di Maestra Rosalba

domenica 27 febbraio 2011

Continuiamo a ubriacarci di discorsi mentre ci fanno a pezzi con la scure

Nel giro di dieci giorni la scuola pubblica ha subito gli attacchi che tutti conoscete il primo qui e il secondo qui, consumatosi solo ieri. Altri e altri ancora hanno risposto dal punto di vista politico.
In questi ultimi anni molte sono state le iniziative individuali di docenti e di chi la scuola la fa, nei blog e sui giornali (nessuna sui media televisivi) per cercare di ripristinare un verità sulla scuola e sgombrare lo strato di melma che quotidianamente chi dovrebbe difenderla e tutelarla ci sparge a piene mani.
Ma non mi metterò in coda a chi scrive missive,  lette da un gruppo ristretto,   del quale ai diretti interessati non importa proprio nulla, forti del consenso che propugnano anche senza ormai sapere con certezza se esiste.
Non risponderò alle accuse vigliacche di un presidente del Consiglio che non conoscendo il linguaggio della scuola, usa sprezzantemente (perdonate il quasi cettoqualunquismo) il verbo "inculcare" bandito dai luoghi e dalla menti di chi fa scuola e se permette anche  dalle famiglie. Non rispondo perchè non ci sono energie da sprecare, in simili fatti. Lo farà il nostro ministro dell'Istruzione? Ne dubito, perchè in questo governo l'idea che la scuola sia un ponte sovversivo verso i giovani è diffusa assieme alla convinzione che in essa si nascondano i peggiori fannulloni. Non è a loro che intendo rivolgermi, proprio non abbiamo nulla da dirci.
Senza dare nulla per scontato posso affermare che nella scuola è presente ogni forma di individuo. Ogni forma di famiglia. E sono presenti anche se ora non lo ammettono manco morti, coloro che a questi (come definirli?) hanno ingenuamente concesso gli strumenti per operare quella che si sta rivelando la chiusura definitiva, la morte  della scuola.
La maggior parte di coloro che sono in ascolto delle dementi affermazioni non sa che in questi giorni si sono appena chiuse le iscrizioni, e che a breve saranno determinati gli organici. Tutto questo chiasso a coprire l'ennesimo dimensionamento scolastico:  ora la scuola comincerà a restringersi sul serio. Dall'anno venturo, settembre 2011, le trenta ore non esisteranno più, se prima si sono accorti solo i docenti, ora tocca alle famiglie toccare con mano una scuola con meno ore effettive.
Nulle viene buttato in pasto alla pubblica opinione  per caso. Se pensiamo che quelle di questi giorni siano innocenti frasi di sciagurati, che della scuola sanno poco e niente ci sbagliamo. Sulla scuola finiranno di concentrarsi i progetti del suo dissolvimento  (e l'ho già scritto tante volte): la scuola come la conosciamo non è destinata a sparire nel 2050 come qualcuno profetizzava. La scuola sparirà molto prima, tempo qualche anno si torna a 24 ore settimanali comprese di due ore di religione. Resterà un guscio vuoto.  E allora continuiamo a ubricarci di polemiche e lasciamo  che gli ultimi colpi di scure si abbattano sui poveri resti agonizzanti della scuola pubblica.
E se dovessimo andare al voto continuiamo a dire che non c'è alternativa  a questo marciume, o che siamo apolitici e apartitici. A me pare che ci stanno tirando per i capelli nella politica e forse è ora che la scuola esca dal limbo, perchè la culla sicura del ruolo a tempo indeterminato, dentro il quale molti di noi si nascondono,  non c'è mica più.
Sarà tempo di darsi una bella svegliata? O ci lasciamo dire di tutto?
Non è una chiamata alle armi, bensì un invito a non tacere. Io direi che sulla scia di quanto organizzato dalle donne si potrebbe iniziare un dibattito nei collegi dei docenti, per portare in piazza la protesta, al di fuori di qualsiasi organizzazione politica e sindacale. Direi che si potrebbe fare stavolta, un discorso serio con le famiglie e unirci in un unico coro. Io ne parlerò con le rappresentati di classe. E' ora di iniziare. Resto in attesa


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4 riflessioni:

Chiara il 27 febbraio 2011 17:39 ha detto...

cara Rosalba,
se chi dovrebbe aiutarci è chi ci affossa e la sua credibilità (per chi ignora la reale situazione) è indubbia, non c'è tanto da stare allegri.
Qui a Milano abbiamo recentemente bocciato la proposta di progetto per la valutazione degli insegnanti non perchè non sia giusta ma per le modalità con cui doveva attuarsi. Sarebbe molto utile un giusto giudizio per quanti approfittano di ciò che la legge permette loro,queste persone mostrano a chi non è nel mondo della scuola che gli insegnanti sono tutti fannulloni quando non è così. Chi, come noi, cerca ancora di salvare la scuola pubblica non fa notizia ed è schiacciato dal marcio che ci viene buttato addosso.
Mi chiedo perchè noi onesti e volenterosi insegnanti dobbiamo rimetterci per una piccola parte che non funziona ma che non viene mai toccata dalle "riforme".
Il mio è un commento amaro dovuto al confronto quotidiano con colleghi che difendono questa situazione e che non accettano nessun cambiamento che potrebbe penalizzarli.
Buona settimana
Chiara

Janas il 28 febbraio 2011 01:04 ha detto...

Carissima Rosalba,
sono molto arrabbiata per le cose che sono state dette, sono indignata, tutti dovrebbero indignarsi.
E' evidentissima la manovra di voler affossare la scuola pubblica, così come è evidente la mira alle altre "cose" pubbliche (la sanità per esempio).
Dobbiamo realmente svegliarci, perchè dormiamo un sonno tranquillo, questa situazione di torpore fa comodo a troppa gente: chi si permette di rivolgersi al suo popolo in questo modo è sicuro di quello che sta facendo, tanto nessuno si indignerà.

Ripenso a quei test che hai fatto fare sulle paure e sulle emozioni. Hai fatto un lavoro preciso affinchè l'alunno potesse riflettere sulla sua intelligenza emotiva.
Anche molti adulti, in questo momento, dovrebbero riscoprire il proprio istinto emotivo, ed evitare di... accontentarsi.
C'è poca condivisione, poca compattezza.
Mi dispiace dire una cosa sovversiva, e perdonami se lo faccio: le occupazioni non le dovrebbero fare gli alunni, ma i professori. Io (da suuuuuuuuuuper precaria) sarei in prima linea... anche se non saprei che scuola occupare (quest'anno una sola convocazione...di 12 giorni!non mi sono presentata, non l'ho accettata).
E' vero, ci sono docenti non molto bravi. Ma ci sono anche avvocati, dottori, commercianti, falegnami, idraulici, impiegati, spazzini, poliziotti, ingegneri, muratori, autisti di autobus, giornalisti e politici non molto bravi.
Non tacere Rosalba, e come puoi dai voce ai docenti che come te danno l'anima in quello che fanno.
Un abbraccio

adriana il 28 febbraio 2011 14:15 ha detto...

grazie, grazie grazie ..
non ci sono giustificazioni valide per chiunque voglia far finta di niente!
Anche noi genitori, che ci avviciniamo dopo tanto tempo alla scuola con un nuovo sguardo non possiamo tacere ... e aspettare che altri decidano per noi le sorti delle future generazioni.

Rosalba il 7 marzo 2011 21:49 ha detto...

@Chiara @Janas @ Adriana grazie dei vostri contibuti care amiche

 

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