di Maestra Rosalba

sabato 10 dicembre 2011

Racconto breve: Un Natale da sogno

Ecco il racconto di Natale, una lettura per i più piccini, fresca d'inchiostro. E se fosse vero che l'aspetto più bello è proprio il sogno dove tutto accade magicamente, dove portiamo a compimento i nostri desideri? 
E chissà che anche i giocattoli  non abbiano i loro desideri segreti e per una volta non siano loro a portarci nel loro mondo e noi increduli a guardare, spettatori incantati di storie incredibili.

 Un Natale da sogno
(di Rosalba Cocco)

Mancavano ormai pochi giorni a Natale e al reparto giochi del centro commerciale c’era grande frenesia. Alla vista dei bimbi a passeggio, mano nella mano con i genitori, i giochi si animavano tutti, ed emozionati, segretamente fantasticavano su chi sarebbe diventato il loro padrone, in quale casa sarebbero andati a vivere e soprattutto quanto si sarebbero divertiti. 
Ogni volta che uno di loro veniva scelto, un gran sospiro circondava la sua partenza verso il reparto del confezionamento dei regali. Dagli scaffali seguivano, con sguardo malinconico, il breve viaggio sul carrello del loro ex compagno, poi si rimettevano in attesa del prossimo bambino di passaggio, con ansia sempre crescente. 
I giorni passarono e a Natale mancavano ormai solo poche ore, negli scaffali del reparto giochi il vuoto si era fatto largo, restava una grossa astronave rossa in un angolo e sul lato opposto un orsetto con un occhio pendente che, nonostante lo sconto, nessuno aveva voluto acquistare. 
I commessi, stanchi e ansiosi di tornare a casa, si preparavano ad abbassare le pesanti saracinesche. 

Nessuno fece caso, nel corri corri generale dei clienti dell’ultimo minuto, ai bambini che entrati quasi furtivi, si diressero verso il reparto alimentari. 
“Su, sbrigati la mamma ha detto di fare presto, i panettoni sono di là”, disse il più piccolo. “Solo un attimo ti prego, andiamo a vedere i giochi, dai!” rispose l’altro, irresistibilmente attratto, come il ferro da una calamita, verso il reparto giochi. E così, svelti si affacciarono allo scaffale, ormai tristemente vuoto, dei giocattoli. 
L’astronave rossa e l’orsetto erano ancora lì fermi ad aspettare il loro turno, quando capirono che avrebbero dormito lì anche quella notte, agirono senza esitazione. 
Tutto avvenne in un lampo: l’astronave si aprì, si mise in moto, l’orsetto afferrò le mani dei bambini, li trascinò dentro e partirono. 
I clienti videro qualcosa di rosso sfrecciare e dirigersi verso l’uscita e da lì saettare in cielo. I pochi bambini presenti dichiararono di aver visto la slitta di Babbo Natale, gli adulti parlarono di alieni venuti a colonizzare la Terra. 
Ne parlò anche il Tg della notte, tra le curiosità della giornata di quella vigilia di Natale. Poi tutti tornarono alle loro faccende e i bambini a sognare la festa. 

Solo in una casa non si festeggiava ancora, due genitori in ansia aspettavano il rientro dei loro due bambini. Li avevano mandati al centro commerciale a comprare un panettone, ma non si decidevano a rientrare. Quando ecco un rumore insolito attirò la loro attenzione, affacciatisi alla finestra, un razzo rosso lampeggiava nella loro direzione e due manine si affacciarono a salutare per poi partire di nuovo alla volta del cielo stellato. 

Quella notte non c’era un cielo come le altre notti, no. Era la notte di Natale e di gente in giro ce n’era parecchia. Babbi Natale in età da pensione che lavoravano a ritmo frenetico con il respiro affannato, mentre i più giovani facevano quel che potevano, perché troppi bambini erano ancora in attesa dei regali e l’ora fatidica era ormai ad un passo dallo scoccare.
I due fratellini viaggiavano increduli nel traffico del cielo blu della vigilia di Natale, e non facevano a tempo a stupirsi di qualcosa che subito ne accadeva un’altra. Si ritrovarono seduti su una slitta che, trainata a velocità da bolide, si fermava automaticamente di casa in casa. 
Fu una notte magica: poterono vedere altri bambini come loro, addormentati nella dolce attesa del Natale. Sognavano sogni di tutti i colori, di tutte le misure, in ogni città, grande e piccola, nei paesi e nelle campagne, sia ricchi, sia poveri. Scoprirono, con grande meraviglia, che i bambini sognano tutti allo stesso modo. 
Fra i regali da distribuire finirono anche l’orsetto e l’astronave, ma curiosamente nessuno li aveva richiesti, così al termine di quella notte intensa rimasero lì, in fondo alla cesta. 
Quando ormai alla mezzanotte mancava un minuto, la slitta si fermò, con gran stridore di zoccoli, davanti alla casa dei bambini. Scesero, ringraziarono il giovane Babbo Natale che li aveva riaccompagnati a casa, per la bella serata e salutarono educatamente. 
Ma lui rimase lì, per un attimo parve voler entrare a casa con loro, poi sembrò ripensarci e tornato alla slitta afferrò l’astronave rossa, l’orsetto ormai guarito e li posò davanti alla porta dei bambini, che increduli li afferrano, pur non avendo chiesto nulla per loro stessi, se non di veder felici i loro genitori. 
I bambini stanchi e felici corsero dentro casa e s’infilarono subito a nanna. 

L’indomani si svegliarono e corsero in soggiorno, sotto l’albero trovarono un’astronave rossa e un orsetto. Da un occhio dell’orsetto usciva un filo di colla rappresa. Il più piccolo dei due lo guardò con curiosità e perplesso si affaccio alla finestra a scrutare il cielo per qualche minuto. 
All'improvviso dalla cucina la mamma li chiamò con voce squillante, risvegliandoli da quel magico  silenzio: “Presto che il latte si fredda, se lo volete c’è il panettone che avete comprato ieri… avete fatto un po’ tardi, vi siete fermati al reparto giochi?” 


Un altro racconto  inedito, adatto al periodo Natalizio, per bambini e adulti, lo trovate, fresco di pubblicazione anche lui, da Popinga e lo ha scritto Anna: Santa Lucia è già arrivata.



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