di Maestra Rosalba

lunedì 2 febbraio 2009

Un laboratorio per imparare a controllare l'ansia

Anche nella scuola Primaria è normale confrontarsi con l'ansia della prestazione, con la volontà di riuscire a fare le cose e superare le piccole trappole che ci tende il nostro io.

Capita spesso che un alunno che ha studiato bene, che è sciolto nel parlare e sicuro dei contenuti mentre è a casa, poi a scuola renda molto meno di quanto è in grado di fare. Finchè non avrà imparato a padroneggiare lo stumento comunicativo, sarà come quel neopatentato cui trema ancora la gamba e che ha bisogno mentalmente di ripete l'azione che deve compiere.

Cosa può fare la scuola in questi casi?
Certamente non ci sono ricette preconfezionate, ma ci sono una serie di atteggiamenti e di strategie che possono aiutarci a provare a superare queste difficoltà e dare una mano concreta a quelli alunni meno spigliati che lavorano tanto a casa ma che a scuola non riescono a vincere l'ansia quando devono affrontare un'attività che li vede protagonisti.
Come sempre ci viene incontro la didattica laboratoriale, la quale ha il vantaggio di essere talmente flessibile da prestarsi a tante variazioni, così da poter costruire attività mirate anche verso la rimozione delle cause che frenano l'apprendimento e se non rimozione almeno alla loro riduzione come numero di eventi che si verificano.

Dovendo affrontare questo problema con alunni che tendevano perfino a somatizzare con malessere fisico l'ansia, ho pensato di renderli ancora più protagonisti facendo in modo che condividessero la responsabilità con i loro compagni.

Dopo aver svolto il lavoro sulla nostra regione, che già era stato di rinforzo positivo considerato che il risultato era stato più che buona per tutti, abbiamo deciso di provare una nuova modalità di lavoro, magari un po' impegnativa per il materiale da preparare a casa, ma da provare sperimentalmente con gli alunni se non altro per conoscerne gli esiti.
Ho fatto questa proposta di organizzazione per un laboratorio di Geografia:
"Che ne dite se la lezione sulle regioni che faremo in seguito la preparate voi a casa e la illustrate ai vostri compagni, preparate una cartina su carta lucida e ci costruiamo la nostra Italia da mettere nella parete dell'aula?" Hanno detto subito di sì con entusiasmo. Ho proposto io i primi due alunni per avviare il piccolo progetto, poi ho detto: "Per gli altri a venire, se l'attività vi piace vi mettete d'accordo voi. In due prepareranno l'attività, mentre i vostri compagni prepareranno le domande da porre a chi espone il giorno che illustreranno i loro contenuti: questi saranno il territorio, l'economia e le tradizioni".
Così è stato, anzi è andata meglio di come prevedessi, gli alunni mi hanno consegnato il materiale in anticipo e la cartina su carta lucida affinchè ne prendessi visione. Il venerdì hanno esposto i contenuti erano sereni e si facevano coraggio a vicenda. Sono stati molto professionali. Durante la fase delle domande hanno dato loro stessi la parola, in ordine di richiesta e alcune delle cose dette sono state integrate di ulteriori contenuti. Chiaramente visti gli esiti si sono formati subito i gruppi per i laboratori successivi.
Non male per alunni che erano restii a presentarsi di fronte ai compagni a parlare. Quando i momenti di serenità saranno superiori a quelli di ansia potremo dire che abbiamo fatto un passo avanti nella strada giusta e che per parlare di fronte ad altri ci vuole competenza ma soprattutto spirito di gruppo e collaborazione.
Ecco i loro materiali: la cartina riprodotta su carta lucida, un lavoro che a loro piace tantissimo:
e qua trovate e potete scaricare la loro ricerca realizzata con Encarta, Encarta Kids e dal libro di testo, l'hanno poi digitata su formato word.

Riepilogando le fasi sono le seguenti: in due o tre alunni preparano un argomento a casa, gli altri si preparano delle domande, l'insegnante controlla i materiali della ricerca; dopo un tempo congruo, in aula di svolge il laboratorio vero e proprio che consiste nell' esposizione dei contenuti attraverso un discorso organizzato e dei contenuti esposti a seguito delle domande dei compagni. Cartellone espositivo in aula.


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4 riflessioni:

fratello vento il 2 febbraio 2009 22:03 ha detto...

l ansia è un grande problema per gli studenti, tu hai saputo affrontare al meglio questo problema! credo che dipenda anche dal carisma degli educatori!

Rosy il 3 febbraio 2009 18:30 ha detto...

Dipende anche da quanto ci importa della sorte dei nostri alunni, sia come individui che come risorse umane del nostro paese. Grazie per la visita

lella il 3 febbraio 2009 22:17 ha detto...

io x l'ansia sto lavorando con i laboratori teatrali e funziona a meraviglia.
ma tu ke classe hai? magari riusciamo a scambiarci idee x le nostre classi.....
cioa Lella

Rosy il 5 febbraio 2009 16:16 ha detto...

Si anche noi faremo delle attività al pomeriggio per fare teatro e lavorare sull'intelligenza emotiva. Io ho una classe prima e una quinta. un saluto

 

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