di Maestra Rosalba

venerdì 28 settembre 2012

Quando c'era la bidelleria

Non so voi che scuole avete frequentato, ma  quelle dei miei ricordi, inquinati forse da qualche filo di nostalgia, ma forse no, avevano uno stanzino chiamato bidelleria. Non è che i bidelli ci stessero a tempo pieno perché avevano il loro bel carico di cose da fare anche allora: correre da un'aula all'altra per passare le circolari, lavare anditi, andare a ritirare la posta, ma di solito erano almeno in due. In realtà ciò che mi è rimasto impresso delle bidellerie era quel pannello con i numeri, e chissà se molti di voi lo ricordano o lo hanno conosciuto, ciascuno dei quali rappresentava una rispettiva aula e si illuminava se dall'aula qualcuno (la maestra di solito ma non sempre) suonava.
Ora sono i tempi in cui dal Ministero partono direttive, una via l'altra, sulla sicurezza e sulla sorveglianza nelle classi: di fatto, come d'altronde è  giusto, i bambini non si possono mai, e ripeto mai, lasciare soli. Perché sono bambini e un bambino non ha ancora le responsabilità delle sue azioni. 
Una volta che si è tutti in aula è responsabile l'insegnante o la persona chiamata momentamente a sostuirlo se impedito. 
Ora quei pannelli o non esistono o sono tristemente spenti perché non funzionanti. E in tempi in cui ai piani c'è un solo bidello (e perdonate se continuo a chiamarlo tale, ma il rispetto lo sappiamo tutti che non dipende dalle parole ma dai modi) sarebbe davvero ora che qualcuno spieghi come accidenti si fa a chiamare il collaboratore, che se non è impegnato nelle pulizie, potrebbe venire a patto di riuscire a fargli sapere che serve la sua presenza in aula. 
Si manda un bambino? No, potrebbe decidere di fare un giro per gli anditi e dimenticare il motivo per cui gli è stato detto  di uscire. Esce la maestra? No perché la classe resta sola. Gli si dà una voce per l'andito? No gli altri stanno facendo lezione. Non ci rimane che la telepatia.
No, forse no, un modo c'è. Considerato che il Ministero deve dotarci tutti di tablet, ne dia uno anche al bidello, gli faccia installare un programma di instant messaging e lo si chiama così, attraverso Skipe o Messenger. Ah no, dimenticavo, non è possibile perché nella maggior parte delle scuola non c'è il wi-fi.
A volte mi sembra che siamo il paese delle tecnologie e i fichi secchi, non so a voi. Ma non mi voglio arrabbiare.



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1 riflessioni:

Anna Rita Vizzari il 28 settembre 2012 alle ore 19:53 ha detto...

Articolo tristemente bellissimo e calzante.

 

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