di Maestra Rosalba

venerdì 19 febbraio 2010

Unità didattica classe seconda Primaria: Dalle azioni ai verbi

In classe prima è prevista la presentazione delle azioni in riferimento all'agire della persona, per esplicitare proprio questo passaggio abbiamo già ribadito che c'è sempre qualcuno che fa qualcosa focalizzando il nesso fra azione e soggetto. Il passaggio in questa fase si fa leggermente più complesso: ma andando con ordine avremmo fatto un ulteriore salto di qualità nella nostra riflessione linguistica, con un attività che oltre ad  risultare significativa sarà pure divertente.

Sequenza metodologica

Un testo pieno di azioni (primo step)
Da un libro operativo prendete un testo nel quale individuare un soggetto che compie una serie di azioni, io ho tratto il mio dal testo Mappe della Juvenilia, si intitola "La corsa di Simone".  L'ho scelto perchè presenta una difficoltà voluta che è quella del contenere azioni di diversi soggetti. Il compito sarà quello di individuare esclusivamente le azioni di Simone, il soggetto principale.
Dopo la scuola, Simone corre lungo le sponde del fiume. Mentre corre, guarda la sua immagine che si specchia nell'acqua. Nell'azzurro del fiume vede anche il cielo che si riflette come in uno specchio. A volte Simone intravvede tante nuvole riflesse che corrono vicino a lui... Allora respira più profondamente e pensa: "Che bello! Sto respirando le nuvole del cielo!" Simone corre sempre più forte e quando arriva a casa racconta tutta la sua felicità alla sua mamma che lo aspetta...
Dopo aver fatto scrivere il testo facciamo sottolineare o ripassare di rosso solo le azioni che compie Simone.

Consolidiamo immediatamente presentando una serie di azioni da abbinare ad un soggetto in questo modo, chi fa cosa:
rana ------------------gioca
bambino--------------insegna
fiore------------------cucina
mamma---------------sboccia
maestra---------------gracida
negoziante------------corre
ballerino--------------vende
atleta-----------------balla
barista----------------canta
cantante--------------versa

Fissiamo la regola che gli stessi bambini potranno a quel punto esplicitare. Scriviamo qualcosa di simile a questo:
"L'azione o verbo è la parte della frase che indica il fare qualcosa"
Ogni azione ha il suo contrario pertanto, giochiamo con i bambini con i verbi, così:
entrare---------------partire
arrivare--------------piangere
ridere----------------uscire
aggiustare------------parlare
dare-----------------rompere
aggiungere-----------ricevere
tacere----------------togliere

Una frase può trasformarsi in verbo, ecco allora una serie di frasi che diventano un unica parola:
Fare un disegno--------------disegnare
Dare una carezza
Fare un prestito
Dare un colpo
Fare un errore
Dare un aiuto
Fare un testo

Giochiamo con le parole e rendiamo tutto più attraente facendo notare ai bambini che fare un errore non significa errorare, che fare un testo non diventa testare; possiamo fare moltissimi esempi oralmente e rendere tutto più dinamico e piacevole.

I tempi dei verbi (secondo step)
In questa seconda parte ci accingiamo a far comprendere che le azioni non avvengono tutte nello stesso momento: sono collocate nel tempo.
Partendo da ciò che i bambini fanno in questo istante facciamo scrivere:
"Le azioni che avvengono oggi, in questo momento, si definiscono tempo presente"                Esempio "Ora scrivo"
"Le azioni che sono già avvenute si definiscono tempo passato"                                         Esempio "Prima mi sono lavata"
"Le azioni che devono ancora avvenire si definiscono tempo futuro"                                    Esempio "Dopo parteciperò alla festa di compleanno"

Ora facciamo completare una stessa identica frase nei tre diversi tempi: presente, passato e futuro:

Adesso la mamma _______ il pranzo, intanto il papà ____________ la macchina e io ________.
Ieri la mamma ________ il pranzo, intanto il papà ___________ la macchina e io _________.
Domani la mamma ________ il pranzo, intanto il papà ___________ la macchina e io ________.

I verbi e i soggetti (terzo step)
Ora cerchiamo di ragionare con i bambini su chi fa cosa, domandiamoci se il soggetto è sempre "io" o se può essere riferito a qualcun altro, ad esempio se parlo del compagno di banco dirò "tu", se parlo di una terza persona dirò "egli". Se parlo della classe dirò "noi" ecc.
Facciamo questi ragionamenti e insieme completiamo una tabella come questa nell'immagine, che troverete nel file di download più sotto.
Completiamo avendo cura di far comprendere a chi ci riferiamo nell'azione:
Chi---- Di chi si parla--- esempio---- numero delle persone
Io------ di me ---------Io scrivo----- una persona
Tu
Egli
Noi
Voi
Essi

Per ogni azione un disegno (ultimo step)
Facciamo rappresentare ogni azione e il suo soggetto con il disegno, così:


Mentre gli alunni disegnano, facciamo esempi concreti delle diverse persone: io, tu, egli, noi, voi, essi ricordando che essi si usa in maniera più marcata per animali e cose. Ma questo riguarda già uno sviluppo futuro.
E' così che siamo arrivati alla coniugazione dei verbi solo attraverso un pò facendo sul serio e un pò giocando. La grammatica può essere un gioco molto divertente, se fatta partendo da azioni del quotidiano vissute dai bambini e scoprendo l'immenso tesoro celato dietro ogni parola.



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11 riflessioni:

rosy il 19 febbraio 2010 18:57 ha detto...

Devo dire che leggo incantata, ma mentre leggo, mi chiedo ma tutte queste cose le ho fatte anche io a scuola da piccola?
Perchè io non me ne ricordo nessuna.
Speriamo che mi dici di no, osenò vorrà dire che somara ero e somara son rimasta.

Un bacio, ciao maestra...
ps, in sardegna staremo tutto il mese di Agosto.

Annarita il 20 febbraio 2010 00:52 ha detto...

Ottima unità di lavoro, Rosalba. I verbi non sono materia semplice, e occorre insistere e insistere, vero cara maestra?

lella il 20 febbraio 2010 14:28 ha detto...

complimenti per la struttura dell'U.D.
Sei una continua ricchezza di spunti.
Kiss
Lella

Rosalba il 20 febbraio 2010 15:01 ha detto...

Rosy poni una domanda assai pertinente: prima la maestra spiegava e i bambini stavano zitti.
Ora è un obbligo non solo metodologico ma anche oserei dire morale, presentare collegamenti con le discipline e con il vissuto dei bambini.
Soprattutto far fare le ipotesi a loro e non presentare un piatto già cucinato, ma solo gli ingredienti.
A trovare le risposte ci devono arrivare anche da soli.

Un buon fine settimana e un abbraccio.

Rosalba il 20 febbraio 2010 15:03 ha detto...

Annarita è solo il primo passo, spero che sia l'inizio di un percorso che li porterà ad amare almeno un pò la grammatica e soprattutto penso alla bellezza di una lingua parlata e scritta in maniera corretta.
Sono cose che ciclicamente rifaremo.

Un abbraccio

Rosalba il 20 febbraio 2010 15:08 ha detto...

Grazie Lella!
Buon w.e. un abbraccio forte

stella il 20 febbraio 2010 20:22 ha detto...

Posso tranquillizzare Rosy?

Tranquilla, ai nostri tempi, l'insegnamento non era all'avanguardia!

stella il 21 febbraio 2010 12:36 ha detto...

Buon onomastico ad Eleonora!

elios il 21 febbraio 2010 15:48 ha detto...

io ho fatto qualcosa di simile (primo step) coi miei bimbi-ragazzi di quinta. terrò sicuramente presente tutto il tuo prezioso suggerimento per il prossimo anno. auguroni a tua figlia per oggi!

Rosalba il 21 febbraio 2010 19:53 ha detto...

Stella è così: cambia il mondo e cambia il modo di apprendere nuovi contenuti. Ora è più basato sull'esperienza che sulle parole. Prima si faticava di più mi sembra.

Rosalba il 21 febbraio 2010 19:56 ha detto...

Ele spero che almeno un pòchino si appassionino alla grammatica.

Grazie per gli auguri che ho già trasmesso all'interessata tramite sms

 

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