di Maestra Rosalba

venerdì 28 gennaio 2011

Di voti, giudizi e pagelle

La scuola è anche un luogo di scadenze fisse, un pò come le rate del mutuo e le bollette bimestrali. A cadenze fisse ritornano le vacanze, i rientri a scuola e (manco a dirlo) le pagelle.
Insegnanti, genitori e alunni per diversi motivi si ritrovano entrambi intorno allo stesso documento.
Altre volte abbiamo parlato di valutazione esprimendo dubbi, crucci e ansie.

Voti o metodo?
Siamo arrivati a sostenere, in tanti, che alla scuola Primaria si starebbe meglio senza i voti. E non per essere sostituiti da giudizi sintetici (ottimo, distinto ecc.) o dalle lettere come usano oltre oceano, ma levarli proprio. A mio avviso lascerei solo il giudizio globale, con il compito di "raccontare" sì state leggendo bene raccontare, e non sentenziare, i modi con il quale il bambino apprende, allegando una veloce sintesi dei traguardi raggiunti, per fare un esempio: saper scrivere un testo, saper leggere ed esporre, conoscere le  operazioni matematiche, l'acquisizione di un metodo di studio, di un metodo di analisi della realtà vicino al metodo scientifico e cosa più importante l'entusiasmo, la partecipazione, la socialità (che oggi conta cento volte più di trent'anni fa).
Non aggiungerei nè una parola di più ne una di meno e darei ad ogni bambino, la possibilità di anno in anno di ricominciare come se ogni volta fosse una situazione nuova sgombrando il campo dai  giudizi, passati: apposta non vado mai a rileggere i giudizi degli anni precedenti, non mi interessa di fare un giudizio fotocopia, ma vorrei raccontare di quel bambino qui e ora.

Voti e fasi dell'apprendimento
Perchè i bambini, e tutti ci dimentichiamo di questo pur essendo stati bambini, anche nell'apprendere vanno veloci, rallentano, riprendono, corrono, stanno fermi. Queste fasi dell'apprendimento si collocano in un più ampio concetto di crescita e di divenire, per il quale è impossibile affermare "non sta imparando nulla". Si sarà accorto qualcuno che quello che abbiamo imparato alle scuole elementari ce lo ricordiamo fino a novant'anni? Certamente.

Le maestre e i voti
Noi maestre dovremo quindi poter applicare un metro di giudizio flessibile, aperto ai cambiamenti continui dei bambini. Ricordarci che il voto è relativo ad una prestazione in un dato momento, prestazione che non sempre corrisponde al bambino nel suo ambiente familiare, che spesso è più disinvolto e a suo agio e si esprime al vertice delle sue capacità. I voti a scuola vanno spiegati,  umanamente il bambino (soprattutto se si impegna) è portato a pensare che non ottiene il voto perchè abbiamo qualcosa contro di lui. E su questa sua reazione occorre riflettere e agire con prudenza.

I genitori, i voti e le aspettative
La scheda di valutazione alla lettura effettuata dai genitori non sempre rimanda l'immagine del loro figlio, che a casa appare più veloce, pronto e preparato (specie su altri argomenti).
Ricordarsi sempre che i nostri figli a scuola non sono come a casa e se potessimo osservarli di nascosto scopriremo cose inaspettate a volte in positivo altre in negativo. Il bambino a casa è diverso dal bambino in classe.
Ricordarsi che il voto non è un giudizio sulla vita del bambino ma su una prestazione in una data fase della crescita, è invece un'operazione che va fatta di continuo. La valutazione è il frutto di un'osservatore, l'insegnante, che ha una visione scolastica della cosa, che con i voti deve rappresentare una scala di abilità sia in riferimento al bambino che alla classe.

Gli alunni
Anche gli alunni leggono e commentano la loro scheda e d'altro canto se il voto alto è l'obiettivo cui mirano i genitori (ma a chi non fa piacere un figlio che porta una pagella di voti alti?) non possono che rammaricarsi quando l'obiettivo non lo centrano. Un po' di autocritica noi genitori la dobbiamo fare: riteniamo il voto indicatore di riuscita a scuola, indicatore delle capacità dei figli e diciamolo senza remore, anche qualcosa di cui fare ostentazione. Diciamo ancora, e capisco che può non piacerci, che a volte esercitiamo una pressione smisurata per l'ottenimento dell'obiettivo-voto, con il risultato di produrre l'effetto opposto e indesiderato. Di contro ci preoccupiamo meno  di quanto nostro figlio padroneggi un metodo di studio, di quanta creatività esprima, su quanto sappia argomentare e esprimersi su ciò che legge e ciò che lo circonda, del fatto che deve maturare opinioni personali sulle cose.

Il voto non è  determinante per il futuro scolastico
Eppure sono quelli gli elementi che determinano il futuro scolastico dei bambini e non quel voto, perchè come dicevo qualche giorno fa ad alcuni genitori, conosco alunni delle elementari (ora studenti) che avevano tutti dieci e che un diploma lo hanno preso a stento, e studenti che apparivano meno brillanti che hanno percorso tutti i gradi scolastici con successo.
Ma non perchè tutto sia relativo, no. Solo perchè il progetto scolastico ha un respiro talmente ampio ed è frutto di tante variabili, i docenti che incontriamo, il metodo, la famiglia, le caratteristiche individuali, il grado di risposta sia agli insuccessi che ai successi, che il voto è la cosa che conta di meno.
Il voto farà bella mostra di se negli anni in un cassetto chiuso, gli alunni prima, gli studenti e gli individui poi, andranno in giro seminando per il mondo la voglia di imparare e di fare, se non l'avranno persa nel frattempo anche in nome di un voto.


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21 riflessioni:

Scarabocchio il 28 gennaio 2011 19:37 ha detto...

Questo post arriva al momento giusto!
E' un spuntone di riflessione per chi come me già è in fase di attesa: da qui alle date prestabilite per i ritiri di pagelle di elementari e medie, tornerò a rileggerlo ogni giorno! :P
GRAZIE!

Anonimo ha detto...

ho letto ... ora lo stampo e me lo appendo in casa in bella mostra.
Poi magari lo faccio anche leggere a un po' di genitori, a qualche maestra e anche a qualche professore della scuola media!
grazie!
Tiziana

rosy il 28 gennaio 2011 21:20 ha detto...

Il voto è l'unico modo che la scuola ha disposizione per "premiare" ma questo premio se da una parte è buono dall'altra traumatizza altri bambini che semmai hanno una fase più lenta di apprendimento
Giustamente come dici tu ci vorrebbe un voto finale a fine anno, un anno a disposizione per tutti per dare la possibilità a quelli più lenti di mettersi in gareggiata con gli altri e sono sicura che molti bambini migliorerebbero
Togliere lo spauracchio del voto quel voto che mortifica l'animo del bambino che è più lento...
meno male che c'è una giusta legge di compensazione
Non è raro che i primi nella scuola non rarameente sono gli ultimi nella vita e viceversa. Un po' di sana giustizia arriva sempre.
Scusa la mia chiusura io vorrei che tutti fossero bravi nella scuola e nella vita, senza distinzione.

Di nuovo buon fine settimana
ri-bacino ciao.

Rosalba il 29 gennaio 2011 07:29 ha detto...

Anna io che i genitori li vedo tutti i giorni quest'ansia la percepisco in molti, come vedo le pressioni esercitate su bambini che necessitano più tempo. Pressione che mi mettono ansia e mi fanno lavorare male, so che non dovrei pensarci. Ma prima di tutto mi viene sempre in mente quanto ci stanno male i bambini in tutto ciò.

Un bacio a te e ai bimbi e grazie!

Rosalba il 29 gennaio 2011 07:31 ha detto...

Tiziana sono contenta ti sia piaciuto, io ho sempre molte remore a scrivere di questi argomenti. La valutazione rimane un grosso problema proprio perchè è confusa con un giudizio personale.
E ogni tanto occorre fare memoria per razionalizzare. La prima sono io
Grazie

Rosalba il 29 gennaio 2011 07:38 ha detto...

Ecco Rosy il nodo è quello il voto non deve essere usato come un premio, perchè chi lo riceve alto si sente premiato e chi lo riceve basso lo vive come una punizione. Il problema è come farlo capire ai bambini (e ai genitori). Argomento per un prossimo articolo questo.
Al risultato arriviamo diversamente in tutte le cose della vita, e questo è un punto di forza dell'umanità non una debolezza.

Un bacino e buon fine di settimana, passo dal tuo blog a salutarti

Scarabocchio il 29 gennaio 2011 11:18 ha detto...

Rosalba, la mia non è ansia da aspettativa, tanto l'andazzo, positivo o negativo che sia, lo conosco, vengo messa al corrente delle prestazioni scolastiche quando è possibile e comunico regolarmente con insegnanti e professori: è proprio l'atto di andare a ritirare il documento che mi stressa parecchio!
Non nego che in particolar modo mi infastidiscono parecchio certi atteggiamenti spocchiosi, di cui sono costretta a cibarmi in queste situazioni di ritrovo!

Rosalba il 29 gennaio 2011 11:52 ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Rosalba il 29 gennaio 2011 11:53 ha detto...

Anna ricordo bene le nostre mail proprio a proposito di certi atteggiamenti, purtoppo molto diffusi. La mia risposta al tuo commento focalizzava su atteggiamenti che purtoppo tocco con mano in questi giorni.
E come giustamente fai notare a volte sono proprio i modi di comunicare che sono inadeguati, con il risultato che invece di chiederci cosa fare insieme si finisce stare su fronti opposti.

Chiara il 29 gennaio 2011 20:50 ha detto...

quanto è vero tutto ciò che dici.
grazie.

un abbraccio

gturs il 30 gennaio 2011 21:48 ha detto...

Che bello questo post! Tra un po' di giorni avremo la pagella del primo quadrimestre (seconda media) e quello che mi mancherà saranno anche solo due righe di "giudizio".
Anch'io non credo che i voti alti siano l'unico strumento di valutazione, penso invece che chi sappia applicare le nozioni imparate a scuola nella vita, sia un tantino facilitato nella quotidianità.
Ciao Rosalba, Roberta

adriana il 31 gennaio 2011 12:32 ha detto...

ciao Rosalba,
ti leggo sempre e "uso" i tuoi post per imparare e per far divertire, ed ogni tanto rompere le scatole, a mia figlia di 7 anni. E' la prima volta che ti scrivo ma ti voglio ringraziare di cuore, anche perchè mentre ti leggo penso a come sono io e a come vorrei diventare per far crescere mia figlia più serena nei confronti della scuola ...
grazie

Rosalba il 31 gennaio 2011 16:22 ha detto...

Grazie Chiara!

Rosalba il 31 gennaio 2011 16:40 ha detto...

Roberta io conservo un pessimo ricordo della scuola media di mia figlia, colloqui e voti non corrispondevano mai. Mai una nota positiva, e io che vedevo un'altra in mia figlia, non riuscivo a capacitarmi.
Sono stati tre anni da incubo.
Grazie :-)

Rosalba il 31 gennaio 2011 16:44 ha detto...

Adriana intanto grazie e benvenuta. Io credo che la scuola vada presa sul serio ma anche no a volte. Cioè deve avere il suo peso, ma portare gioia e leggerezza e non problemi. La regola è guardare con un minimo di distacco farci le giuste domande e trovare soluzioni razionali, mettendo al primo posto lo star bene del bambino.

Grazie

Anonimo ha detto...

Sono un'insegnante della Primaria... Ogni volta che arriva la fine del quadrimestre mi viene il mal di pancia! La penso esattamente come te.. Vorrei proprio non dover MAI mettere i voti. Mi ha fatto molto piacere leggere il tuo post. Mi sono sentita meno sola.

Rosalba il 8 febbraio 2011 20:13 ha detto...

Parlarne tra noi ci aiuta a essere meno soli. Grazie per il commento e la richiesta di amicizia :)

Anonimo ha detto...

Buona sera a tutti! Qualcuno sa darmi qualche indicazione precisa sulla legge della privacy riguardante le pagelle? Sono o non sono un documento privato! E' possibile incarvi uno stato di salute che compromette la valutazione?
Grazie per l'attenzione!
Cinzia

Rosalba il 24 febbraio 2011 15:16 ha detto...

Salve Cinzia, il documento di valutazione è certamente soggetto alla privacy, tant'è che può essere consegnato solo ai genitori degli alunni, fatti salvi i casi previsti, debitamente autorizzati ai sensi di legge, ad esempio tutori e altre figure responsabili del bambino, in assenza dei genitori anche temporanea.

Il giudizio non fa riferimento a isituazioni personali ma deve cercare di fare una sorta di istantanea delle abilità maturate dal bambino. Pre ogni altra specifica situazione si fa riferimento alla documentazione presente nel fascicolo dell'alunno che la scuola custodisce. Fare riferimento o meno a una difficoltà nella pagella diciamo che è una questione di opportunità, spesso anche i bambini leggono il loro giudizio e non serve a nulla rimarcare una certa situazione. Diciamo che spetta alla sensibilità del docente saper "raccontare" con il giudizio cosa il bambino ha appreso, magari mettendo in luce i punti di forza e indicando gli aspetti da rafforzare.
Per ogni altra cosa non esitare a contattarmi via mail.

Anonimo ha detto...

Mio figlio e' in attesa della pagella, la maestra davanti a tutti i suoi compagni in classe gli ha anticipato che avrà 5. Vi sembra giusto come comportamento? Tra l'altro mio figlio continua a piangere perché invece di invogliarlo lo prende in giri, come mi devo comportare? L' anno prossimo comincia le medie, tengo duri ancora per qualche mes?

Rosalba il 31 gennaio 2012 07:15 ha detto...

Magari lo ha detto in un momento di rabbia, solo per spronare il bambino a impegnarsi di più, non è certo un modo molto ortodosso, però a volte si perde la pazienza, e si dicono cose non opportune. Rassicuri il bambino e gli dica di non prendere tutto sul serio, poi ne parli con clama con l'insegnante spiegando che non sa se credere il bambino e chiedendo cosa può fare per aiutarlo nello studio. Poi ricordi sempre che i voti sono un fatto transitorio e non determinano la carriera scolastica. Auguri!

 

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