di Maestra Rosalba

martedì 8 febbraio 2011

Alcune Cose Sulle Prove Invalsi 2011

Già lo scorso anno in seguito alle prove Invalsi nella Primaria, che avevo avuto modo di osservare sia in classe seconda che in quinta, scrissi questo. La penso ancora come in quei giorni, con più pessimismo (non sui bambini che sono sempre meravigliosi ma sul sistema scuola) considerato l'ulteriore peggioramento delle condizioni della scuola Italiana.
A Maggio manca qualche mese, ma si sa che è bene pensare per tempo alle prove Invalsi,  non perchè si debba procedere a esercitazioni forzate, proprio no. Diciamo per non farci cogliere del tutto impreparati.

Un'esercitazione in forma di test
Diamo l'importanza che merita, senza caricare di aspettativa nè sugli alunni nè su noi come docenti,  una prova che è ne più ne meno un esercitazione in forma di test. Magari collocarla, classificarla tra le cose che dobbiamo imparare a fare, senza mai credere che quei risultati siano l'effettivo livello di apprendimento dei bambini o peggio ancora lo specchio della nostra affermazione come insegnanti.

I bambini giocano
Perchè è risaputo che i bambini di scuola primaria, sia quelli di seconda che quelli di quinta ancora con il sapere ci giocano, ancora l'idea di fare una cosa per raggiungere una prestazione ce l'hanno davvero in pochi e anche quei pochi spesso di fronte ad una prova che non è per nulla semplice, proprio perchè tarata per la misurazione, sbagliano.
Ogni tanto dovremo ricordarci che quei test a risposta multipla, alcuni che richiedono ragionamento e lucidità di pensiero ai limite della scaltrezza, servono ad imparare a fare i test, che le competenze quali la capacità di leggere, ricordare e  interpretare un testo che sembrerebbero banalmente misurabili con un test in realtà non lo sono per nulla.

I bambini e la maturazione
E quelle competenze non hanno tappe rigidamente definite così come i traguardi di competenza indicano e non tutti ci arrivano allo stesso momento, non sono mica fiori di zafferano che una mattina ti svegli e si sono aperti tutti.
Perchè la verità è che dovremmo proprio definirli meglio questi traguardi di apprendimento (a parte che ancora non lo sanno bene manco al ministero quali e come sono) e alla fine della seconda non si può ancora chiedere prestazioni sulla lettura misurabili in quantità di parole lette a tempo, o interpretazione di testi letti in solitudine, all'interno del quale un bambino normalmente intelligente e vivace ci si perde mille e più volte, perchè non gliene importa nulla di stare lì a fare un test per dimostrare chissacosa a chissachi.

Classi campione e non
Ecco l'ho detto e voglio anche dire che se siete classe campione, non potrete manco rivolgere una parola ai vostri alunni (mentre l'osservatore potrà allegramente fare qualsiasi promessa che sarà mille volte più allettante del test da svolgere) e i bambini non vedranno l'ora di liberarsi di quei fogli fra le mani e li consegneranno dicendo come viene viene. Perchè così sono i bambini a questa età. Mentre nelle classi non campione ogni maestra coscienziosa che si rispetti, rivolgerà almeno una parola di conforto ai suoi alunni mentre sostengono la prova perchè è quello che fa tutto l'anno e tanto basterà ai bambini per essere spronati, quando non si tratta di un vero e proprio aiutino.

E la fretta dove la mettiamo?
E diciamoci la verità, per quale mercato del lavoro dovremmo avere tutta questa frenesia di prestazione, quando un giovane su tre oggi è senza lavoro, o non c'è da chiedersi se una scuola valutativa fino a questo punto non viola di fatto il diritto dei bambini ad apprendere in modo naturale senza forzature e soprattutto nel rispetto dell'individualità. Tanto vale dare ai bambini il tempo che serve.
Diciamolo allora che oltre al modo con il quale si propongono i contenuti conta il clima dell'apprendimento e che tutto, semmai diventerà misurabile, lo sarà molto più avanti.
Battete un colpo se ci siete.

Comunque se proprio volete fare tutte le cose sul serio, quelli dell' Invalsi hanno fatto le cose in grande stavolta e ci hanno spiegato le cose anche con un video:
la novità, l'unica seria è che i bambini con DSA potranno accedere alle prove tramite gli strumenti compensativi (ed era ora). Nel sito trovate tutto, compreso il calendario delle scadenze delle procedure.


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7 riflessioni:

gturs il 8 febbraio 2011 18:02 ha detto...

Già tempo di invalsi...ma non è iniziata l'altro ieri la scuola!!!
Ciao Rosalba...Roberta di corsa;))

Rosalba il 8 febbraio 2011 20:18 ha detto...

Ciao Roberta hai colto in pieno quello che anche noi come insegnanti avvertiamo, non si fa a tempo a fare una cosa che subito ne comincia un'altra.
Grazie!

rosy il 9 febbraio 2011 09:29 ha detto...

Rosalba è gia passato un anno
No non ci credo
Un bacio ciao
Buon lavoro.

Rosalba il 13 febbraio 2011 09:14 ha detto...

E' vero Rosy e tu sapresti dire perchè il tempo vola così veloce... e sarà un bene o un male? E chissà perchè lo percepiamo così a volte e a volte no.

Un bacino

Marzia Silvia il 11 maggio 2011 18:04 ha detto...

Bellisime le tue considerazioni su queste prove Invalsi. la mia bambina frequenta la seconda elementare e purtroppo non le sono state presentate come un gioco e più si avvicinavano più mi diceva di sentirsi deficiente con quel tempo che passava troppo velocemente e il suo cervello che non voleva più ragionare....Così questi tre giorni li passerà a casa.. magari proverà comunque a fare le prove ma senza orologio. credo che in seconda sia uno stress esagerato. Grazie Marzia

Rosalba il 17 maggio 2011 19:16 ha detto...

Marzia non credo sia giusto esagerare con la pressione sui bambini, è un esercizio e come tale può essere affrontato, in fondo cmq i test ci saranno in futuro tanto vale imparare a farli. Senza patemi però e stressare i bambini.
grazie

Silvia ha detto...

Ciao Rosalba! Leggere le tue riflesioni sugli invalsi mi ha fatto bene, io sono una mamma e faccio l'educatrice in comunità. La mia bambina è pressata dall'ansia della sua maestra che sta già pensando a Maggio e al probabile insuccesso di mia figlia che è lenta, piena di fantasia e voglia di giocare perchè ha otto anni!!! Certo la vita è fatta di prove ma credo che alla base dell'apprendimento sia essenziale potersi avvicinare alla scuola con serenità! Grazie per questa possibilità, Silvia

 

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