di Maestra Rosalba

martedì 12 aprile 2011

A pranzo con gli alunni come in famiglia, si può

Io credo che si possa fare ancora oggi una scuola normale, dove i rapporti coi genitori sono normali, quelli coi bambini altrettanto normali. Certamente non so se bastano le convinzioni personali a fare della scuola un luogo normale, in un paese che di normale a sentire i media ha ben poco.
Per fortuna la quotidianità ci sottrae a quell'idea tutta costruita sul negativo per restituirci istanti di serenità.
Io lo dico subito, tutto ciò che noi si fa coi bambini è negoziato, loro si conoscono sanno di avere la tendenza a esagerare, a tramutare tutto in gioco e chiacchera a volumi estremamente alti. Ma sanno che a scuola l'imparare non è compatibile con l'eccesso. Perchè essendo in tanti dobbiamo pur ascoltarci e questo può accadere solo se ci diamo delle regole che tutti siamo tenuti a osservare.

E' così che oggi per la prima volta abbiamo pranzato tutti insieme come una famiglia in agriturismo: nessun capriccio, tutti hanno mangiato educatamente e almeno assaggiato prima di rifiutare. Prima di qualsiasi spostamento avvisavano la maestra più vicina, educatamente hanno alzato la mano quando gli occorreva qualcosa. Sempre grazie e per favore. Ciascuno ha parlato, scambiandosi opinioni sul cibo e raccontando coi vicini a volume controllato, senza mai spazientirsi durante le attese che a dire il vero erano a misura di bambino.
E hanno detto: "Maestra che bello mangiare insieme a te" (qualcuno ha anche ipotizzato un viaggio da fare tutti insieme).
E credo che non ci sia più bel regalo, oltre al fatto che partecipano, che sono presenti e vitali a scuola,  di quando ti dicono che con te ci stanno bene.  Spero di far felici loro, come loro fanno felici me quando mi guardano e ci capiamo al volo, quando fra noi c'è complicità e divertimento. E quando esagerano e torno a essere la loro maestra anche severa e sanno accettare i rimproveri. Ma tra noi non c'è nulla di personale rispetto ai rimproveri. Il bello è che quando una decisione non la condividono stanno imparando a dirlo (sempre coi dovuti modi) e allora se ne discute più a fondo e se si può fare un accordo lo si fa. I bambini non vogliono essere trattati da bambini, ma da "pari", dei pari un po' speciali, che crescono ogni giorno di più.


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6 riflessioni:

mammachegiochi il 12 aprile 2011 22:10 ha detto...

Ma che bello!Una bella esperienza che rimarrà nei loro ricordi.Per sempre!

mammozza il 13 aprile 2011 08:03 ha detto...

Chissà se la nostra cara ministro all'istruzione è a conoscenza di quante possano essere professionali gli insegnanti della scuola pubblica?
Complimenti Rosalba, i tuoi alunni/e e le loro famiglie sono molto fortunanti. Spero che quando mio figlio andrà alla scuola primaria abbia insegnanti motivati e intraprendenti come te.

Sybille il 15 aprile 2011 10:15 ha detto...

Che bello leggere queste frasi! Hai ragione, non c'é soddisfazione piú grande di sentirsi bene: "Sto bene con te!"
buona giornata!!

Rosalba il 18 aprile 2011 22:07 ha detto...

Mammachegiochi stare bene insieme a scuola è davvero un'esperienza che segna e rende felici!

Rosalba il 18 aprile 2011 22:09 ha detto...

Mammozza il ministro è più interessato al desitno della scuola privata. Non interessano ai politici le buone pratiche e e il futuro del paese che si esprime attraverso i bambini!

Rosalba il 18 aprile 2011 22:09 ha detto...

Sybille è stato un bel regalo davvero!

 

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