di Maestra Rosalba

mercoledì 20 marzo 2013

Cavallette e prove Invalsi

Puntuali come le cavallette di biblica memoria, o se volete delle alluvioni che sono più vicine alle nostre disgrazie, arrivano su Facebook, all'approssimarsi di maggio, manifesti come quello a lato.
Non sono una fan delle prove Invalsi, e se proprio devo proclamarmi fan di qualcosa lo sono del metodo, dell'impegno, del rigore, delle regole, ma anche della tolleranza, del rispetto dei tempi dell'alunno, della pacatezza (reciproca). Con questo, ribadisco, per quanto non ritenga importanti le prove Invalsi, per me che ho fatto dello star bene a scuola una bandiera in questi miei sei anni di esperienza alla scuola Primaria facendo tesoro della precedente esperienza, che non c'è attività che sia un trauma per i bambini se presentata nel giusto modo, non c'è valutazione che possa diventare danno se gli si attribuisce né più né meno del suo valore, che è relativo alla prestazione e mai alla persona.
Una cosa posso dire, e so di non poter essere smentita da nessuno, ribadisco nessuno, che i nostri alunni, i vostri figli, sono sempre meno autonomi, sempre più insicuri, perché in balia delle vostre scelte iperprotettive, che anziché spiegare e incoraggiare ad affrontare anche le difficoltà, attutiscono, rimuovono e interferiscono con la formazione di una persona equilibrata in grado di affrontare anche i frangenti difficili.
Le prove Invalsi, se pure poco adatte, come abbiamo ribadito più e più volte, a descrivere in risultati la complessa esperienza che gli alunni affrontano a scuola, sono un compito, qualcosa che vale comunque la pena provare a fare, se non altro perché i test li ritroveranno anche per l'ingresso all'Università, ma non sono nulla che possa interferire con la regolare crescita di un ragazzo.
L'unica cosa che interferisce con la crescita sono le paure dei genitori, e di tutti gli adulti che in tal modo intervengono sui bambini, il loro continuare a essere così inadeguati nel preparare i figli alle difficoltà, impegnati come sono, appunto, a eliminare le difficoltà dal loro cammino.


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2 riflessioni:

Roby ha detto...

Sono una madre che non ha paura di far affrontare le prove che la vita mette loro davanti ma non voglio che siano semplici numeri
Non voglio che venga giudicato il valore delle insegnanti solo in base al risultato di un test il cui risultato ha molte variabili ( giornata no, non comprensione delle domande, stanchezza ecc).
E i bambini con difficoltà' di apprendimento potranno usare i metodi compensativi? ci sarà qualcuno che leggera' per loro le domande?
Mio figlio rimmarra' a casa e ci faremo una bella gita in qualche museo
Buona giornata

camellia il 18 aprile 2013 10:53 ha detto...

Mi sento di spezzare una lancia a favore della famiglia perchè anch'io, avendo il piccolo con difficoltà d'apprendimento, mi pongo gli stessi dubbi di Roby.
L'impressione che ne ho avuto dall'esperienza con gli altri due figli è che tutta questa faccenda Invalsi tocchi nel vivo gli insegnanti, perchè è la dimostrazione di come e quanto abbiamo lavorato nel corso degli anni.
Non mi spiegherei altrimenti il susseguirsi di prove, verifiche prima del fatidico giorno Invalsi.
Come se fosse possibile recuperare a tempi di record l'irrecuperabile.
Ben vengano le prove I. quale segnalatore del livello scolastico italiano, ma stressare gli alunni proprio no.

 

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