di Maestra Rosalba

sabato 2 ottobre 2010

Seconda Stella A Destra

La didattica si nutre anche di proposte letterarie. In qualsivoglia modo la si pensi su Internet, è bene si sappia che molte cose al giorno d'oggi nascono qui, in rete. Anche il libro del quale vorrei parlare, SECONDA STELLA A DESTRA, Vite semiserie di astronomi illustri di Amedeo Balbi ha visto i natali in rete, poi le cose fatte bene si sa non si fermano, si trasformano.
Perchè questo libro - sì alla fine è davvero diventato un libro - ci sono tante cose che avremmo dovuto imparare a scuola, c'è tanta anedottica, c'è una grande quantità di riferimenti alla cultura popolare, da King Kong a Matrix passando per Star Trek, ma soprattutto c'è una narrazione che riesce a ricondurre le storie dei grandi astronomi alla vita reale, una narrazione che li rende vivi e umani, un pò geni e un pò sfigati, come tutti.

Come d'abitudine ho iniziato il libro leggendo dalla fine, così ho incontrato subito uno dei motivi che mi condurrà a  leggerlo anche a scuola con gli alunni. Perchè è vero, tra le cose di cui abbiamo privato l'insegnamento della scienza in questi anni è l'anedottica, la narrazione, riducendola invece al solo resoconto sterile e preconfezionato delle spiegazioni. 
La vivacità della didattica si esprime anche con l'arte del saper raccontare, sia che lo si affidi alle parole dello scrittore, sia che si sia capaci di farlo da sè.
Rendere interessante, una materia significa circondarla dell'aura del reale, ricondurla alle cose che accadono tutti i giorni (alle cose possibili di tutti i giorni) piuttosto che ad un evento asincrono rispetto alla realtà.
Lo studio della fisica, la ricerca, le scoperte sono fatti sincroni si svolgono mentre noi facciamo altro, ad esempio mentre siamo a scuola. O tanto tempo fa mentre la gente faceva altro, costruiva case piuttosto che chiese, un astronomo si industriava di capire il cielo.



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8 riflessioni:

gturs il 2 ottobre 2010 21:46 ha detto...

Già, capita troppo spesso che materie interessanti vengano rese "antipatiche" da spiegazioni troppo pesanti. Riuscire ad appassionare gli studenti è un compito difficile ma altrettanto doveroso da parte degli insegnanti. Ciao Rosalba, sono tornata e a te il primo commento;))
Lieta serata, Roberta.

Sybille il 3 ottobre 2010 08:36 ha detto...

Molto interessante!

rosy il 3 ottobre 2010 09:55 ha detto...

La scuola, ha tante cose da insegnare, credo che si fanno delle scelte per un programma scolastico
Ma è anche vero che l'insegnante può
infilare in questi programmi didattici
qualcosa di suo e non sbagli, continua cosi, almeno, avrai come dire
messo nell'animo dei ragazzi un tuo seme personale
Chi lo sa e chi lo può dire, un domani questi semi potranno fiorire è il merito sarà tutto tuo.

Un bacione e buona domenica ciao

Chiara il 3 ottobre 2010 14:52 ha detto...

leggere è una delle mie passioni (almeno quando trovo il tempo per farlo). I libri per ragazzi sono un mio debole, è bello vedere come il sapere può essere condiviso senza paroloni difficili e spiegazioni che rendono ancor più complicato quel che già lo è. Il tuo post mi invoglia già ad acquistare il libro e poi se la prefazione è di Margherita Hack non ho dubbi sulla validità del testo.
buona domenica

Rosalba il 3 ottobre 2010 18:26 ha detto...

Bentornata Roberta! la didattica si può davvero migliorare anche solo tenedosi informati sull'innovazione e la ricerca. Se poi si riesce a rendere interessante e ad incurisire gli alunni metà del lavoro è fatto.
Un saluto

Rosalba il 3 ottobre 2010 18:26 ha detto...

Grazie Sybille :-))

Rosalba il 3 ottobre 2010 18:28 ha detto...

Rosaria diciamo che è proprio fatto obbligo di personalizzare la didattica non solo verso i ragazzi ma anche riguardo i contenuti, non è pensabile la rigidità di un tempo di fronte a generazioni che spesso su certi argomenti ne sanno più di noi. In qualcosa ne dobbiamo ancora sapere di più noi!

Un bacino

Rosalba il 3 ottobre 2010 18:29 ha detto...

Chiara te lo consiglio e so che ti piacerà, io ne ho già letto una parte ed è facile e interessante come solo le belle storie sapute raccontare bene sanno esserlo.

Un caro saluto

 

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