di Maestra Rosalba

martedì 21 dicembre 2010

A Scuola Conta Di Più Il Contenuto O Il Clima Di Apprendimento?

Ieri mi ha dato da pensare questo articolo, soprattutto in relazione alla prima parte.
Sarà che scuola Infanzia e Primaria hanno "utenti" molto piccoli e sarà che il nostro operato conseguentemente a questo fatto è sotto la lente d'ingrandimento dei genitori (e dei media), ma a noi l'aspetto "umano" del fare scuola non sfugge e se accade è fatto sporadico riconducibile a singole situazioni. In generale l'aspetto umano è curato non solo dal punto di vista dei bambini ma anche delle loro famiglie.
E questo pensiero si è rafforzato stamani in occasione dell'incontro di Natale con le famiglie. Felicissimi di stare a scuola coi loro figli, una semplice tombolata tra bambini, insegnanti e genitori si è trasformata in una occasione di benessere, di scambio di battute e giocosità: in un modo per stare semplicemente insieme.
E' stata l'occasione per distribuire piccolissimi doni a tutti i bambini, per coccolarli e farli sentire importanti. Nessuno è stato costretto a sentirsi bravo nel recitare, nessuno ha dovuto ricordare una parte a memoria. Ci siamo semplicemente scambiati affetto giocando.

Non lo scrivo per raccontare un momento che è nè più bello nè più brutto dei tanti che caratterizzano la scuola, semplicemente mi viene in mente che dei genitori e dei loro figli a scuola dobbiamo avere la stessa cura che abbiamo per i nostri cari.
L'apprendimento nasce in questi momenti, dalla fiducia che deriva dal piacere di stare assieme, dal capire che la maestra altro non è che una guida che ha imparato per mestiere e per passione a stare con gli altri, ad aiutarli a crescere anche come persone.
Stare assieme e volersi bene (e non lo scrivo perchè è Natale) è la cosa che rimane assieme e forse più delle cose che avremmo imparato.

Ecco perchè la scuola non si puo fare con i bambini e nemmeno con gli studenti più grandi delle medie e delle superiori se non ci si vuole almeno un pò di bene, se non sentiamo in qualche modo che quelle persone sono importanti per noi.
Ci siamo salutati dicendoci questo: forse questa classe di bambini non ha una grande preparazione, nel senso che non si prefigge per ora la scalata alle statistiche Ocse Pisa, perchè per noi, all'interno del patto sottoscritto tra genitori, insegnanti e bambini conta che quel che s'impara lo s'impara in un clima di serenità, con i tempi di ciascuno, nel volersi bene e senza fretta.
E come mi disse un giorno lontano una mamma "di quando si è bambini rimane soprattutto una cosa: il bene che ci si è voluti".

Mi è venuto da pensare che possiamo comprare tutta la tecnologia del mondo, avere i finanziamenti più cospicui e programmi più belli, ma se ovunque nella scuola non recuperiamo e ritorniamo alla dimensione umana dal bambino allo studente i risultati Ocse Pisa non miglioreranno.

E per me continuo a ripetere come nei primi tempi, che la scuola è meglio farla ridendo che piangendo emulando il grande Gianni Rodari.


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12 riflessioni:

vogliounamelablu il 22 dicembre 2010 08:49 ha detto...

Condivido in pieno la tua riflessione. Per il mio bimbo che andrà l'anno prossimo alla primaria ho scelto la scuola in cui ho respirato il clima più sereno.
Grazie per la riflessione

Sybille il 22 dicembre 2010 13:08 ha detto...

Ah, Rosalba! Che bene che hai descritto le cose. Senza il clima giusto non c'é apprendimento, di questo sono proprio sicura!
Guarda io sono cosí contenta per mio figlio John che nella sua scuola (prima classe superiori) ha trovato un'atmosfera davvero particolare, con insegnanti che curano tantissimo l'aspetto del clima, credo non sia cosí in molte scuole a dire il vero (almeno da quello che sento raccontare in altre famiglie...). Anche oggi fanno una festa di Natale "interna" che dura tutta la giornata fino alla sera, cioé studenti e insegnanti che addobbano la scuola, cucinano insieme, mangiano, cantano, festeggiano...
Mi sarebbe piaciuto ovviamente essere lí anch'io come genitore ma credo che il senso della festa "della scuola" sia proprio quella della comunitá fra di loro, un momento particolare, anche perché non si tratta piú di bambini ma di adolescenti... ;)
un caro saluto con tanti auguri di buon Natale!!

cicitta ha detto...

Grazie per la riflessione, concordo pienamente!!!!!! Auguri e Buone Feste!!!

lella il 22 dicembre 2010 20:12 ha detto...

Senza alcun dubbio il clima di apprendimento e del quale sono una accanita sostenitrice.
Caldo affettuoso,costruttivo,strutturato,finalizzato e quant'altro possa giovare a farli star bene a scuola.
Tesoro,ti lascio anche un forte abbraccio e i miei più sinceri auguri per un sereno Natale.
Oggi abbiamo finito,ma adesso ci aspetta tutto quello che abbiamo trascurato ed il Natale è ormai alle porte.
a presto
kiss
Lella

Chiara il 22 dicembre 2010 22:57 ha detto...

mi piacerebbe tanto scriverti: Rosalba, ma cosa dici, a scuola come ovunque è questo il clima quotidiano!
purtroppo non è così ma voglio pensare che siamo noi a "fare il clima" e quindi possiamo fare in modo che in ogni momento della nostra vita, in ogni luogo ci troveremo e con chiunque staremo noi saremo PORTATORI SANI DI ARMONIA!
forse sarà il Natale ma va bene così, se ci crediamo qualcosa dovrà pur succedere...
un bacio gusto panettone
Chiara

Rosalba il 23 dicembre 2010 07:44 ha detto...

Vogliounamelablu concordo sulla tua scelta, non in base alla presunta bravura o qualità (che poi è sempre tutta da dimostrare) il clima conta prima di tutto.
Grazie per il commento! Un augurio per le imminenti feste :-)

Rosalba il 23 dicembre 2010 07:48 ha detto...

Sybille molte delle cose che ho appreso sul creare il clima, sono frutto della mia esperienza alla scuola infanzia. Ma c'è una cosa che ha profondamente influenzato la mia idea di fare scuola ed è l'honeschooling e buona parte delle idee le ho lette proprio nel tuo blog.
Fare scuola famigliare si può anche nella scuola pubblica. Il mio modello è quello. La garanzia primaria, imprescindibile che i bambini sono trattati prioritariamente come persone e poi come alunni.

Un abbraccio e calorosi auguri a te e ai ragazzi

Rosalba il 23 dicembre 2010 07:50 ha detto...

Ciccitta grazie per il commento e augurissimi anche a te!!

Rosalba il 23 dicembre 2010 07:51 ha detto...

Lella con te si sfonda una porta aperta, dalle pagine del tuo blog si capisce immediatamente che per te i bambini e il clima di gioia e giocosità vengono prima di ogni altra cosa. Speriamo che si possa continuare così perchè ce la stanno mettendo tutta per farci smettere.

Un bacione grande

Rosalba il 23 dicembre 2010 07:55 ha detto...

LO so Chiara, non per nulla anche nella scuola Primaria la mobilità degli alunni non è un dato trascurabile, alcuni insegnanti hanno scaricato le pile e si ritrovano situazioni che non sono capaci di fronteggiare e a cui reagiscono con l'irrigidimento. In quel caso però ci sono strategie che ci possono aiutare e per quanto le risorse sono scarse il team docente è ancora in grado di trovare soluzioni. Infine quando proprio il nostro lavoro smette di piacerci dovremo avere il coraggio di chiedere la mobilità professionale che esiste anche per quello a garanzia e tutela nostra e dei bambini.

Un bacione al gusto di cioccolato fondente :-)))

Maestra Marina il 25 dicembre 2010 17:38 ha detto...

Che piacere leggere questo post! :-))
Cara Rosalba,sono andata a vedere il mio blog, come faccio ogni giorno, per lasciare un messaggio d'auguri. Avendo "Crescere Creativamente" impostato come uno dei blog preferiti, sono rimasta attratta da questo post. Nonostante oggi sia Natale, non ho resistito alla tentazione d'intervenire perché questo é un dubbio che mi assilla da sempre e, ancora di più, negli ultimi tempi da quando i programmi per la primaria si sono concentrati più sull'aspetto "istruttivo" che FORMATIVO.
E' innegabile che gli obiettivi da conseguire in questo segmento scolastico debbano essere misurabili, però mi preoccupa non poco il fatto che, spesso, l'attività di molte colleghe sia concentrata in modo esclusivo sull'acquisizione dei contenuti tralasciando l'aspetto connesso al benessere psico-fisico di ogni alunno. Lo "star bene" a scuola, con i compagni e gli insegnanti, sembra un aspetto ovvio, dato per scontato, non misurabile con le prove INVALSI e quindi ...trascurabile. Motivazione, entusiasmo, interesse, coinvolgimento sembrano solo parole,svuotate da ogni significato.L'importante é dimostrare che si lavora, riempendo pagine e pagine di quaderni con contenuti di cui, spesso, non solo agli alunni, ma (peggio!)agli stessi insegnanti sfugge il valore formativo.
Certo non è facile esser equilibrati in tempi come questi in cui il valore del singolo come PERSONA, FUTURO CITTADINO ha perso ogni importanza di fronte all'imperativo che accomuna ogni attività: PRODURRE. Una "produzione" che deve essere MISURABILE SUBITO non va d'accordo con i tempi personali di crescita intellettiva di cui ha bisogno ogni alunno.Una crescita possibile se esistono le condizioni: un clima sereno a scuola unito a curiosità ed entusiamo che determinano i presupposti per ogni attività cognitiva presente e, soprattutto, futura.
(Colgo l'occasione per augurare a te e ai tuoi lettori Buone Feste.)

Rosalba il 28 dicembre 2010 18:12 ha detto...

Maestra marina grazie per il commento utile completamento di quanto scritto.

Verrò a salutarti nel tuo bel blog!

Auguri anche a te e ai tuoi cari

 

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