di Maestra Rosalba

martedì 25 gennaio 2011

Bambini più sicuri su Internet lo dice uno studio europeo

Uno studio svolto tra  maggio e agosto 2010,  finanziato nell'ambito del Programma Safer Internet che promuove un uso più sicuro di Internet per bambini e giovani e la lotta contro i contenuti e i comportamenti illegali o nocivi, dimostra che i rischi che i giovani corrono su Internet non sono poi così elevati. Lo studio è stato finanziato dalla UE e i risultati sono un prodotto di un sondaggio condotto da EU Kids Online. La rete di ricerca è  coordinata da esperti della London School of Economics nel Regno Unito.
Il sondaggio, condotto in 25 nazioni europee, evidenzia due punti fondamentali: solo una piccola parte di giovani hanno problemi con Internet e di questi una piccola frazione ha avuto conseguenze in base a questi problemi. I dati evidenziano il modo di uso, i rischi, la sicurezza e l'esperienza dei bambini tra i 9 e i 16 anni e i loro genitori per un totale di 25.140 utenti.
In particolare lo studio dimostra che nella gestione di internet il rapporto genitori-figli è meno conflittuale che con la televisione.
Il dato rilevante è che in caso di problemi dei figli solo in 50% dei genitori se ne sono accorti, su questo dato è doveroso richiamare quanto spesso affermiamo, cioè che la vista e il controllo diretto nell'uso di Internet rimangono il mezzo più sicuro di prevenzione. L'abilità dei figli nell'utilizzo del mezzo è l'arma con il quale spesso aggirano i sistemi di prevenzione attuati dai genitori.

Quantità della navigazione e ruolo della scuola
Lo studio prosegue con i dati sulla navigazione in termini di ore passati davanti al pc, più avanza l'età dei bambini e maggiore è il tempo che vi trascorrono. I navigatori più giovani sono  danesi e svedesi, che iniziano a 7 anni. La casa (87%) è il luogo dove si utilizza principalmente e al secondo posto si colloca la scuola (67%). Ciò che segue evidenzia  che alla scuola (ancora una volta) è affidato il compito favorire l'utilizzo adeguato e responsabile del mezzo, lo studio sottolinea infatti come gli insegnanti possono avere un ruolo fondamentale di sostegno, in particolare riguardo gli adolescenti più grandi e i bambini provenienti da famiglie di basso livello socioeconomico.

Essere se stessi online
Circa la metà afferma di trovare più facile essere "se stessi" online, ma di avere difficoltà quando si trova in un ambiente "faccia a faccia". Sono per lo più ragazzi e bambini provenienti da famiglie di basso livello socioeconomico a descriversi in questo modo. I risultati evidenziano che un bambino su quattro comunica con estranei attraverso giochi, chat o mondi virtuali. Questo a significare che il 25 % dei bambini si espone ad un rischio evidente, e non si tratta certo di un dato confortante perchè è anche indicatore della solitudine dei bambini.

I social network
Moltissimi sono i giovani che partecipano a social network. Manco a dirlo il più utilizzato è Facebook. Tale attività aumenta con l'età. L'81% dei ragazzi di 15-16 anni ha un profilo in un social network, contro il 59% dei ragazzi di 9-16 anni e il 26% dei bambini di 9-10 anni. Quasi un quarto dei profili sono pubblici e sono più spesso le ragazze a mantenere privati i profili. La maggior parte dei ragazzi comunica con persone che conosce o con amici di amici.
Anche qui è ravvisabile una situazione di consistente pericolo se pensiamo che una gran parte degli abusi avvengono nella cerchia delle conoscenze familiari. Ritenere sicuri i figli su internet perchè comunicano solo con le cerchia dei conoscenti è pericoloso quanto e se non di più, che stare in un ambiente del tutto sconosciuto.

I problemi collegati all'utilizzo di Internet
Per quanto riguarda i due maggiori problemi collegati a Internet che interessano i bambini, gli esperti indicano l'uso eccessivo di Internet e l'accesso da parte dei giovani a contenuti non appropriati:  il 12% del contenuto inappropriato è legato a messaggi di odio diretti contro gruppi specifici; il 10% è pro anoressia nervosa; il 7% incoraggia l'automutilazione; il 7% incoraggia l'assunzione di droghe e il 5% riguarda il suicidio.  Lo Stato Membro dell'UE ad avere meno problemi con i contenuti non appropriati è la Francia con appena il 14% dei propri giovani coinvolti contro il 21% di tutti i giovani europei e il 43% dei giovani provenienti da Repubblica Ceca e Norvegia. I dati indicano che il 23% dei ragazzi di 11-16 anni che vanno incontro a esperienze negative hanno problemi di insonnia, difficoltà a scuola e trascurano gli amici. Gli esperti dicono che i bambini più colpiti da problemi online sono una piccola minoranza del 12%.
Indirettamente lo studio fornisce elementi in base ai quali osservare con maggiore attenzione  la fascia degli studenti della scuola Secondaria di Primo e Secondo grado. Più che al semplice disagio familiare, cui la scuola fa spesso riferimento, gli alunni andrebbero osservati anche durante le sedute nel laboratorio di informatica. Se ne ricaverebbero utili spunti di lavoro per approfondire la qualità del loro rapporto con internet tenedo conto che il semplice divieto nell'uso non è garanzia di evitamento del problema.

Conclusione
Se da un lato lo studio ci rassicura sulla reale quantità dei problemi che i bambini incontrano su Internet, da un lato parecchi numeri evidenziati inducono alla prudenza, ad una maggiore attenzione ed una vigilanza stretta del tipo "marcatura a uomo" e d'altronde il fatto che il 50% percento dei bambini preferisce usare internet nella propria camera è un dato che parla da solo. Ancora una volta è alla scuola che si affida la maggiore responsabilità di educare i bambini all'utilizzo responsabile. Per un bambino che nasce con il pc quasi a braccetto,  non c'è miglior "fatto educativo" che il primo esempio della famiglia, esempio nel saper dosare e nell'alternare le dovute esperienze pratiche.
Alla scuola poi il compito di innestare il contenuto educativo, certamente non sempre sufficiente a rimuovere percezioni quali "tanto c'è il monitor davanti non mi può accadere nulla".


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5 riflessioni:

gturs il 25 gennaio 2011 21:17 ha detto...

Ciao Rosalba, mai abbassare la guardia, bisogna stare molto attenti. Con mio figlio abbiamo raggiunto un compromesso, io non ho segreti e lui non deve averne con me. Entrambi conosciamo le password dell'altro. Le amicizie di Fb prima di accettarle mi chiede...
Credo che i genitori debbano controllare ma penso anche che per molti genitori il pc abbia sostituito la tv come "parcheggio"
Roberta

rosy il 26 gennaio 2011 09:22 ha detto...

Ha ragione Roberta, bisogna stare attenti, la famiglia e la scuola hanno il compito di far capire ai ragazzi e che internet può insegnare tanto solo se scegliamo canali giusti.
Personalmente non ho mai incontrato cose spiacevoli in questo mondo tutto forse tutto dipende da quello che si cerca un po' come la TV-

"molti genitori il pc abbia sostituito la tv come "parcheggio"
Purtroppo succede anche questo.

Un bacino ciao e buona giornata.

Rosalba il 26 gennaio 2011 17:26 ha detto...

Roberta mi pare che la tua scelta è quella vincente: fare patti e accordi, negoziare. Dirsi tutto è bello poi arriverà anche il momento della privacy ma allora sarà cresciuto e saprà bene come regolarsi. Concordo sulla tua riflessione: troppo bambini parcheggiati oggidì.
A presto

Rosalba il 26 gennaio 2011 17:27 ha detto...

Rosy ciò che dici è vero, infatti noi adulti sappiamo cosa cercare e raramente facciamo incontri sgradevoli. I bambini per certi versi vanno a tentativi e poi il loro essre smanettoni li conduce un pò ovunque sul web. A noi il compito di insegnargli e guidarli anche ocn il buon esempio.

Un bacino

Arianna G. ha detto...

Sono d'accordo con quanto dite, Rosalba e Rosy. Con mia figlia mi trovo al bivio tra lo scegliere di vietare o consentire il web, ho scelto di guidarla, insieme a mio marito, all'uso di strumenti internet che secondo noi sono una fonte infinita di stimoli positivi, se alla base c'è una sorta di auto-disciplina all'uso del mezzo. Internet mi ha aiutato anche in questo, ad esempio con i fumetti di Disney per spiegare ai bambini come usare il web (http://www.disney.it/CyberNetiquette/indexit.html). Poi, ho deciso di affiancare quanto posso fare dal punto di vista educativo a qualche strumento Internet che filtra i contenuti pornografici o comunque inappropriati. Nel mio piccolo sto risolvendo con questo sistema Webfilter per il controllo parentale, 100% italiano, grazie a Dio e mi costa 1euro/mese. Chiaro che cio' non si sostituisce al controllo che il genitore DEVE esercitare. Saluti Arianna

 

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