di Maestra Rosalba

lunedì 26 gennaio 2009

Un dolce Pierrot

L'idea di Carnevale di oggi confesso che non è mia. C'è una persona che mi ha insegnato molto sul cucito e le prime cosine per mia figlia le ha cucite lei, come l'idea che vi presento oggi: cucire un costumino di Carnevale dedicato a Pierrot.
Se da mia madre ho appreso la lavorazione della maglia ai ferri, da mia suocera ho imparato a cucire; all'inizio lo facevo per mia figlia poi sono nate anche tante cose per me.
Confesso che l'economia familiare ne ha beneficiato, soprattutto il periodo in cui la nostra casa era in costruzione. Tanti pomeriggi, soprattutto invernali, li passavo in casa in compagnia della mia bambina a cucire, mentre lei si divertiva a pasticciare con piccoli ritagli, ma più di tutto a nascondere ovunque i miei attrezzi da lavoro. Ora lei è grande ma ci sono cose che rimangono inalterate nel tempo come questo costumino di Pierrot:
L'idea è semplice: una tutina per un bambino di un anno e mezzo circa, da indossare con comodi vestiti sotto se siamo al chiuso e con diversi strati se invece dobbiamo stare all'aperto.
L'alternativa è cucirlo con stoffa di peluche bianca a cui applicare tre palline nere sul davanti: personalmente preferisco il raso e mettere un cappottino sopra se si deve stare all'aperto.
Nelle solite riviste per cucito trovate i cartamodelli. Se li trovate divisi casacca e pantaloncino potete unirli e fate un cartamodello nuovo.
Il nostro Pierrot è aperto sul retro e si chiude con una chiusura lampo, il colletto è un semplice colletto di pizzo comprato a metraggio, poco ingombrante ma allo stesso modo decorativo, i polsini sono semplicemente trattenuti tramite un po' di elastico dentro il bordo, lo stesso si può fare alle caviglie se si vuole.
Per il copricapo potete utilizzare una cuffietta nera,  applicarvi qualcosa di romantico se è una bimba, lasciarlo così se si tratta di maschietto; in alternativa se vi avanza del raso potete confezionarlo come abbiamo fatto noi, misurando la circonferenza del capo del bambino, ritagliando un rettangolo abbondantemente più lungo della circonferenza e cucendo sulla sommità, quando poi farete l'orlo lasciate un margine e a distanza di questo passate un elastico moloto morbido così come sotto:
Concludo con una riflessione ancora sui costumi di Carnevale pronti, spesso bellissimi, ma purtroppo privi di anima. Il carnevale è un occasione per cimentrsi con il cucito anche essendo "poco esperte": a volte un piccolo difetto può essere un punto di forza. Un po' come gli architetti che quando si accorgono di un difetto estetico lo valorizzano rendendo un lavoro unico.
Nel nostro caso il costumino cucito da noi è unico, come è unico l'affetto che portiamo ai bambini vicino a noi.



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4 riflessioni:

Lorena il 27 gennaio 2009 09:21 ha detto...

Complimenti, veramente! Anche io mi ricordo che il primo vestitino di carnevale che feci a mio figlio fu proprio un perrot...quella lacrima...dolcissimo! Brava! Con affetto.

Luciano il 27 gennaio 2009 17:58 ha detto...

Bhe se dalla madre hai appreso la lavorazione della maglia ai ferri, e dalla suocera hai imparato a cucire vuol dire che sei completa! O no?

Rosy il 27 gennaio 2009 20:01 ha detto...

Grazie Lorena, si è bello ritrovare cose fatte con passione e che hanno accompagnato l'infanzia dei nostri bambini. Un abbraccio.

Rosy il 27 gennaio 2009 20:02 ha detto...

Si Luciano è vero! Però mi manca il ricamo... ci farò un pensierino ma non so se sono portata. Grazie dela visita :-)

 

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