di Maestra Rosalba

mercoledì 22 giugno 2011

Impressioni per settembre

Tra una prova Invalsi (quasi) da ripetere, i temi della maturità freschi d'inchiostro, anche quest'anno scolastico si avvia davvero a finire. Settembre appare lontano e invece sarà più simile ad un tuffo in mare che ad una lunga vacanza. Perchè gli insegnanti sarà vero che stanno un po' di tempo in più lontani dal luogo di lavoro, ma dalla scuola con la testa, in vacanza non ci vanno mai.
Perchè il rientro a settembre è un'incognita da sempre per tutta una serie di motivi, anche quando la scuola non era in subbuglio come oggi, figuriamoci ora che la scuola è sotto "riforma epocale".

Ed è sul finire di maggio, ad organico determinato (salvo le sorprese di settembre che non sono mica sempre impressioni), che la scuola inizia a valutare le prospettive pr il futuro anno scolastico e se prima l'argomento era l'organizzazione in generale, ora l'argomento al primo punto dell'odg è la redistribuzione oraria delle risorse. Mi spiego: il continuo taglio dei posti implica prospettare (fare i conti) già a giugno su cosa l'istituzione sarà in grado di garantire, alla riapertura delle scuole, alle famiglie.
Fino allo scorso anno anche per le prime classi, stiracchiando a destra e a manca, utilizzando le ore di compresenza di cinque classi a tempo pieno,  siamo riusciti a  erogare un servizio a  30 ore settimanali per le classi a tempo modulare, pertanto cinque ore al giorno di scuola.
Analizzando la situazione per il prossimo anno è apparso chiaro che il numero di docenti assegnati in organico non consente di garantire le 30 ore e, come previsto dalla riforma, si prevede per le prime e le seconde classi un orario a 27 ore: per inciso le seconde classi mettono la retromarcia passano dalle 30 di quest'anno appena finito a 27 ore. Altro aspetto pratico, che rende meglio l'idea di cosa accadrà, è che questi bambini usciranno da scuola alle 13:00 anzichè alle 13:30.
Tutto questo è stato illustrato ai genitori rappresentanti di classe durante un incontro di verifica finale e a me è venuto da dire in quella sede, che per la prima volta da noi (perchè altrove potrebbe già essere accaduto quest'anno) i genitori si sarebbero resi conto materialmente dei cambiamenti "epocali" che nella scuola stanno avvenendo, i cambiamenti che a sentire il ministro  rendono una scuola più moderna, in linea coi tempi e senza sprechi (sigh).
Mi è venuto di rivolgermi ai genitori dicendo loro che forse è anche ora che la facciano sentire la propria voce, che lo facciano un calcolo rapido di quante ore alla didattica e alle attività vengono levate, ai loro figli e al loro futuro, nell'arco  di cinque anni, durante i quali non è detto che di ore settimanali non arrivino a farne 24: 500 ore in meno nell'arco di cinque anni se faranno 27 ore e il calcolo per le 24 ore meglio non farlo perchè è spaventoso.
I genitori mi hanno guardato con smarrimento sincero, chiedendo cosa materialmente possono fare di fronte a tutto questo. Io ho risposto loro, che pur senza garanzia di riuscita, le famiglie dovrebbero far sentire la propria voce, che i genitori di queste cose ne dovrebbero parlare tra loro e formare dei gruppi, organizzarsi e creare una controparte. Ho detto loro che in assenza di controparte lassù pensano che alla gente gli va tutto bene e che d'altronde oggi con il web c'è modo di far sentire almeno un po' di dissenso.
Tra di me ho pensato che la gente usa feissbuc (giusto per citare un luogo in rete molto frequentato anche dai genitori) per tante cose anche inutili e che forse potrebbe tornare utile in questo caso, e d'altronde qualche giorno dopo questa chiacchierata c'è stato il referendum, sappiamo com'è andata a finire e la rete a cosa è servita.
A me pare che il silenzio sarà peggiore del tentativo che potrebbe derivarne.

Immagine tratta da kidzone


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5 riflessioni:

stefania il 23 giugno 2011 10:16 ha detto...

Cara Rosalba, chi ti scrive è una mamma di un paesello toscano dove quello che da voi accadrà quest'anno, è già accaduto lo scorso anno: le seconde sono passate da 30 ore che facevano in prima a 27 ore e le prime sono partite lo scorso anno già a 27 ore settimanali. Questo ha creato grossi disagi ( figurati che qui era stata anche chiesta una classe nuova a tempo pieno, visto che c'erano 26 iscrizioni per le 40 ore)...almeno inizialmente e ci sono state veeementi proteste...qui è anche nata un'associazione formata da genitori, che fra le altre cose protesta anche per quello che non va (e lo facciamo anche tramite facebook!)...ma a noi spesso e volentieri sembra di lottare contro i mulini a vento, non ci ascolta nessuno, non otteniamo niente...unico modo in cui possiamo e riusciamo a far qualcosa è rimboccandoci noi le maniche e facendo inziative di vario genere per raccogliere fondi che ci permettano di comprare e donare alla scuola quei materiali di cui adesso è così carente (dalla cancelleria in su)...ma di certo in questo modo non è che evitiamo i disastri che a livello didattico si realizzeranno a breve nella nostra scuola con le c.d. "riforme"...e di cui nessuno sembra che si renda davvero conto!

Chiara il 23 giugno 2011 16:18 ha detto...

cara Rosalba,
come ben sai qui a Milano le 40 ore settimanali sono necessarie. Fino a quest'anno, facendo salti mortali, siamo riusciti ad assicurarle come tempo pieno senza troppi intoppi, per il prossimo anno si vedrà...Per noi è impossibile pensare ad una scuola che non sia a tempo pieno anche se ormai assicureremo solo le 40 ore, non il tempo pieno vero e proprio e purtroppo ci sono già lotte per l'assegnazione alle classi. I tagli hanno portato a classi scoperte e genitori all'attacco ma la dirigente vuole ancora aspettare ad assegnare le classi; purtroppo l'anno sta finendo male e fra colleghe stanno nascendo screzi (più o meno forti) dovuti solo alla tensione e alla paura. Quello che, in questi giorni di ipotesi di lavoro,più temiamo è lo spezzatino d'orario che porterebbe a classi con più insegnanti che bambini. Qui, inoltre, la concorrenza delle scuole private è grande e, senza voler mettere pubblico contro privato, le loro possibilità orarie e finanziarie sono nettamente superiori alle nostre (anche senza rette troppo alte). In questi giorni vorrei organizzare il lavoro per settembre ma, sinceramente, non so quale classe avrò!
Dopo la tempesta torna sempre il sereno, affrontiamo la tempesta con tutte le nostre forze e qualcosa si aprirà...
un forte abbraccio da una maestrina in prima linea

adriana il 24 giugno 2011 11:26 ha detto...

sono una mamma di Roma dove il tempo pieno è la regola.Sembra che molti genitori non capiscano quello che sta succedendo (non che sia facile!!) ma anche nelle situazioni di disagio quotidiano sembra che si fermino più all'importanza della foto di classe o alla cena in comune perdendo di vista le questioni primarie, sottovalutando ogni singola iniziativa che comprenda il "sistema" scuola e non la propria classe.
che vivrà vedrà ...

lella il 25 giugno 2011 16:28 ha detto...

ciao carissima
che dire........
secondo me non sono impressioni ma fatti!
Le preoccupazioni che avevo si sono puntualmente verificate.Qui nella provincia di Milano
abbiamo ancora avuto dei tagli e su una scuola strutturata a tempo pieno,già lo scorso anno avevamo fatto i salti mortali;
per settembre invece ci stiamo attrezzando per fare i miracoli.......
Pur togliendo tutte le compresenze ci stiamo organizzando con tre docenti su due classi a pari ore,visto che il prevalente non ha funzionato.
L'orario dei bambini è stato ridotto e noi per coprirlo lo abbiamo spezzato e adattato quanto più possibile alle loro esigenze.
Sono d'accordo con te e più volte l'ho gridato a gran voce dal mio blog:sono i genitori che devono farsi sentire perchè noi docenti non abbiamo voce in capitolo.
Anzichè stare davanti al portone a lamentarsi dovrebbero formare un comitato e reclamare a gran voce i loro diritti,diritto al tempo pieno e ad una scuola gratuita.
Comunque,il nostro compito non è finito;adesso prendo una pausa e dopo rientro al lavoro per portare a termine l'orario e cercare di dare a bambini e genitori meno disagi.
a presto
un abbraccio
Lella

Rosalba il 8 luglio 2011 15:59 ha detto...

Grazie a tutte per aver portato le vostre esperienze come contributo al post. In un paese che affonda progressivamente anche la voce delle proteste è attutita dall'emergenza continua. E' un effetto voluto? Forse si. Una risorsa come la scuola, un intero patrimonio umano dissipato e senza futuro. Non rimane che sperare. Forse che un coro di voci possa fare di più? :-)

 

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