di Maestra Rosalba

martedì 10 febbraio 2009

Un tema per raccontarsi in quinta elementare

Molti insegnanti sanno che la l'attività più difficle nella scuola è far parlare di sé gli alunni, a volte  ci sono quelli che lo fanno, oseremo dire, in maniera spontanea e perfino eccessiva,  altri lo fanno in maniera superficiale, infine ci sono quelli veramente restii a descrivere emozioni e sentimenti riferiti a propri stati d'animo.
L'attività laboratoriale serve anche a questo, ad approndire tematiche care ai nostri alunni, ma sui quali si sentono estremamente insicuri e coi quali non si confrontano per paura di esporsi ed essere giudicati.
La tematica riguardante l'arrivo di un compagno nuovo, fare conoscenza con una persona nuova o sul come ci si avvicina all'altro, può essere una buon aggancio per una discussione mai come oggi attuale: intraprendere relazioni di amicizia con una persona diversa da noi: chi compie il primo passo, come ci si sente, che emozioni si scatenano e come sono i nostri modi personali di reagire.
Durante la nostra attività gli alunni si sono espressi raccontando esperienze, ma anche analizzando con serenità le loro stesse reazioni, vedendosi con i pregi e i difetti e concludendo che si accettano e vogliono essere accettati per quel che sono. In fondo il messaggio è questo, ed è rivolto ai genitori, a noi insegnanti e agli stessi compagni. Perchè il nodo centrale della vita è accettarsi e accettarci nel nostro essere differenti. La differenza è la nostra vera ricchezza. Lo stereotipo è l'annientamente delle diversità. Anche se abbiamo necessità di "cose" di gruppo, di senso di appartenenza, questo va sempre accompagnato dal rispetto e l'accoglienza delle individualità.

Tema:
Quando incontri una persona sconosciuta ognuno di noi si comporta in maniera diversa a seconda della nostra personalità: racconta come reagisci in queste occasioni.

"Io problemi di socializzazione non ne ho, perchè sono spigliata e spero anche simpatica!! Infatti il più delle volte quando gioco con gente che conosco se vedo qualcuno in disparte (perchè non conosce nessuno) cerco di farlo entrare nella mischia, ecco una delle mie strategie. Non sempre però "raggiungo l'obiettivo" che desidero. Come quando arrivò nostra nuova compagna Ylenia, io ero gelosa di lei perchè nel giro di poche ore aveva fatto una strage di amici, ma ora è acqua passata, abbiamo rimesso tutte le cose a posto. Anche se qualche volta, quando parlo, divento rossa, non perchè sono timida, anzi il contrario, è un istinto. Però c'è da dire che con i grandi, ossia gli adulti non riesco a socializzare perchè mi tremano le gambe e il cuore batte a cento, se lì divento rossa è perchè mi sento RIDICOLA, mentre con i bambini ed i ragazzi mi sento più "naturale", rido, gioco e scherzo senza paura di " schiacciare il pulsante sbagliato", sono me stessa!!
Io di me voglio cambiare solo una cosa che STRA ODIO, sarebbe: quando parlo e guardo i suoi occhi (ndr. dell'adulto), i miei occchi iniziano a lacrimare e la mia faccia diventa rossa come un peperone e mi imbarazzo. L'altro lo lascio com'è, anche se qualche volta bisticcio. ma come dice il proverbio: " NON TUTTE LE CIAMBELLE ESCONO CON IL BUCO"
Laura


"Io quando incontro una persona sconosciuta non parlo mai, perchè aspetto che la persona mi parli, invece se non mi parla me ne vado, mentre se mi parla inizio a parlare e non smetto più: ho proprio un comportamento strambo. Vorrei come gli altri fare amicizia subito, ed essere meno timido. Invece a volte resto gironzolando vicino sino a quando mi chiedono qualcosa.
Comunque anche se vorrei migliorare, gli amici ce li ho lo stesso, mentre a volte con molte persone non riesco a fare amicizia per via del mio carattere acerbino. Insieme alla calcolatrice ho calcolato che alla fine sono un bambino socievole, allegro e anche simpatico. Io sono così!"
Marco

"Io quando incontro qualcuno che non conosco socializzo, non ho problemi. A volte, vedo qualcuno che non conosco e che è in disparte mi avvicino. Una volta infatti con Lucia, una bambina di otto anni, che era nuova in piscina ho socializzato, lei invece era timida e mi è toccato fare quasi come “spiderman”! Cioè toglierle le parole di bocca. Non ho problemi a socializzare, ma a volte vorrei essere invisibile, quando mi mettono in imbarazzo! Quando la mamma mi sgrida, vorrei essere come il vento, volare via lontano, per mare e per monti inesplorati e perdermi in quel tempo. Vorrei cambiare, solo la stupidaggine che mi viene, ma ora che ci penso, socializzo solo essendo spiritosa. Però nel mio cuore sento che posso fare di più, e a volte mi demoralizzo, perché, mi metto problemi nel piacere agli altri, ma questi problemi non si limitano solo a questo, ma anche quando mi chiedo se mi vogliono bene! Allora vorrei sparire, perché penso che davvero non me ne vogliono. Però alla fine concludo che non devo cambiare per farmi volere bene, devo essere solo me stessa."
Ilenia


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