di Maestra Rosalba

giovedì 5 gennaio 2012

Racconto breve: Una lanterna per la Befana

E domani è il sei gennaio e questo blog riprende le sue regolari pubblicazioni con il ritorno della Befana. Una figura amata un po' da tutti, di origine laica e che come in tutte le feste ha finito con il rappresentare aspetti legati sia alla cristianità, sia quanto c'era prima di essa.
Gli adulti, forse un po' meno i bambini, sanno certamente che la tradizione della Befana è quasi tutta italiana, fatte salve poche eccezioni.
E allora conosciamola questa Befana, per nulla cambiata nell'aspetto ma sicuramente invecchiata, perchè gli anni passano pure per lei, che ritroviamo in un futuro solo apparentemente lontano, dove molte cose sono cambiate ma le emozioni, quelle restano identiche, al di là del tempo e dello spazio. 

Una lanterna per la Befana 
(di Rosalba Cocco - Tutti i diritti riservati) 


Anni e anni di fermate a domicilio, d’instancabili viaggi notturni, avevano enormemente affaticato la vista della Befana. Su e giù per le regioni d’Italia a soddisfare le richieste dei bambini, da nord a sud, da est a ovest, controllare indirizzi, spuntare elenchi e la Befana non ci vedeva più tanto bene. Una visita dal più antico occhialaio della città e un paio di occhialini dalla classica forma tonda alleviarono per qualche tempo il problema. Ma gli occhiali, si sa, servono quando c’è luce, invece la povera Befana era costretta a viaggiare di notte: niente da fare non ci vedeva proprio. 
Fu così che prese la sua decisione: era tempo di andare in pensione. 
Si recò dal tipografo, l’anziano signor Stampus, quello della viuzza stretta che insieme alle sue antiche macchine per la stampa sembrava stare lì dalla notte dei tempi, chiese di poter stampare degli avvisi e porse un foglietto stropicciato con scritto: Ormai giunta in età di pensione e con la vista malandata, Vi comunico che a partire da oggi mi ritiro a vita privata. Un saluto affettuoso a tutti i bambini. 
L’uomo strabuzzò gli occhi incredulo, cercò tentoni una sedia, la avvicinò senza mai staccare lo sguardo dalla vecchietta, che non sembrava poi così male in arnese, e si sedette. 
Pensò che la portata della notizia era davvero sensazionale. Questo fatto avrebbe cambiato persino il calendario e lui i calendari li aveva ormai tutti stampati, che dire poi delle chiusure dei negozi o delle vacanze scolastiche… Si fece largo tra i suoi pensieri, che correvano veloci come meteore nella notte buia, un’altra certezza: come avrebbero reagito tutti i bambini, da Lampedusa fino a Predoi, al pensionamento della Befana? 
Bisognava fare qualcosa, altro che stampare avvisi, occorreva riportare la Befana alla ragione. Non era possibile che arrivati al 2050 tutto finisse così, all’improvviso. E sì che i bambini da nativi digitali erano ormai diventati DNA-Digital, ma alla Befana non volevano certo rinunciare, sarebbe stato come rinunciare ai sogni e all’infanzia stessa. Perfino molti adulti si sarebbero risentiti a questa dolorosa notizia. Certo, occorreva riconoscere che il teletrasporto e l’avvento definitivo dell’ologramma aveva ormai ridotto al lumicino lo spostamento delle persone, ma la Befana no, era ancora presto per dirle addio definitivamente. 
La congedò invitandola a ripassare da lì a qualche ora, prese tempo dicendole che le sue macchine antiche avrebbero impiegato un po’ a stampare gli avvisi. La Befana bofonchiò qualcosa a proposito di quel negozio così poco moderno e si eclissò. 
Il tipografo corse a chiamare i nipoti. Sollevò la pesante tenda che copriva il retrobottega e loro stavano lì, accucciati coi volti rigati di lacrime, non ci mise molto a capire che avevano origliato e che erano al corrente di tutto. Erano bambini svegli, anche se poco DNA-Digital, abituati a trovare soluzioni pratiche si recarono nel negozio di elettronica lì accanto, presero alcuni vasetti di vetro auto-riflettente, inventato nel 2030 da Illuminus per risparmiare sulle illuminazioni delle città, dentro ci misero una candela autorigenerante, anche quella invenzione di Illuminus, che era servita a sostituire la cera d’api scomparsa nel 2020 e ottennero così un potente faro per illuminare il viaggio notturno della Befana. 

Era ormai sera tarda, al sei gennaio mancavano una manciata di ore, la Befana tornò a prendere i suoi manifesti di addio. Guardò sul banco, vicino alla cassa, ma nessun pacco somigliava a una risma di carta, aggiustò gli occhiali guardò meglio e fu in quel momento preciso che il Signor Stampus accese la lanterna: tutta la tipografia s’illuminò come se il sole fosse lì a due passi. La befana fece un passo indietro e sorrise, lui le porse delicatamente la lanterna. E lei si avviò, nella notte buia affrettò il passo, accese la lanterna e migliaia di stelle si sparsero nella nebbia che da blu intenso virò al caldo color oro. La magia entrò nelle case ancora una volta e per tanti anni ancora

Il disegno della Befana è di Paola Senesi, che ringrazio di cuore, sul suo sito le sue altre meraviglie.
La foto ritrae una Pupazza di Gaia.
 
(Nota importante: I racconti del blog sono pubblicabili solo con un link diretto alla pagina e utilizzabili non a fini di lucro, citando l'autrice. E' gradita la segnalazione dell'utilizzo, nei commenti o via mail)



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7 riflessioni:

giovanna il 5 gennaio 2012 13:25 ha detto...

Rosy,
metto per i miei ragazzi, un pezzetto di racconto sulla sidebar, con un "continua a leggere..." linkato al post. Va bene?
Grazie! :-)
baci,
g

Rosalba il 5 gennaio 2012 13:35 ha detto...

Giovanna va benissimo, non potrei desiderare di meglio. Ho messo quella scritta generica, perchè capita spesso di ritrovare in giro le cosine che scrivo, mi è parso opportuno avere almeno un riscontro nella condivisione dei conteuti, che rimangono comunque a totale beneficio dei lettori.
Baci e grazie :*

giovanna il 5 gennaio 2012 13:42 ha detto...

oh, ma tu hai fatto bene. Avrei scritto la stessa cosa in ogni caso. Sono sempre abbastanza attenta su questi aspetti. Perché, oltre al rispetto, sono davvero felice di citare gli autori di ... belle cose!! :-)
a presto!
g

Maestro Yusuf il 3 gennaio 2013 11:01 ha detto...

Ciao posso riportare il tuo testo nel mio blog?

Rosalba il 3 gennaio 2013 11:13 ha detto...

Sì certo citando l'autore e con un link al blog :-)

Monica il 6 gennaio 2013 09:56 ha detto...

Posso leggere le tue fiabe sulla befana ai miei alunni di terza, domani? Se le do in fotocopia metto nome e link al blog comunque.
Grazie Monica

Rosalba il 6 gennaio 2013 10:00 ha detto...

Ciao Monica non c'è bisogno di mettere link al blog nelle copie per i bambini, quell'indicazione vale solo per la pubblicazione sul web. Per l'utilizzo in classe, se si vuole, è sufficiente indicare l'autore. Ti rignrazio e fammi sapere se piace! <3

 

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