di Maestra Rosalba

martedì 1 novembre 2011

L'estinzione della commemorazione

Ho cercato ieri, nel sussidiario dei linguaggi, quello che un tempo era il libro di lettura, un brano, qualcosa, una poesia, che mi permettesse d'introdurre l'argomento della commemorazione dei defunti coi bambini di quarta. 
Ho sfogliato con calma, i testi sono in ordine temporale, perchè da tempo immemore, quasi tutti,  seguono l'ordine cronologico - stagionale, si parla del rientro a scuola, poi dell'autunno e poi... poi c'è Halloween. Ho pensato che fosse un problema del nostro libro, così al pomeriggio ho avviato una discussione su Facebook e ho presto capito che è un fatto comune a molti testi. 

Nella storia umana è sempre successo che i fatti culturali si siano mischiati e contaminati, non è certo un fatto negativo che si adotti una tradizione di un altro paese. 
La cosa che ci dispiace, non solo a me, ma a tanti colleghi, non è  spiegare l'origine di Halloween o addirittura, preparare l'aula allo scopo o far giocare i bambini, perchè queste cose se ben spiegate sono semplicemente la scoperta degli usi e dei costumi del mondo.
La cosa che dispiace, dicevo,  è la scomparsa di un uso che è ancora vivo nella comunità e tra le famiglie, senza che si sappia chi lo ha deciso, o forse solo perché una ricorrenza o una festa diventa dominante rispetto ad un'altra.
L'adeguarsi dei libri non è un buon segno, soprattutto quando, superando l'aspetto antropologico, omettono di raccontare e spiegare  all'alunno quanto accade, negandondogli la  capacità di analizzare eventi e cambiamenti. 

Ecco questo è l'aspetto meno incoraggiante della vicenda, non solo la scomparsa della commemorazione dei defunti dai libri di lettura, che si badi potrebbe essere fatta anche senza usare i toni oscuri di certa letteratura intimista del passato, anche rivolta all'infanzia, ma il trattamento che si riserva ai giovani lettori, offrendo una scelta preconfezionata di eventi da celebrare, perfettamente allineati con il marketing. 

Il libro di testo dovrebbe offrire spunti di riflessione anche contrapposti, su cui fare e operare parallelismi, e se si rifà al racconto sarà il racconto delle tradizioni, tra l'altro vivissime in alcune zone.
Un libro ben fatto prima di tutto contempla il rispetto per i bambini, fornendo informazioni adeguate, e una rosa di argomenti e spunti, lasciando poi all'insegnante il compito di scegliere come argomentare in base alle situazioni contingenti della classe. 
E' per questo io trovo ancora ben fatti certi libri di lettura, quelli che, privi di retorica, lasciano al racconto dello scrittore il compito di narrare emozioni e sentimenti anche delicati, come quelli legati al mese di Novembre:

Novembre di Gustave Flaubert

E' ben triste il Novembre: alberi che si spogliano lentamente, cielo nebbioso e nuvoloso, freddo, acqua; e nell'aria uccelli che vanno a cercare la luce e il calore in altre contrade, sotto un sole più bello. 
E nei giardini? Quale tristezza! Non ci sono più i fiori! Solo i crisantemi fanno una macchia bianca, rossastra o gialla nei folti cespugli: sono fiori grandi, rotondi, fitti di petali, oppure semplici e modesti come margheritine. E ci ricordano i morti, ai quali sono destinati.
Una fredda umidità stilla dai rami nudi degli alberi: di notte gela e attorno alle piante si trova ogni mattina un cerchio bianco che, di giorno in giorno si va allargando fino a raggiungere i cigli della strada e poi tutta la campagna. Novembre è ben triste poiché non ha speranza.

Lo abbiamo analizzato ieri, prendendo in prestito il punto di vista dello scrittore, enumerando gli aggettivi, e contrapponendo le nostre sensazioni, quelle dei bambini, appunto, che poi hanno ricordato la presenza del fuoco allegro e scoppiettante nelle nostre case, i giochi nelle pozzanghere colme di pioggia, della frutta di novembre: i cachi, le melagrane, i primi mandaranci, che restituiscono il calore di un sole che per Flaubert risplende bello, ma in altri luoghi. E abbiamo parlato di Halloween questa tradizione proveniente dai paesi anglosassoni che chiude il mese di ottobre esorcizzando le paure,  contrapposta al pensiero per i nonni che non ci sono più e che ricorderemo in questi primi giorni del nuovo mese.

La realtà si fa più articolata e carica di sfumature, ma non la si spiega meglio al bambino sostituendone una con un'altra, bensì offrendo collegamenti e spunti di riflessione.
Mentre i bambini assistono quotidianamente alle immagini della morte, la si esorcizza, evitando di dire che è un fatto da mettere in conto, ma che soprattutto è l'inevitabile conclusione della nostra vita.



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5 riflessioni:

Sciura Pina il 1 novembre 2011 09:23 ha detto...

Illuminante,
grazie

ella ha detto...

Leggere Flaubert è sempre un piacere; bella l'idea di farlo conoscere anche ai nostri piccoli alunni.
Scusa, una curiosità: da che romanzo è tratto questo brano? Forse proprio dal suo romanzo giovanile "Novembre"?

Rosalba il 1 novembre 2011 17:33 ha detto...

Grazie Sciura Pina :)

Rosalba il 1 novembre 2011 17:36 ha detto...

Ella ho preso quel breve testo, che con i bambini abbiamo commentato con una facilità che neppure io immaginavo intimorita com'ero dalla difficoltà e dalla prudenza che il tema impone, in un vecchio sussidiario del 1980, il riferimento era a Flaubert in una riduzione curata da Scrittori Stranieri - Giglio. Non ho altri riferimenti. Grazie!

ella ha detto...

Grazie a te Rosalba! Visitare il tuo sito, per me è un appuntamento quasi quotidiano.
Ci regali molti spunti interessanti e mai banali.

 

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