di Maestra Rosalba

lunedì 4 febbraio 2013

Piccole e grandi attese

Cinque anni sembrano tanti,  invece io ho la prova, la dimostrazione, che volano via. A scuola quando si sta bene gli anni volano via, è un fatto inoppugnabile.  Per me questi ultimi cinque sono stati un soffio. Mi preparo a salutare i miei alunni, siamo al traguardo del primo quadrimestre poi meno di cinque mesi e ciao ci saluteremo. 
Intanto sotto sotto, perché anche se sembra che no, io penso alla futura classe. Lo sapete no che ogni classe ha una storia? Individuale, di gruppo, e man mano che si forma, con il tempo che passa, si caratterizza sempre più: le relazioni, i modi di fare contagiosi, le risposte... Abbiamo voglia noi insegnanti a lavorare contro l'omologazione, in parte è una battaglia persa, in parte no perché fare gruppo, che è anche la bellezza della scuola è omologarsi. 
A cambiare i gruppi, a smontare tutto ci pensa la scuola media, perché è a ciò che serve il passaggio di grado, a scombinare i giochi, le amicizie, slegare i legami e crearne di nuovi, si cresce così, riadattandosi, facendosi un po' di scorza.
Oggi mentre stampavo in laboratorio il materiale per gli scrutini di questo pomeriggio, sono entrati i bambini della scuola Infanzia a fare la loro attività accompagnati dalle loro maestre. Ho chiesto scusa dicendo che avrei lasciato subito libero il laboratorio, ma sono stata subito circondata da un paio di bimbi cinguettanti e sorridenti, gli occhi luminosi di infantile curiosità a vedere cosa stavo combinando. e infatti la più vivace mi ha chiesto cosa stavo facendo. Un po' ammutolita dall'essere improvvisamente oggetto di tanta curiosa confidenzialità da parte di bambini così piccini e che conosco nulla si può dire, ho pensato cosa rispondere intanto che  la loro maestra li invitava a non disturbarmi, così la piccola ha detto che prima di andare a sedere aveva da dirmi una cosa, mi  si è avvicinata, ha messo una mano vicino al mio orecchio e sottovoce mia ha detto: "Lo so chi sei, sarai la mia maestra, me lo ha detto mio nonno". Io li ho guardati, ridendo divertita: "Anche io so una cosa, vi adoro già siete una meraviglia", così abbiamo conversato qualche minuto, il tempo di salvare le mie cose e alzarmi.

Quindi ogni volta che mi domanderò sulla fatica del ricominciare con la classe prima, mi devo ricordare perché: perchè i bambini di scuola Infanzia aspettano la loro maestra o il loro maestro. E anche io, ora che so, sto già aspettando.


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2 riflessioni:

Tania Tanfoglio il 4 febbraio 2013 18:59 ha detto...

Che bel post, mi sono quasi commossa.
Io non ho mai insegnato a bambini così piccoli. Sempre ragazzi più grandi, dalle medie alle superiori. Il mio sogno è completare finalmente un ciclo: alcuni li ho presi a metà strada e li ho visti terminare il percorso. Altri li ho visti iniziare ma non ho potuto accompagnarli fino alla fine. Chissà forse un domani! :-)
Un saluto,
Tania

§©@Ʀ@ƁƠƆȻҥɪʘ il 5 febbraio 2013 10:10 ha detto...

Una riflessione introspettiva che mi ha profondamente commosso e turbato allo stesso tempo, perché ho ripensato a quello che mi ha detto mio figlio proprio questa mattina mentre ci preparavamo per la scuola, ovvero che è stufo delle elementari e che non vede l'ora di andare alle medie per cambiare aria (lui è in classe IV).
Da qui, un cumulo di riflessioni che...
...che mi conviene tenere per me.
Un abbraccio e buona giornata.

 

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