di Maestra Rosalba

domenica 12 gennaio 2014

Il posto dello zero

Come raccontavo anzitempo quest'anno insegno matematica, si tratta di un obbiettivo ambizioso per me, perché la matematica della scuola Primaria per quanto facile ed elementare, me la devo ripassare anch'io. Ma al di là di regole e procedure, ciò che mi pare importante è la capacità di ragionare, far giungere i bambini a una certa elasticità con i numeri, usare la logica, saper dedurre velocemente, analizzare problemi e trovare soluzioni, sempre partendo dalla realtà sotto i nostri occhi. 
Per il momento il lavoro è stato quello di conoscere i numeri fino a nove, scoprire concetti e simboli quali maggiore, minore e uguale, scoprire lo zero, perché quando i bambini arrivano alla scuola primaria contano da uno in poi e allo zero non ci pensano proprio. 

L'altro giorno si parlava di contare con le mani e ad un certo punto un alunno ha detto: "Visto che abbiamo imparato i numeri fino a nove possiamo anche contare lo zero con le nostre dita". Silenzio in sala e imbarazzo generale. Io sono stata zitta un attimo cercando di capire esattamente dove volesse andare con il suo ragionamento. Ho chiesto quindi alla classe di riflettere di provare a ragionare su questa proposta. Una bimbetta molto attenta ha detto: "Lo zero non lo puoi contare perchè non vale nulla". Un altro ha contato mentalmente con le dita e ha detto: "Se conti anche lo zero avrai solo nove dita". Il primo bambino ha provato ad insistere dicendo che contare anche lo zero serviva a ricordarsi che esiste, a fare un posto anche per lui. Così abbiamo provato a contare con le dita facendo posto anche allo zero e per contare abbiamo dovuto usare un dito e i conti non sono tornati più: avevamo tutti nove dita. 
Allora io ho spiegato che a volte bisogna usare l'immaginazione oppure un semplice foglio di carta, scrivere i numeri e pensare che prima del numero uno non c'è nulla, quello è il posto dello zero dove non c'è ancora nulla e diventa zero quando si presenta il numero uno. Poi però quello stesso zero andrà a fare il suo lavoro (intanto scrivevo i numeri nella LIM) quando arriverà il dieci (che non abbiamo ancora fatto) e poi il venti, il trenta, poi il cento e così via. Allora lo zero diventerà tangibile e per noi insostituibile.

Questo momento di colta discussione matematica di bambini di sei anni, è stata per me quanto e più di una verifica: vedere i bambini all'opera nel ragionamento, e per certi versi già un piccolo ragionamento astratto, mi ha dato l'idea chiara di quale strada matematica percorreremo insieme.




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2 riflessioni:

Marco il 12 gennaio 2014 15:56 ha detto...

Già. Spiegare il posto dello zero a bambini di 6 anni non è per niente semplice. E la soluzione migliore è probabilmente farceli arrivare da soli, con il ragionamento, ma anche con la fantasia.
Ora, immaginiamo per un attimo che non stiamo parlando dello zero ma di un qualche altro concetto matematico non semplice da manifestare concretamente: quale sarà la strada migliore da percorrere? Probabilmente sempre il farceli arrivare da soli con il ragionamento e la fantasia.
E per altre cose matematiche? La strada preferibile è sempre quella.
Sta a vedere che alla fine la Matematica non è altro che sporcarsi un po' le mani, imparare a ragionare ed utilizzare la fantasia di cui già si dispone?

Rosalba il 12 gennaio 2014 18:37 ha detto...

Io spero che per sarà così per noi, che impareremo coniugando il ragionamento, con il gioco e un pizzico di divertimento!

 

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