di Maestra Rosalba

sabato 2 giugno 2012

La festa di fine anno più bella

Man mano che i bambini crescono, nelle due ultime classi di scuola Primaria, c'è sempre meno bisogno di feste di fine anno e più di momenti per stare insieme noi e loro. 
Mi rendo conto sempre di più che le feste concepite per i bambini piccoli che amano esibirsi per i loro genitori, diventano un peso per quelli più  grandi che cominciano a rifuggire dalle esibizioni e che si vergognano. 
Come spesso accade noi adulti ci poniamo nella posizione di esserci dimenticati come eravamo, e di chiedere superficialmente "Cosa c'è da vergognarsi?". Come se non sapessimo che questa vergogna è pari al repentino cambiamento che avviene nel corpo dei nostri alunni di nove e dieci anni. La spensieratezza del non badare a come siamo fatti nel bambino piccolo, lascia il posto alla consapevolezza che il corpo cambia. 
Lo vedo da come alcune bambine si abbassano la maglia fin giù a coprirsi durante l'ora di ginnastica, da come chiudono le braccia in avanti e da come iniziano a curvare le spalle nel tentativo di occultare. E' un periodo. Poi passa per fortuna.
Ma a me è venuto in mente forte, soprattutto per le bambine che sono più soggette a cambiamenti evidenti e radicali, mentre i bambini vanno piano e sorridono sornioni di ciò che vedono, così ho riflettuto sull'imbarazzo dei volti, su quell'emozione così diversa che caratterizza ora i bambini in fase di crescita, perché è stata anche la mia emozione, dimenticata, riposta e risvegliata ora mentre mi rivedo bambina in loro.

La festa di fine anno più bella è come quella di ieri in palestra, in palestra tra noi, seduti in cerchio e sentirsi dire: "Sediamoci a fare un gioco, c'è caldo maestra!". E così in cerchio abbiamo cercato parole per descrivere il nostro anno nel bello e nel brutto. E le richieste si sono susseguite: fino a proporre di dirci cosa ci ha fatto stare bene e cosa ci ha fatto star male. 
Io questo voler stare tra di noi lo voglio assecondare e come insistentemente i bambini continuano a chiedere farò in modo di lasciar fuori per un po' i genitori. Questi bambini di oggi, così pieni di parole, così pieni di cose da raccontare.
La festa più bella è quella seduti vicini a dirsi che quest'anno è stato a volte (parole loro): stimolante, bello, divertente, allegro, entusiasmente...
Alte volte è stato invece: imbarazzante, faticoso, fastidioso, rabbioso, noioso...
La festa più bella è dirsi "ti voglio bene perché...".  Trovare il coraggio di dirsi "non mi piaci quando..." e finire con una risata generale e poi di corsa verso il cancello d'uscita.

La festa più bella a questa età, così bella e irripetibile, così metamorfica e difficile, è andare insieme a mangiare il gelato, così per le vie del paese senza i genitori a fotografare, a riprendere e a fissare nelle immagini, perché la festa più bella a questa età ha il primo sapore dell'autonomia e della libertà.


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1 riflessioni:

Unknown il 3 giugno 2012 alle ore 22:16 ha detto...

bello leggere queste parole frutto dell'amore di un insegnante verso il suo lavoro e i suoi alunni, sei proprio una bella persona

 

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