di Maestra Rosalba

sabato 20 novembre 2010

Sperimentare formule?

Quando realizzammo a scuola questo esperimento:


fu necessario spiegare che lo spostamento del borotalco sulla superficie dell'acqua era dovuto alla rottura della tensione superficiale dell'acqua, e pronunciammo la parolina magica che desta qualche clamore a proposito del linguaggio da usare nello spiegare fatti di scienza a bambini molto piccoli: molecola.
Poi è con il tempo che a volte si capisce se un insegnamento è stato efficace, si intuisce dalla pertinenza delle risposte quando i bambini sono chiamati a ragionare su nuovi fatti.

E' accaduto durante queste attività, e proprio perchè non si può fare didattica secondo uno schema rigido e sappiamo tutti quanto le domande e i tentativi di spiegazioni dei bambini portino perfino lontano da quanto avevamo in mente di fare, dai concetti che intendevamo chiarire. A furia di toccare acqua e di parlare di spazi occupati qualcuno ha cominciato a chiedersi di cosa è fatta l'acqua.
La risposta, tentennante, è stata di piccole parti. Qualcuno poi s'è ricordato che avevamo usato la parola molecole. Ecco quando non è stato più possibile glissare ci siamo buttati.
Dentro la goccia d'acqua ci sono le molecole, a loro volta le molecole sono fatte di parti più piccole chiamate atomi. Questi atomi, le più piccole parti di materia non sono tutti uguali, ma sono fatti di sostanze diverse. Nel caso dell'acqua c'è un atomo di ossigeno e  due di idrogeno. Immaginiamo l'atomo di ossigeno che allunga le sue braccia e afferra da una parte un atomo di idrogeno e dall'altra l'altro atomo di idrogeno. Queste piccole parti di materia si indicano con dei simboli O= ossigeno H= idrogeno. Ecco perchè l'acqua si indica con H2O. Questi atomi stanno insieme anche per via di un meccanismo di tipo elettrico.

La danza degli atomi.
Ci siamo messi vicini a tre a tre, mettendo al centro i bambini più alti e poi ci siamo presi per mano, ogni gruppetto stava vicino all'altro: abbiamo simulato le molecole con ciò che ci sta dentro.

I disegni animati della formula dell'acqua
Poi abbiamo fatto un grande disegno alla lavagna e sul quaderno. Dopo qualche bambino si è divertito a raccontare con la videocamera di cosa e come è fatta una goccia d'acqua.
Non tutti se la sono sentita di provare. Per i più coraggiosi non è andata male. Alla fine un'idea lontana, l'infinitamente piccolo è diventata più concreta. Utilizzando ciò che abbiamo: la voglia di comprendere anche senza un vero e proprio laboratorio.



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8 riflessioni:

rosy il 21 novembre 2010 19:30 ha detto...

Che bello! bravo ai coraggiosi e anche a quelli più timidi e brava alla maestra
Ma non ricordo che Quaaando andavo a scuola io mai abbiamo studiata le molecole d'acqua..non ci giurerei ma ho i miei dubbi.
I tempi sono cambiati, quasi oserei dire accorciati, nel senso che adesso tutto va più veloce, anche l'insegnamento.
Va bene cosi benissimo...
Complimenti ai bambini e a te capitano di questa bella navicella che inizia a remare nel grande mare del sapere.

Un abbraccio
Ci sentiamo
Mercoledi...
Ciao!

Rosalba il 21 novembre 2010 19:40 ha detto...

Rosy abbiamo anche riso tanto, nel riascoltarci poi al computer. I bambini si sono divertiti a trovare cosa mancava nella spiegazione. Forse non tutti hanno capito alla perfezione, alcuni invece, si è visto da subito che sono entrati nel meccanismo. Ci sarà tempo ancora per introdurre altri elementi di questo tipo.

L'importante è imparare assieme e divertendosi anche con questi piccoli esperimenti.

Ora ti abbraccio forte e aspetto con ansia mercoledì. Un bacino

gturs il 21 novembre 2010 21:46 ha detto...

Imparare facendo esperimenti è molto bello e stimolante. A volte non servono laboratori, basta solo tanta volontà da parte degli insegnanti!
Un caro saluto Rosalba, Roberta.

elisa il 22 novembre 2010 16:13 ha detto...

Che bello Rosy ..il filmato e la voce della bimba..brava!!!!

Rosalba il 22 novembre 2010 20:59 ha detto...

Roberta vorrei che molte insegnanti la pensassero come te, la scuola ha bisogno di persone come te, anche disposte a vedere oltre, pensando ai bisogni veri dei bambini.

Un caro saluto e grazie

Rosalba il 22 novembre 2010 21:00 ha detto...

Elisa grazie. Domani ci riproviamo a registrare un pò tutti.

Grazie!

mammozza il 23 novembre 2010 16:39 ha detto...

Bravissime/i, non mi ricordo di aver svolto esperimenti scientifici quando ero alle elementari e adesso che insegno chimica alle superiori mi rendo conto di quanto sia importante trattare e sperimentare la scienza già da piccolini. Grazie alla lettura di questo blog ho capito che alla mia simpatica canaglia di 4 anni posso parlare di fenomeni fisici e chimici (per ora il cristallo che suona e l'evaporazione dell'acqua) senza sentirmi una madre troppo fissata.

Rosalba il 23 novembre 2010 17:05 ha detto...

Mammozza non sono fissazioni, ho comiciato prestissimo a parlare di arte, di scienza e via dicendo alla mia (allora bambina) pensa che a scuola sono arrivati a dirmi che sapeva troppe cose... ahahaha
Il tempo è passato e ora posso dire che avevano torto loro e io ragione. Mia figlia sapeva ciò che l'appassionava. Chiaramente non avrei insistito se non avesse mostrato interesse.

 

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