di Maestra Rosalba

venerdì 22 giugno 2012

Tempo Pieno Vs Tempo Modulare

Nella scuola non mancano i miti e come ogni istituzione con una storia consolidata ha al suo attivo qualche piccola leggenda.
"I bambini che frequentano il Tempo Pieno sono molto più responsabili", (paragone riferito ai bambini del Tempo normale). Così esordisce una mamma al termine di un discorso in cui tesse le lodi del tempo pieno. Ed è giusto, tra l'altro fa molto bene alla scuola che se parli anche bene: vive una realtà di scuola che le piace, che la soddisfa sotto il profilo dei contenuti, delle attività e della quantità.
Quello che non torna è la valutazione qualitativa rispetto all'altra scuola che funziona a trenta ore. Ho risposto leggermente piccata: "No trascorrono solo più tempo a scuola, la responsabilità è uguale sia che si facciano trenta ore di scuola, sia che se ne frequentino quaranta". La discussione è finita così non so se il mio tono non ha ammesso repliche o se lei si è accorta di aver fatto un ardito accostamento o se voleva semplicemente dire altro e si è espressa male.
Il fatto è, come ho già scritto, che è ora di sfatarlo qualche mito, compreso quello che vi siano sostanziali differenze qualitative fra la scuola a quaranta ore e la scuola a trenta ore, proprio a causa di quella differenza di dieci ore. 
Intanto due conti: le quaranta ore sono distrubuite su cinque giorni, le trenta su sei giorni. Gli alunni del TP frequentano dalle otto e trenta alle sedici e trenta, quindi per otto ore giornaliere, i bambini del TM dalle otto e trenta alle tredici e trenta, per cinque ore. Di quelle dieci ore cinque servono per il servizio mensa e altre cinque per la pausa obbligatoria, che può essere usata per attività ricreative di rinforzo ma non per attività didattiche strutturate, di un'ora al giorno. Di fatto per le attività del curricolo rimangono, per entrambe le tipologie di scuola, trenta ore. 
La suddivisione delle trenta ore, quindi la scelta del numero massimo e minimo da dedicare ad ogni disciplina, è definito dal collegio dei docenti secondo standard nazionali. Il numero minimo e massimo che contiene variazioni massime di un ora, consente di poter adattare le ore attribuite ai docenti nel compilare l'orario interno. Di fatto non comporta nessuna differenza sostanziale.
E' evidente che la questione TP vs TM è solamente organizzativa. Questione si badi bene legittimamente organizzativa perchè la scuola Primaria, che è servizio pubblico alla persona e alla famiglia checché se ne dica,  come tale deve poter offrire entrambe le soluzioni organizzative all'interno di ogni singola istituzione. E' la famiglia che sceglie poi in base ai suoi orari e organizza il rientro a casa dei figli nelle ore più congeniali alle sue esigenze: non a caso il TP viene scelto dai genitori che lavorano su cinque giorni alla settimana, perché consente  di trascorrere due giorni interi insieme ai bambini. 
Anche la questione compiti a casa al TP diventa piuttosto complessa perchè pur essendo attribuiti in quantità minore non è detto che non siano necessari, considerata l'equivalenza delle ore. Di fatto il bambino che frequenta il tempo modulare dedica maggior tempo al lavoro a casa. Anche qui è questione di scelte consone ai bisogni e alla capacità e/o possibilità stessa della famiglia di dedicare tempo infrasettimanale ai bambini.

Quindi non ne farei una questione qualitativa, ma una questione di diversa distribuzione dei tempi scuola in accordo coi bisogni della famiglia: entrambi producono lo stesso identico curricolo e le stesse abilità.


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4 riflessioni:

Sybille il 22 giugno 2012 09:21 ha detto...

Ciao, nella provincia di Bolzano a partire da settembre, con legge provinciale é obbligatorio per tutte le scuole il tempo pieno /5 giorni a settimana. Questo non crea pochi problemi ai comuni piccoli (mensa??), mentre nelle cittá si teme problemi anche di mobilitá (con tutti i pendolari-alunni delle scuole superiori che di colpo avranno gli stessi orari...). Soprattutto le scuole lamentano che in questo modo non viene rispettata l'autonomia delle scuole (sancita per legge, no?), per cui fino ad ora ogni scuola decideva di fare 5 o 6 giorni a seconda delle proprio esigenze, delle esigenze delle famiglie (spesso a base di inchieste) ecc. Alcune scuole hanno fatto ricorso, ora vediamo... In questo senso si sentono spesso i vari argomenti dei "meglio cosí" e "meglio colá" sui diversi modelli di organizzazione didattica, a me sembra comunque sbagliato che sia una decisione politica a definire il ritmo della scuola e delle famiglie...

Rosalba il 22 giugno 2012 09:53 ha detto...

Ciao Sybille, essendo Bolzano provincia autonoma (non sbaglio vero?) credo che possa prendere in autonomia delle decisiono. Decisioni che cozzano palesemente, come giustamente rimarcato dalle scuole, con l'autonomia organizzativa e didattiche tutelata dalla legge per la scuola Italiana. Volendo fare un servizio serio entrambe le soluzioni organizzative andrebbero messe nell'offerta. Per esempio se la richiesta di tempo pieno è maggiore, si può dedicare al tempo modulare una sola classe (intendo 1, 2 3 e via dicendo). Ciò rispetterebbe quanto previsto in realtà dalla legge che prevede un tempo pieno "diffuso" (ma anche al contrario) proprio perchè il servizo sia realmente fruibile. Rimane aperta la questione menza nei piccoli centro, anche perchè impone costi, comunali e famigliari, che non tutti si possono permettere.

gturs il 22 giugno 2012 18:36 ha detto...

Il mio ragazzo ha frequentato una scuola a tempo modulare e alle medie non ha incontrato nessuna difficoltà rispetto a chi ha frequentato (la maggior parte) il tempo pieno e a detta dei professori la preparazione sua e dei sui tre compagni proveniente dalla stessa scuola era ottima. Detto questo quoto in tutto il tuo pensiero.
Ciao Rosalba. Roberta

Rosalba il 22 giugno 2012 21:50 ha detto...

Ciao Roberta quanto racconti conferma che le due tipologie organizzative non producono diversità nella preparazione, che anzi semmai, se differenza c'è, è casomai attribuibile ai metodi d'insegnamento.

 

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