di Maestra Rosalba

sabato 7 febbraio 2009

Memorie della guerra

Nonno Gino ha iniziato il racconto della sua gioventù di guerra e di sofferenza con la convinzione che raccontare serve ad educare e prevenire. Per questo il 27 gennaio scorso si è reso disponibile a passare una mattina a scuola con gli alunni di 4 e 5 della nostra scuola Primaria. Dal suo racconto sono scaturiti questi elaborati e tanti altri come questi che Maestra Tiziana e Maestra Antonietta hanno raccolto in un libro da restituire a Nonno Gino. 

Con il libro si restituisce un po' di quello che lui con il suo affetto e con la calma che nasce da averne viste tante nella vita è riuscito a trasmettere in un paio d'ore di chiacchierata. Le foto ritraggono lui in mezzo ai bambini, lui che si avvicina ai banchi mentre scrivono. Rappresentano una mattina diversa, tutta dedicata ai temi della pace: raccontare ai bambini perchè certe cose non accadano più. Sono cose fatte senza clamore, non c'è bisogno di un progetto per far entrare un nonno a scuola,  le cose più significative spesso si svolgono fuori dai riflettori. 

La guerra raccontata da chi ne porta addosso il marchio è ben altra cosa della guerra letta sul libro. Purtroppo oggi e per molto tempo ancora, ci sono persone che possono dare testimonianza diretta della guerra, pensiamo solamente ai bambini soldato. Vorremmo un mondo dove non si possa trovare più nessuno che possa raccontare della guerra.
"Nel 1943, signor Gino, quando aveva 19 anni faceva l'infermiere in Toscana: era stato chiamato alla guerra, era partito insieme ad altri ragazzi ma dopo un paio di giorni era riuscito a scappare dai bombardamenti e molti suoi amici vennero fucilati o morivano sotto le bombe. In quel periodo la gente era povera mangiavano quasi sempre minestra e pane a volte anche duro. Quando lui era soldato guidava il carro armato e curava i compagni che ne avevano bisogno. Tutti i soldati erano uniti tra di loro. Lui una volta aveva aiutato un compagno addirittura l'aveva ospitato per più di un anno. I soldati dovevano imparare a smontare e rimontare il fucile se non riuscivano venivano puniti, poi signor Gino ha lavorato ad Alghero in una colonia penale, l'avevano mandato in Sardegna per punizione. Conosce una ragazza e si sposano, vanno a Is Arenas, colonia penale, dove ha lavorato sino alla pensione. Io ho apprezzato molto la visita di signor Gino perchè grazie a lui ho conosciuto una parte della storia per me nuova.
Signor Gino è anche una persona con molta esperienza e dai suoi racconti ho capito delle cose che mi saranno utili quando sarò più grande." Diego classe quarta.

"Oggi a scuola è venuto il signor Gino e ci ha spiegato un po' la sua vita visto che il 27 gennaio c'è la giornata della memoria e la sua vita "riprende" quei momenti. Nel 1943 signor Gino aveva 19 anni, viveva in Toscana, era il periodo del fascismo e della guerra e lui lavorava come infermiere negli ospedali. Un giorno si trovava in un carro perchè stava andando ad arruolarsi con degli amici ma venne bombardato dai tedeschi verso Bologna. Lui riusci a scappare ma i suoi amici vennero fucilati con altre sedici persone. Gino era triste e continuava a scappare dai tedeschi. Gino in periodo di guerra intensa non si arruolò ma poi imparò a guidare mezzi pesanti e a rimontare armi in cinque minuti, mangiava solo minestra di patate e pane raffermo. Dopo un paio di anni si arruolò verso Alghero e venne traserito a Is Arenas. Si sposò e quando andò in pensione andò a Guspini ed ebbe due figli e ora ha un nipote nella nostra scuola in 4^ A." Veronica classe quinta.


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4 riflessioni:

elisa il 7 febbraio 2009 19:33 ha detto...

Molto interessante questa attività sia per i bambini che per gli insegnanti. I bambini imparano tanto dalle interviste e restano affascinati dai racconti delle persone anziane. Certamente ricorderanno nel tempo le cose che hanno sentito e speriamo che ciò contribuisca a farli diventare, un domani , persone consapevoli delle brutture della guerra.
Bravissimi!
un caro saluto

Rosy il 7 febbraio 2009 21:42 ha detto...

E' vero! a volte anche a noi maestre fa bene ascoltare la "lezione" e goderci coi nostri alunni un momento di ascolto di altrui esperienze. Fa piacere ogni tanto stare dientro le quinte e farsi aiutare nel difficile lavoro degli educatori. Spero di riuscire domani a recarmi da voi a fare un pò di foto! smettesse di piovere almeno.. sigh
Un caro saluto

lella il 7 febbraio 2009 23:42 ha detto...

sono molto interessanti questi incontri dove insieme agli alunni diventi anke tu uditrice ed hai modo di scoprire tante sfumature ke durante una lezione normale è difficile captare.
buona domenica
Lella

Rosy il 8 febbraio 2009 15:46 ha detto...

...e d'altronde chi meglio della scuola può ospitare gli incontri tra le generazioni? l'apprendimento prima aveva anche questa sfaccettatura, per molti bambini non è più possibile a casua della nuclearità della famiglia. La scuola può servire anche a questo. Un caro saluto Lella

 

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