di Maestra Rosalba

venerdì 2 aprile 2010

Giornata mondiale dell'autismo: la presenza in aula del bambino autistico

Si celebra oggi la giornata mondiale dell'autismo. Nella mia carriera non c'è stato un anno senza un alunno speciale. Sia nella scuola dell'Infanzia che attualmente nella scuola Primaria.
Li chiamo alunni speciali senza retorica, perchè nella mia esperienza di insegnante, dopo l'iniziale incomunicabilità dovuta alla totale inesperienza, (nè i libri nè i professori spiegano come stabilire relazioni significative con l'alunno autistico), con il tempo ho cominciato  a capire che quando in una classe frequenta un alunno autistico, si presenta un occasione irrinunciabile di crescita per alunni e docenti.

Saper comunicare
Il modo di guardare alla realtà dell'alunno autistico è qualcosa che dovremmo imparare tutti. Le loro fobie, le loro paure, le loro passioni, le loro fissazioni... eppure dietro tutto questo si celano persone dolcissime e sensibilissime, che faticano il doppio per esprimere i loro pensieri, per comunicare con i cosidetti "normodotati".
Al bambino autistico deve essere concesso, più che agli altri, l'ascolto empatico. Di fronte a lui vale mille volte il silenzo, lo sguardo e vale ancora di più il gesto accompagnato dalla voce del cuore. Egli capisce di noi più che dalle parole, da come ci muoviamo, dall'espressione del viso e da come pronunciamo le parole, dal tono della voce.
E' da loro che ho imparato le tecniche che uso con tutta la classe: far parlare il volto, le mani, il corpo per comunicare gioia, ilarità, approvazione, o al contrario disagio o disapprovazione; giocare con il tono della voce, imprimendo le emozioni non attraverso le parole, ma attraverso il modo con cui le pronuncio.
Da loro ho imparato che non occorre alzare la voce, a meno che non occorra fermare qualcuno in situazione di pericolo. Da loro ho imparato che i bambini anche quando ci sembrano "grandi" cercano il contatto fisico dell'abbraccio. Nella loro sensibilità sanno a chi chiederlo. Il bambino autustico sceglie con istinto notevole le persone con cui vuol comunicare ed evita le persone diffidenti.
Non sono indifesi per la loro condizione, è il "resto del mondo" che non comprendendo la loro natura, li teme e li evita.

Meno immagine e più relazioni vere
Man mano che si cresce si perde la capacità di esprimere con il corpo le emozioni. La cultura di oggi, che ha fatto dell'immagine il primo e più importate modo di presentarsi, sta lentamente cancellando ogni possibilità di espressione vera e significativa per l'individuo. Chi per esprimersi ha bisogno di corpo e gestualità si trova inevitabilmente fuori dal mondo della communicazione affidata più all'apparire che all'essere.
Ed infatti credo che i veri problemi per un alunno autistico cominciano dalla scuola Media, una volta schiusosi il guscio protettivo della scuola Primaria da sempre più attenta a tutti i linguaggi individuali.

Il progetto di vita
Credo che dovremo avere chiare in mente le opportunità di realizzazione per i nostri alunni partecipando "al loro progetto di vita": la scuola ne fa parte ed è giusto che ad esso si riferisca quando pianifica le proprie attività educative. Il progetto di vita di un alunno non è un problema suo e della sua famiglia, il progetto di vita è prima di tutto un fatto sociale. Ecco perchè la scuola non può sottrarsi alla sua parte nel momento in cui l'alunno frequenta.
E' un fatto di visioni, di pensare cosa ci sarà dopo. Il solo fatto veramente inclusivo che fa della permanenza a scuola non un fatto occasionale e fisico, ma l'attuazione di un progetto più ampio e condiviso.

Approfondimenti:
Disabili.com
Fondazione bambini e autismo
Autismo perchè Associazione genitori soggetti autistici solidali
Emergenza autismo
Genitori contro autismo
Speciale autismo
Autismo italia
Asssociazione nazionale genitori soggetti autistici
Autismo
Autismo parliamone
Autismo33
Image of courtesy Disabili. com


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10 riflessioni:

Annarita il 2 aprile 2010 14:01 ha detto...

Carissima Rosalba, l'articolo è molto bello e significativo. Mi sono permessa di riportarlo su Scientifcando perché è il più bello che ho trovato in giro per la rete.

Colgo l'occasione per ringraziarti, qui a casa tua, del prezioso contributo offerto alla quinta edizione del Carnevale della Fisica perché con esso hai contribuito allo straordinario successo dell'evento.

Un abbraccio grato.
annarita

Viviana r il 2 aprile 2010 15:26 ha detto...

Buongiorno Rosalba, ogni tanto mi e capitato di venire qui dentro a leggere ma solo oggi mi fermo a scrivere, colpita da un insegnante che impara dai suoi allievi. Un insegnante che sa apprendere dai propri cuccioli deve avere veramente qualche cosa di speciale dentro il cuore. Nella sfortuna di questi ragazzi, avere un contatto con loro, ho sempre pensato che sia una fortuna perchè da loro, come anche dai ragazzi down, si puo imparare tanto. Non ho mai avuto un buon rapporto con la scuola forse perchè ho sempre avuto insegnanti modello guardia carceraria, conoscendo Annarita ho imparato tante cose e apprezzo di piu la scuola che ora vedo in maniera diversa. Qui in rete ho visto solo insegnanti con la I maiuscola e oggi ne ho trovata un altra. Non sono una che lascia il commento tutti i giorni perchè tante volte mi mancano le parole ma di certo passerò piu spesso a leggere.
Buona Pasqua e buona vita, Viviana

lella il 2 aprile 2010 18:30 ha detto...

bellissimo articolo.
Ho avuto un alunno autistico e so bene cosa significa prendersene cura.
Intanto ti faccio i miei più sinceri auguri per una serena Pasqua.
a presto
Lella

Fanny il 2 aprile 2010 19:41 ha detto...

Articolo molto interessante sull'autismo e sugli alunni "speciali".
Tantissimi auguri di Buona Pasqua a tutti!

Rosalba il 2 aprile 2010 21:53 ha detto...

Cara Annarita ti ringrazio per l'evidenza che dai ai contenuti del blog.
E' sempre per me un onore oltre che un piacere partecipare alle iniziative presenti sui tuoi blog.

Un bacione grande accompagnato da un altrettanto grande grazie

Rosalba il 2 aprile 2010 22:00 ha detto...

Viviana la tua visita è graditissma. Grazie per le tue parole.
Come tu dici il vecchio modello di scuola allontanava dall'istruzione, tuttavia sono sempre esistiti modelli educativi validi.
Oggi la rete ci dà un opportunità in più far conoscere e condividere il nostro modo di lavorare. Raggiungere così un pubblico più vasto anche fuori dalle mura della scuola.

Grazie ancora e buona Pasqua anche a te

Rosalba il 2 aprile 2010 22:03 ha detto...

Lella grazie, uno dei lati belli del nostro lavoro è il prendersi cura intellettuale, una grande responsabilità, una sfida e spesso anche una gratificazione pure se accompagnata da grande fatica.

Ti auguro una Buona Pasqua e un buon riposo. Un bacione

Rosalba il 2 aprile 2010 22:04 ha detto...

Grazie Fanny e tanti auguri anche a te!!

chicchina il 3 aprile 2010 21:44 ha detto...

Ciao,Rosalba,sempre interessanti i tuoi articoli.Avere la pazienza,la disponibilità di sapere ascoltare e interpretare anche altri linguaggi,diversi dalla parola,non è da tutti gli educatori.Per questo mi piace leggerti,anche quando non lascio commenti.
Ti lascio gli auguri di una Pasqua serena.

Rosalba il 5 aprile 2010 19:24 ha detto...

Grazie Chicchina anche io ti leggo sempre con affetto. Un grande augurio anche a te

 

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