non sarà più difficile di un acquisto in rete, che il problema non è compilare il format, quanto il fatto che tutti si accalcheranno il primo giorno a iscrivere i propri pargoli e potrebbe esserci qualche difficoltà negli accessi. Non sarebbe la prima volta che accade. Ci vorrà un po' di pazienza e ritentare.
Ieri mentre spiegavo ciò a un genitore, ho pensato che tutto questo non farà innovazione nella scuola in quanto a didattica, ma è più educativo di tante spiegazioni: perché mette di fronte alle necessità obbligandoci a provare, contribuirà a creare le condizioni per cui sempre più persone accederanno a internet, non solo per la scuola, e segretamente, spero, non solo per facebook.
Ho pensato a quanto siamo in ritardo su questo fronte, a quanti soldi sono stati buttati via in formazione dei docenti e del personale, quando sarebbe stato sufficiente digitalizzare tutto già dieci anni fa: stipendi, domande online, circolari, ad esempio. Oggi molti più docenti userebbero il computer nella didattica e forse non ci sarebbe neppure questo spossante dibattito circa le meraviglie della didattica digitale: è che a furia di farla in pochi se n'è fatto una specie di personaggio mitologico, attribuendogli poteri, che nemmeno Superpippo.
Mentre noi si faceva i corsi di formazione a persone che nei fatti si dichiaravano interessate, queste non si davano la pena di usare null'altro che non fosse carta, penna e fotocopia, anzi fino a ieri l'altro hanno continuato a chiedere persino lo statino cartaceo, la cui morte è stata decretata non più di un anno o due fa.
Ora più per necessità che per scelta a dire il vero, le circolari in cartaceo sono sempre meno, volenti o nolenti tocca aprire la mail, visto che molte comunicazioni passano tramite lei, se si vuole consultare lo statino bisogna aprire la pagina sugli stipendi, se si vuole fare un'istanza la si deve fare online. Con il risultato che, piaccia o non piaccia, il computer lo si deve accendere e usare. E tutto questo, come per i genitori di cui sopra è fortemente educativo, ma infinitamente di più dei corsi online Indire, e ora che servirebbe farli per parlare e fare didattica e metodologia, ma quella vera che in molti si sono dimenticati, gettando via il bambino insieme ai ritagli di fotocopie, non si fanno più.
Quei corsi che anche agli insegnanti sono stati presentati come "imparare facendo" erano invece "imparare astraendo", perché una buona didattica è già difficile quando se ne capiscono le finalità, figuriamoci cosa significava, e significa ancora, per un docente che del computer non ha ancora inteso lo scopo.
Ora che siamo costretti a usarlo secondo me la finalità cominceremo a percepirla meglio. I fatti come sempre educano assai meglio delle parole, vale per tutti anche per gli adulti.
La foto viene da qui
giovedì 29 novembre 2012
Realizzare video interattivi con Popcorn maker
Di Rosalba
| ore: 09:00 |
Categoria :
Tecnologia,
Web
|
Segnalo ai colleghi e ai lettori questo interessante editor video web, Popocorn maker di Mozilla, per realizzare video interattivi e per la scuola Learning objet. l'editor permette di realizzare video completi di audio e soprattutto di renderli interattivi incorporando note, testi, di integrare con informazioni da Wikipedia, Google maps e i tweet di Twitter. Consente inoltre di mettere in pausa ogni volta che è necessario o di riederne un porzione E' possibile poi condividere il video direttamente su YouTube e su Vimeo.
Si tratta di editor web ancora acerbo che sicuramente potrà essere migliorato, ma da tenere sotto controllo per le buone potenzialità che offre in merito all'utilizzo nella didattica, anche alla scuola Primaria, dove la comunicazione per immagini è sempre più necessaria.
[via]
Popcorn Maker
venerdì 23 novembre 2012
Uno storify sul Dibattito Scienza
Di Rosalba
| ore: 17:42 |
Categoria :
Web
|
Delle sei domande ai candidati delle Primarie se n'è parlato un po' ovunque, più o meno tutti gli addetti ai lavori sanno tutto, non voglio ripetere le cose dette in giro, per segnalarlo ai lettori mi limiterò a linkare lo Storify di Gianluigi Filippelli. Che è una sorta di una raccolta di link utili per chi vuol farsi un'idea e per chi come me al di là delle Primarie è sempre interessato al progetto politico, sia sulla scienza in generale sia su quello che ci sta dietro, che ancora una volta è anche la scuola.
Il Dibattito Scienza è stato finora un bell'esercizio di dialettica tra i politici candidati per le Primarie del Centrosinistra e un folto gruppo di persone che a vario titolo s'interessano alla scienza.
In realtà la parte più interessante, secondo me, si potrà osservare in seguito, se e quando uno dei cinque sarà chiamato al governo del paese, sarà il momento della verifica, della traduzione pratica degli impegni programmatici in questa sorta di anticipo seppur ristretto di campagna elettorale.
Siamo tutti qui in attesa di segnali. Noi si naviga in alto mare, la terra appare lontana, mi si passi la metafora, più che con solidi remi, ci ritroviamo a cercare di giungere alla riva con gli stuzzicadenti. Il momento dei proclami è quello più ricco, più aperto alle idee, è sempre la pratica, la percorribilità delle idee a riservare poi le sorprese nel brutto e nel bello.
mercoledì 21 novembre 2012
Maestri di strada,tecnici e fumo
Io so bene che nessuno può fare miracoli, e ciò che scrivo non è nulla di personale con alcuno, figuraimoci in una macchina mastodontica qual è quella della scuola. Ma leggendo il post di Marco Rossi Doria su Inizi e Iniziative per la scuola ho provato dispiacere, tristezza e delusione, per quanto non fossi tra coloro che hanno gridato evviva alla sua nomina a sottosegretario.
Sapere che i quattrini sono destinati per l'ennesima volta a un progetto, come quello sulla disperisone scolastica, che si è rivelato un inutile spreco di risorse, mentre le scuole cadono in pezzi, che le pari opportunità sono diventate una priorità e che del come cambiare la scuola se ne discute con un hashtag su Twitter, senza che il discorso arrivi nelle sedi opportune, mi ha fatto francamente cadere le braccia. Forse il suo report sulle iniziative tranquillizza chi a scuola non ci mette piede, roba buona per i tiggì di mezzogiorno cui piace rendere conto dei trend topic di twitter, certamente non rassicura me da insegnante, da insegnante che aspetta un segnale concreto, qualcosa che vada all'indirizzo di un miglioramento della qualità del servizio e delle iniziative a esso connesso. Ma mi sa che gli unici segnali che vedremo sono quelli di fumo. Molto fumo e poca sostanza, sia che si sia tecnici, sia che si provenga dalla scuola vera, della strada. Allora siamo onesti diciamo che di fronte ai bilanci, ai crudi numeri, il giochino della figura di spicco, del maestro che conosce davvero la scuola e che ha il polso reale della situazione, era soltanto fumo negli occhi.
lunedì 22 ottobre 2012
Finora abbiamo fatto finta, d'ora in avanti si fa sul serio. Parola di Renzi
Di Rosalba
| ore: 20:18 |
Categoria :
Web
|
"Una scuola dove s'impara davvero" è lo slogan di Matteo Renzi per la scuola del futuro, quella che realizzerà quando diventerà premier. Si vede che finora abbiamo fatto finta d'imparare. Stavolta si farà sul serio, con una serie di novità che cambieranno radicalmente il volto della scuola (sigh).
Gentili lettori, e anche cari genitori, leggete bene il punto sei, la valutazione dei docenti tanto auspicata, con un ingegnoso meccanismo degno del più raffinato esperto di valutazione di sistemi formativi...
Sono sicura mi sfugge molto altro, intanto un potente odore di fritto misto di idee riciclate si spande nelle aule, spacciate come la "cura miracolosa" per la scuola.
- un forte investimento sulla scuola e, in particolare, sulla formazione e l’incentivazione degli insegnanti, sull’edilizia scolastica e sull’upgrade tecnologico della didattica;
- la valutazione degli istituti scolastici attraverso il completamento e il rafforzamento del nuovo Sistema di Valutazione centrato sull’azione di Invalsi e Indire, con la prospettiva di avvicinare gradualmente il nostro modello a quello britannico centrato sull’azione della Ofsted;
- incentivi ai dirigenti scolastici basati sulla valutazione della performance delle strutture loro affidate;
- una revisione complessiva delle procedure di selezione e assunzione dei docenti, basata sulle competenze specifiche e sull’effettiva capacità di insegnare;
- una formazione in servizio per gli insegnanti obbligatoria e certificata, i cui esiti devono contribuire alla valutazione dei docenti e alle progressioni di carriera, basata su un mix di: aggiornamento disciplinare, progettazione di percorsi con altri colleghi, aggiornamento sull’uso delle nuove tecnologie per la didattica, incontri con psicologi dell’età evolutiva o con medici per capire come affrontare handicap o disturbi di apprendimento sui quali la scienza ha fatto progressi.
- la valutazione e incentivazione degli insegnanti, attivando in ciascun istituto scolastico un meccanismo finalizzato all’attribuzione di un premio economico annuale agli insegnanti migliori, scelti da un comitato composto dal preside, da due insegnanti eletti dagli altri (cui andrà il 50% del premio e che non potranno ovviamente essere selezionati per il premio intero) e da un rappresentante delle famiglie eletto dalle stesse, sulla scorta del progetto pilota “Valorizza”, già sperimentato in quattro province nel corso del 2010-2011.
Commentate voi che a me sta scappando da ridere.
fonte orizzonte scuola
domenica 21 ottobre 2012
Il mio racconto di fantascienza va alle scuole Superiori
Di Rosalba
| ore: 09:00 |
Categoria :
libri gratis,
Web
|
Lo ricordate il mio racconto Alta Scuola Per Bambini, lo scrissi per Barabba Edizioni insieme a un folto gruppo ne scrissi qui. Questi giorni scorsi Emanuela Zibordi (ma io sono abituata a leggerla come @melamela su Twitter) mi ha scritto per chiedermi se poteva usare il mio racconto per la loro sperimentazione con i tablet. Figuariamoci se io ho detto di no. Io, già lo scrissi, sono a favore delle risorse gratuite per la scuola, penso persino che la logica dei libri da comprare dovrebbe essere superata in tutti gli ordini di scuola e almeno per un certo tipo di contenuti credo che dovrebbero essere disponibili senza troppi oneri. Il mio racconto nasce sul web e tale rimane a disposizione di tutti, così come gli altri racconti o le attività didattiche così amate da voi lettori. Mi compiaccio di questo sforzo di condivisione e di gratuità, che ci volete fare io per certe cose sono all'antica: ho un forte spirito sociale.
Mi scuso per la divagazione e torniamo al lavoro di @melamela, che così racconta:
Agli studenti più giovani ho proposto una sequenza un po’ più ludica permettendo loro di trovare autonomamente le funzioni multimediali come le immagini e i filmati, audio e giochi. Solo successivamente ho introdotto la scrittura, sempre con Polaris Office e la lettura scaricando, quando è stato possibile, un racconto di genere fantascientifico, “Alta Scuola Per Bambini”, che l’autrice Rosalba Cocco e Barabba Edizioni ci hanno permesso di distribuire sulla piattaforma d’Istituto.
Il resto è qui
sabato 13 ottobre 2012
Requiem per la programmazione settimanale dei docenti
Di Rosalba
| ore: 12:43 |
Categoria :
Attualita,
Educazione,
Web
|
Tutti i colleghi della Primaria, ma sicuramente lo sanno anche i genitori, sanno cosa sono le due ore di programmazione settimanale. Delle ventiquattro ore di servizio di una maestra o un maestro di scuola Primaria ventidue sono di insegnamento frontale con gli alunni e due sono di programmazione.
Si chiamano così ma è riduttivo: servono a concordare la stesura dei contenuti dei progetti educativi, organizzare la partecipazione ai progetti promossi dal ministero, cosa ancora più rilevante: servono a confrontarsi e discutere nel team docente delle situazioni delle classi, a concordare procedure, soluzioni, mettere a punto strategie educative sia per il gruppo sia individualizzate, pianificare le attività per i casi più complessi che necessitano di attenzioni speciali, e udite, udite spesso sono ore dedicate a ulteriori colloqui con le singole famiglie quando, come spesso capita c'è necessità di un confronto frequente.
Ma queste sono cose che sanno tutti, a distanza di trentacinque anni dal 1977 e dall'approvazione della L. 517, che sancì le ore di programmazione come attività didattica importante quanto le attività in classe, sono cose che ormai si danno per scontate. Quello che forse è meno noto, ma qualche collega anziano di servizio lo ricorderà, è che le ore di programmazione dei docenti sono il frutto di battaglie, sono una conquista, insieme a quelle che misero alla porta le classi differenziali, che introdussero i documenti di valutazione e cosa più importante consentirono di vedere scritta la parola "collegialità".
La legge di stabilità di prossima emanazione, ne ha parlato Galatea qui per quel riguarda le superiori, parla, e non credo di ingannarmi perché non sono la sola ad averlo percepito, riferendosi ai docenti della Primaria, di servizio già previsto di ventiquattro ore, ciò che non è scritto ma è facile da intuire, è che sono destinate a diventare ventiquattro ore d'insegnamento frontali.
E la programmazione dirà il lettore attento? la programmazione non servirà più, perché come i più bravi ricorderanno la scuola Primaria da qui a breve diventerà di ventiquattro ore settimanali anche per gli alunni. I conti sono quindi presto fatti. Si disse maestro unico e maestro unico sarà. E' cambiato il ministro ma il disegno previsto per la scuola è rimasto tale. E non dovremo neppure aspettare tanto per avvertirne le conseguenze.
Ora ci vorrebbe un musicista bravo che componga un Requiem non solo per la programmazione, ma per tutti i pezzi di scuola, frutto di conquiste e segno di civiltà, che tristemente ci stanno lasciando, assieme all'idea che una scuola dignitosa sia lo specchio di altrettanta politica.
martedì 2 ottobre 2012
Impari: Self publishing online
Impari è un servizio in versione Alpha, quindi ancora in fase di rodaggio e con alcune funzionalità che devono essere completate, per generare e pubblicare e-book online in formato Epub3. Si tratta di una sorta di "spazio collaborativo" per la scuola messo a disposizione da Luciano Pes ideatore del sito scuolasarda.it.
I libri in formato Epub3, che è un formato aperto, sono editabili da tutti. Per poterli leggere è sufficiente scaricare l'ebook reader per Desktop Azardi che è l'unico per ora di leggere il formato, un volta pubblicato il libro, IMPARI provvede da solo a creare l'indice il libro. Lo stesso può essere consultato da tutti anche online e diventa una vero e proprio sito.
Nei link troverete tutte le informazioni sia creare un e-book di prova sia per saperne di più.
venerdì 7 settembre 2012
Le nuove indicazioni del Garante per la Privacy nelle scuole
Ieri sei settembre il Garante ha emanato una serie di nuove regole riguardante la Privacy nelle scuole, stilate alla luce delle ultime pronunce degli organi competenti e con particolare riferimento all'utilizzo delle nuove modalità online nella gestione dei dati personali: pagelle, registri, ma anche elaborati personali, video e foto di recite, attività e visite guidate. L'indicazione per l'utilizzo dei cellulari e dei tabliet rimane a discrezione delle scuole.
Anche tutti i riferimenti alle situazioni economiche andranno accuratamente evitati e non solo per quel che riguarda l'attività online.
Un esempio per tutti, in molte scuole usa tenere appesa alla parete una lista dei nomi dei bambini come promemoria di coloro che hanno provveduto a portare acqua, scottex o altri materiali che non sono nella disponibilità della scuola, ebbene queste liste non si possono tenere alla portata di tutti.
Ecco di seguito gli articoli del Garante
Mancano pochi giorni all'apertura delle scuole e il Garante per la protezione dei dati personali ritiene utile fornire a professori, genitori e studenti, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy.
Temi in classe
Non lede la privacy l'insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell'insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l'equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati.
Cellulari e tablet
L'uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l'uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E' bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati.
Stesse cautele vanno previste per l'uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.
Recite e gite scolastiche
Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destinati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si intendesse pubblicarle o diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto.
Retta e servizio mensa
É illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull'accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.
Telecamere
Si possono in generale installare telecamere all'interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l'esterno della scuola, l'angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere cancellate in generale dopo 24 ore.
Inserimento professionale
Al fine di agevolare l'orientamento, la formazione e l'inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi.
Questionari per attività di ricerca
L'attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all'iniziativa.
Iscrizione e registri on line, pagella elettronica
In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell'istruzione riguardo all'iscrizione on line degli studenti, all'adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l'adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati.
Voti, scrutini, esami di Stato
I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal Ministero dell'istruzione. E' necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l'istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle "prove differenziate" sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell'attestazione da rilasciare allo studente.
Trattamento dei dati personali
Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un'adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano. Spesso le scuole utilizzano nella loro attività quotidiana dati delicati - come quelli riguardanti le origini etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute - anche per fornire semplici servizi, come ad esempio la mensa. E' bene ricordare che nel trattare queste categorie di informazioni gli istituti scolastici devono porre estrema cautela, in conformità al regolamento sui dati sensibili adottato dal Ministero dell'istruzione. Famiglie e studenti hanno diritto di conoscere quali informazioni sono trattate dall'istituto scolastico, farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.
mercoledì 5 settembre 2012
International Literacy Day 2012
Di Rosalba
| ore: 09:00 |
Categoria :
Cittadinanza Costituzione,
Web
|
L'otto settembre prossimo sarà la giornata mondiale dell'alfabetizzazione: International Literacy Day.
E' una giornata di cui si parla poco in Italia e sicuramente a torto, non fosse altro perchè la mole enorme di informazioni resa disponibile da web e media induce l'idea che sia aumentata la conoscenza. Questo fatto ingenera una percezione errata perché con l'alfabetizzazione s'intende la conoscenza degli strumenti di base, i quali determinano la conoscenza e la competenza, quest'ultima è conseguenza delle prime due con aggiunta una certa "pratica", e per pratica non ci limitiamo a focalizzare sul fare ma sul prendere confidenza con concetti e procedure tali da poterli applicare, modellare e riadattare a situazioni nuove.
A voler essere pignoli proprio l'eccesso di informazione ha determinato in paesi come il nostro, ma qui più che altrove, una sorta di analfabetismo di ritorno caratterizzato da confusione sui diritti individuali e fondamentali, fenomeno osservabilismo nelle rivendicazioni espresse nei social e dall'aumentato numero di contenziosi tra le persone su argomenti risibili.
Tornando all'International Literacy Day, esso già da un decennio lega il tema dell'alfabetizzazione a tematiche come la salute, della responsabilizzazione individuale, l'affermazione di genere e quello della pace del biennio 2011/2012.
La giornata è stata proclamata dall'Unesco nel 1965, con l'obiettivo della lotta all'analfabetismo per consentire non solo la responsabilizzazione individuale, ma in quanto elemento essenziale per
eliminare la povertà, ridurre la mortalità infantile, arginare la
crescita demografica, raggiungere la parità di genere e
garantire lo sviluppo sostenibile, la pace e la democrazia. E' vero che i genitori che hanno almeno una formazione di base sono più propensi a mandare i loro figli a scuola innescando un circolo virtuoso di miglioramento della società.
L'alfabetizzazione
contribuisce alla costruzione e al mantenimento della pace, in quanto consente la consapevolezza delle
libertà individuali e dei diritti, facilita la comprensione del mondo, permettendo quindi la prevenzione e la risoluzione dei conflitti.
Il legame tra l'alfabetizzazione e la pace si può osservare dal
fatto che nelle democrazie instabili o in paesi colpiti da conflitti è
più difficile stabilire e mantenere un grado adeguato di alfabetizzazione.
La giornata mira quindi a sensibilizzare la comunità Internazione sulla necessità ancora oggi nel 2012 di estendere l'alfabetizzazione come diritto fondamentale e come base di ogni apprendimento successivo: l'apprendimento per la vita.
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