di Maestra Rosalba

domenica 27 settembre 2009

Imparare dagli errori: cose da fare e da non fare se il bambino sbaglia a scrivere

Sia che si tratti di insegnamento che di compiti a casa ci sono una serie di comportamenti da attuare e altri da evitare quando si interviene sull'errore di scrittura e/o lettura nei compiti  dei bambini.
Intanto occorre chiedersi da cosa nasce l'errore. L'errore nasce da una mancata memorizzazione e questo avviene per tanti motivi, perchè il bambino non ha ancora ben presente quella particolare difficoltà ortografica, perchè si è ingenerata confusione nelle diverse particolarità o semplicemente perchè deve ancora maturare l'apprendimento in questione, che avviene per ogni bambino in tempi diversi.
Quello che va chiarito fin da subito è che il bambino non fa apposta a sbagliare, ecco perchè vanno evitati tutta una serie di atteggiamenti: sgridare il bambino lasciandogli intendere che non ha capito, dare giudizi di valore del tipo "non ti impegni abbastanza", "non vuoi capire" o "sei un buono a nulla", nel compito scritto vanno evitate  vistose cancellature con la penna rossa con doppia sottolineatura, addirittura con una x o peggio pagine strappate, da ultimo come capita più di quanto non lo si ammetta, lasciarsi andare a scoppi d'ira verso il bambino.
Le possibili reazioni del bambino sono senso di sfiducia in se stesso, senso di inadeguatezza verso il compito, paura forte di deludere l'adulto sia esso insegnante o genitore e sul quaderno paura di scrivere e di veder violato il proprio elaborato.
Le cose invece da fare quando il bambino commette errori di scrittura o di lettura è usare un tono calmo che ispiri fiducia, se sta scrivendo o leggendo fermarsi e chiedere "prova a rileggere noti qualcosa?" Se il bambino non si accorge dirgli "rileggiamo assieme... senti se ti suona tutto giusto", oppure "attento a questa parolina mi sa che non è scritta come dovrebbe". Invitare sempre il bambino ad autocorreggersi, a rileggere con calma, a fotografare la parola corretta mentalmente e premiare subito il risultato con un sorriso e una battuta affettuosa. Nella correzione usare penne colorate (non rosse) e riscrivere sopra la parola sbagliata il modo corretto da ricopiare in calce al testo.
In sintesi non focalizzare mai sull'errore in se, è perfino meglio a quel punto dire direttamente al bambino come si scrive correttamente una parola, piuttosto che usare metodi severi e coercitivi.


Il primo modo di correggere gli errori è rafforzativo dell'errore stesso, se il bambino non ci aveva fatto caso ora ricorderà più la parola sbagliata di quella corretta e continuerà a sbagliarla per molto tempo, anche per l'ansia che ingenerano le nostre reazioni; il secondo modo pone l'accento sulla capacità individuale di migliorarsi, sull'incoraggiamento, sulla memoria visuale, promuove lo sviluppo dei diversi tipi di intelligenza (verbale, uditiva, visiva. riflessiva e intuitiva) e soprattutto incide su quella emotiva tale da far comprendere che è dal rilevare gli errori che si impara a eseguire in maniera corretta il compito, permette di accettare la nostra limitatezza che include la possibilità di sbagliare e di ripartire dall'errore per fare meglio.
L'errore deve entrare a pieno titolo come parte dell'attività didattica, con gli alunni va concordemente perseguito l'obiettivo di compierne sempre meno. Non perseguito come se fosse la parte peggiore di noi da cancellare.


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8 riflessioni:

Annarita il 27 settembre 2009 17:41 ha detto...

Brava, Rosalba! Condivido in pieno la tua analisi.

Buona settimana!
annarita:)

Chiara il 27 settembre 2009 20:57 ha detto...

beh, devo dire che fra tutti i dubbi sul mio mestiere- andrà bene se faccio così? era meglio fare cosà?- mi sento rincuorata perchè è propriocosì che faccio per correggere i miei alunni. A volte scappa la pazienza e qualche sgridata c'è, ma mai al primo errore! unico neo, lo ammetto, uso la penna rossa... rinnoverò il mio parco penne, promesso!
grazie per i consigli

rosy il 27 settembre 2009 21:19 ha detto...

Se il tutto lo rapportiamo alla vita...da ogni errore impariamo...
Un bacio.

Rosalba il 27 settembre 2009 21:29 ha detto...

Annarita grazie!
Buona settimana anche a te :)

Rosalba il 27 settembre 2009 21:35 ha detto...

Chiara a queste conclusioni ci si arriva per gradi, passando per gli sguardi dei bambini e per i loro progressi. Anche io all'inizio sbagliavo. Le sgridate ci stanno, in seguito cmq vedremo come occorre parlare ai bambini e riuscire a farsi ascoltare.
I miei alunni lo sanno che le sgridate arrivano quando non rispettano i patti. Ma la prima che li rispetta sono io altrimenti devo stare zitta.
Grazie a te e a presto

Rosalba il 27 settembre 2009 21:36 ha detto...

Da ogni errore impariamo ed ogni errore porta con se il rimedio. Purtoppo viviamo tempi di presunta perfezione e di ogni cosa ne facciamo un dramma, non tollerando nessuna frustrazione...
Buona notte cara Rosy

Scarabocchio il 27 settembre 2009 22:39 ha detto...

Rosalba, a volte capita che Alessandro scriva non solo al contrario, ma addirittura con le lettere "a specchio"!
Anche in classe, ho trovato appuntato al muro un suo disegno firmato al contrario!
Non capita spesso, ma mi chiedevo quali potessero essere le motivazioni di questo particolare fenomeno!

Rosalba il 28 settembre 2009 07:38 ha detto...

Anna, se non ricordo male Ale è appena entrato nella prima classe di scuola Primaria... pertanto il fenomeno è normalissimo, si tratta della collocazione spaziale delle lettere che il bambino non ha ancora "incamerato in memoria" ed è una cosa che si conquista nell'arco di tutto l'anno. Poi varia da bambino a bambino ma tutti alla fine della prima non fanno più questo genere di confusione.
Ogni volta gli va mostrato come scrivere correttamente la lettera. Senza necessariamente cancellare ciò che ha scritto anzi serve per comprendere "per differenza e paragone".
Un bacione

 

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