di Maestra Rosalba

sabato 30 maggio 2009

Tecnica di pittura a soffio

Con questa tecnica di pittura, adatta a tutti i bambini, iniziamo i post sulle attività che si possono fare anche durante l'estate: mare o casa che sia.
Al pomeriggio prima di andare in spiaggia (tanto prima delle cinque del pomeriggio per i bambini il sole è solo nocivo) si possono intrattenere i bambini a dipingere; o in casa, in attesa che il caldo stemperi, si può con un semplice foglio da disegno, delle tempere diluite ed una cannuccia, esercitarsi in questa pittura, molto facile da realizzare, ma che per dare risultati soddisfacenti richiede esercizio: pertanto provare una volta non sarà sufficente. Fate cedere alcune gocce di tempera diluita in acqua e soffiate sulla gocce facendo in modo che si spanda formando dei rivoli.
Un appello ai genitori: divertitevi a mettere i dipinti sulle pareti di casa, non siate puristi dell'ordine casalingo, ma esponete i lavori dei bambini, magari sostituendoli sempre con nuovi, come in una mostra d'arte moderna.
Noi l'abbiamo fatta stamani a scuola con questi risultati...

Prime gocce:


Fiore che sboccia:

Zampilli di colore:

Pittura stesa ad asciugare a parete e grande orgoglio di tutti per il risultato:

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Italiano: Un dettato indovinello

Per combattere la stanchezza mentale del fine anno, occorre mettere in moto la fantasia proprio quando le idee sono meno scattanti, un pò come noi e i bambini.
Ecco allora un dettato-indovinello per le prime classi di scuola Primaria, fatto sotto forma di gioco per sollecitare la curiosità dei bambini e fare le attività senza farsi prendere da formalismi inutili in questa coda d'anno scolastico.
Si può proporre anche agli alunni più grandi, è sufficente trovare indovinelli più difficili e per esempio fare una gara a punti.
Io ho dettato il primo indovinello e ho detto a ciascuno di rileggere per comprendere quale fosse la soluzione. Abbiamo analizzato assieme ai bambini i riferimenti dell'indovinello per comprenderne l'indicazione, poi abbiamo provato a proporre la soluzione.
Tratto dal libro progetto A.BA.CO.


Sotto il sole e sotto le stelle
stanno tante pecorelle.
Quando son giornate brutte
se una piange piangon tutte.

Siam grassocci, siam carnosi
profumati e saporosi.
Con i gambi ed i cappelli
somigliamo a tanti ombrelli.



Dettato indovinello formato word scaricabile

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venerdì 29 maggio 2009

Le regole del "gioco": organizzare lo zaino per l'indomani

Sarà perchè oramai siamo agli sgoccioli, sarà che siamo ormai stanchi davvero anche per il caldo giunto all'improvviso. O sarà per quell'arietta di vacanza che tira.... sta di fatto che è quotidiana la litania delle cose dimenticate a casa! Maestra ho dimenticato il libro... Ho dimenticato il quaderno.. e l'elenco è lungo.
Le scelte sono due chiamare casa se la mamma non lavora e far portare il materiale o scrivere su un foglio da far copiare a casa e quindi arrangiarsi con il prestito. Sulla prima scelta sono contraria in maniera netta, piuttosto che telefonare a casa originando il meccanismo che tanto poi le mamme provvedono sempre, preferisco arrangiarmi io. A parte che nei casi dove si lavora in due, al mattino a casa non c'è nessuno.
Io ho scelto una terza via, ancora una volta comincio da ora che siamo alla fine della prima classe di scuola Primaria a negoziare su questi comportamenti. Si tratta di comportamenti che alla fine rubano sempre tanto tempo all'attività didattica, perchè il gioco del prestito dei materiali, seppur bello dal punto di vista dello scambio tra bambini, spesso interrompe la concentrazione perchè tra loro nasconono piccole e continue discussioni per il possesso degli oggetti.
La mia terza via si chiama ancora "laboratorio delle regole condivise" e oggi ha assunto la forma di un dettato che si chiama Promemoria (clicca sul link per scaricare in formato word). Un dettato finalizzato a ricordare agli alunni che la preparazione dello zaino è compito loro e non della mamma, che va fatto ogni sera, che devono ricontrollare l'orario e mettere nello zaino ciò che serve l'indomani. Si tratta di un impegno non gravoso, che responsabilizza i bambini anche a casa. Dopo l'esecuzione del dettato abbiamo firmato tutti, ora lo faranno anche i genitori a casa. Non c'è alcunchè di male a chiedere agli alunni di prima, sia che i genitori lavorino o meno, di diventare corresponsabili delle piccole cose da fare in casa, compresa l'organizzazione per il giorno dopo. Le dimenticanze occasionali vengono tollerate. Non si può invece tollerare la dimenticanza quotidiana dei materiali, anche perchè contiene il messaggio implicito di quanto si tenga in poco conto l'attività scolastica. E' bene cominciare ora dalla fine di questo anno scolastico a ricordare agli alunni, benchè piccoli, che hanno dei doveri da non scordare, che il loro buon andamento a scuola dipende anche dall' organizzazione. E' giusto che sappiano che "imparare un metodo" comprende anche predisporre i materiali, avere con sè quanto occorre per essere autonomi nel lavoro scolastico.
"L'organizzazione dello zaino è un compito che spetta a noi scolari. La sera prima di andare a dormire, devo ricordarmi di controllare se ho messo tutto il materiale che mi occorre il giorno dopo a scuola.
In particolare devo portare l'astuccio con: penna, matita, colori, forbici, colla, gomma da cancellare e temperino.
I quaderni delle materie del giorno dopo. I libri delle materie del giorno dopo. Per conoscere le materie consulto l'orario. Devo avere anche l'acqua e la merenda."

Firmato
(Firma di tutti alunno, insegnante, genitori)

Il prossimo passo sarà preparare un promemoria plastificato da consegnare assieme all'orario il prossimo anno, così che gli alunni possano fare il controllo la sera prima, senza doversi fidare solo della memoria.

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martedì 26 maggio 2009

Italiano: dalle azioni al soggetto

Per insegnare agli alunni di classe prima e seconda di scuola Primaria le azioni (già viste in questo post) che di fatto sono un modo per introdurre i verbi, di solito si parla di un soggetto che esegue qualcosa, che compie una azione. E' possibile altresì passare da una serie di azioni per idenficare il soggetto, azioni cioè legate ad una figura in particolare, dicendo tagliare, affettare, cuocere comprendiamo che si tratta di un cuoco. Attraverso gli esempi del libro Progetto A.BA.CO, abbiamo ricordato cosa sono le azioni e per farlo abbiamo dovuto comprendere chi sono gli autori delle azioni. Nello svolgere l'attività ci siamo resi conto che ci sono azioni che portano anche a più soggetti, ad esempio scalda, brilla, illumina, può essere il sole, ma anche il fuoco.
Per questa attività, eseguita in maniera collettiva, è meglio predisporre la divisione della pagina a metà, con la piegatura, far scrivere dal lato sinistro le tre parole che conducono al soggetto evidenziare con le frecce la direzione verso il soggetto, scritto sulla parte destra. Far eseguire così:


L'attività è proseguita con un piccolo dettato, preceduto dalla consegna di cerchiare di rosso tutte le azioni compiute dal soggetto. Particolare attenzione va posta sui sostantivi che possono apparire dei verbi. Oggi gli alunni hanno definito la parola "salto" un azione, non considerando che la frase era "spiccare un salto". Occorre sempre sottolineare questi particolari, anche se apparentemente gli alunni sembrano non memorizzare.




Qua è possibile scaricare il file su word per svolgere l'attività.

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domenica 24 maggio 2009

Poesia E' Giugno finisce la scuola

Siamo alle porte di Giugno e e prima che Maggio scappi è venuta questa nuova poesia "E' Giugno finisce la scuola".
Mai come per chi stà a scuola da una vita perchè ci lavora o per gli scolari che la frequentano, giugno è identificato come il mese che introduce al riposo dopo le fatiche dell'anno scolastico. Tanti poeti hanno celebrato il solare mese di Giugno come il mese delle spighe e della mietitura, anche per noi operatori della scuola è il mese della mietitura, dei saluti, degli arrivederci e perchè no degli addii, l'addio di chi frequenterà una scuola di grado successivo.
Lasciamo allora che Giugno saluti con questa inedita poesia: un modo per celebrare questo mese così allegro e per salutare i bambini al termine dell'anno scolastico. Adatta anche per il saluto corale per la festa di fine anno, da far recitare all'unisono.

E' Giugno finisce la scuola

Vociare di bimbi ridenti
è la scuola che chiude i battenti!
Gli alunni Giugno saluta
dice loro l'estate è arrivata,
lascia i libri, i quaderno e lo studio:
nei cortili e per strada è tripudio.
Allegria di giallo colore
e di mare un salato sapore,
qualche lacrima e tristi saluti
ma a Settembre ci ritroverem tutti.
(Rosalba)
La composizione è realizzata da me, con spighe raccolte ai margini dei campi di grano, dei paparevi di carta crespa ricevuti in dono da una collega e delle farfalle che ho recuperato da altre composizioni di fiori freschi.
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sabato 23 maggio 2009

Un libro delle vacanze per la scuola Infanzia

Ecco un libro delle vacanze per i bambini di scuola Infanzia, con una serie semplici di attività da fare giocando in compagnia della mamma o il papà, i nonni o un fratello più grande. Ma soprattutto qualche pagina da stampare a scuola per farne dono ai bimbi a fine anno. I contenuti sono cose facili e la prima pagina contiene una lettera di saluto per i bambini che torneranno il prossimo anno, volendo si può modificare per i bambini che invece lasciano la scuola Infanzia per affrontare la scuola Primaria.
L'ho fatto tenedo conto delle cose che piacciono ai bambini, ma che sono anche utili per l'apprendimento. E' il mio primo esperimento di questo tipo, si accettano consigli, suggerimenti e indicazioni per altri lavori simili o per migliorare questo.
Nella riga vuota va aggiunto il nome del bambino, la cornice va colorata e il disegno si può far fare direttamente al bambino. E' una traccia e si può migliorare, ma anche una base dal quale partire fa comodo, perchè negli anni ho sempre donato qualcosa da portare a casa l'ultimo giorno di scuola e ciò ha richiesto sempre tempo per preparare tutto, proprio nel periodo in cui abbiamo più cose da fare.

Scarica qua il file: Libro delle vacanze di Scuola Infanzia
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giovedì 21 maggio 2009

Laboratorio di Italiano: Ricomporre una sequenza di frasi

Una scheda come questa che potete vedere qua, tratta dal libro Acchiappaparole della Ardea Editrice, è l'ideale per organizzare un piccolo laboratorio sul testo nella prima calsse di scuola Primaria o all'inizio della seconda classe. Volendo prima di cominciare possiamo anche riunire i banchi e disporre i bambini a piccoli gruppi. Io non sempre lo faccio, anche se comunque è un operazione che serve a disporre mentalmente i bambini al lavoro, pur comportando un piccolo disordine iniziale.
Consegnate ai bambini la scheda, sul tavolo devono avere forbici, colla, penna, quaderno e colori.
Date le indicazioni su come procedere.
Io ho fatto prima piegare il foglio a metà e abbiamo diviso immagini e testo. Ho dato indicazione di leggere le sequenze e di numerarle a matita nell'apposito quadratino. Questa consegna mi è servita a capire se se la cavavano da soli nel numerare tutta la sequenza. Alla terza si sono fermati. Cinque sequenze forse sono premature. Allora ho continuanto guidandoli passo passo; leggendo io a voce alta, li ho invitati a provare con il metodo per esclusione (che poi è il metodo dei test a risposta multipla): quello del ragionarci sopra e provare accostando i diversi pezzi del testo, vedere "se suonano", cioè se il discorso fila. Hanno quindi numerato tutte e cinque le sequenze, ritagliate e le hanno incollate sul lato destro della pagina del quaderno.
Poi siamo passati alle vignette, su cui hanno avuto meno difficoltà (perchè sono ancora molto legati al dato visivo!) hanno osservato le vignette , le hanno numerate abbinando il disegno al testo, e le hanno incollate sul lato sinistro del foglio. Al termine hanno colorato.
Ho spiegato ai bambini che ora ricomponiamo frasi semplici ma poi dovranno riassemblare testi più complessi e che devono imparare a ragionare per prove ed errori. Trovando prima un pezzo, poi provarne un secondo, riconoscendo se il testo ha un senso o meno, se qualcosa non torna a dovere probabilmente non è il pezzo esatto.

Utilizzare una scheda da ritagliare, implica la fase pratica del "riassemblare", inoltre impone il controllo dello spazio perche ogni testo dovrà trovarsi di lato alla vignetta, o sopra se si vuole. Occorre comunque prevedere "una gestione" dello spazio. I bambini devono saper stimare lo spazio e mettersi il problema: come divido la pagina affinchè tutto sia leggibile ed ordinato?
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mercoledì 20 maggio 2009

Un libro fai da te per i compiti nella scuola Primaria

Con questo post concludo la parte riguardante le idee per dare i compiti di italiano e non solo, per le imminenti vacanze estive, sempre per la classe Prima di scuola Primaria. Abbiamo visto in precedenza la creazione di una sorta di Diario delle vacanze personalizzato (clicca sul link per leggere), dove l'alunno scrive liberamente, in base ai tempi e agli impegni; in parte si lascia alla volontà dell'alunno giudicare quanto scrivere. Certo i più piccoli è bene che siano incoraggiati anche dai genitori. Io credo che i bambini riescano a stupirci e saranno i primi a voler fare bella figura con gli appunti delle loro vacanze. Io già sono curiosa di sapere che succede a Settembre!


Per chi invece ama i compiti più tradizionali, senza pretesa di volermi sostituire agli editori di libri per le vacanze, ho predisposto una sorta di libretto pronto per la stampa, dove gli alunni troveranno una serie di attività da svolgere, e da disegnare (non disegni da colorare, ma da realizzare proprio!) Beninteso le due attività non si escludono, si può preparare il Diario e dare anche queste indicazioni, chiaramente non sono esaustive di tutto il programma di prima. Il loro scopo, come d'altronde non è mai lo scopo delle attività da fare in vacanza, non è il ripasso di tutte le attività, ma solo tenere sveglia la memoria sulla scuola e sulla creatività. Il file è modificabile e può essere adattato anche per le attività delle altre classi, la seconda ad esempio. Il disegno in copertina si può levare e far disegnare direttamente ogni alunno.
Poi non dimentichiamo che anche i libri usati durante l'anno, sicuramente hanno pagine da completare, se è rimasta qualche lettura interessante qualcosa da fare si può ricavare pure da li.
Riepilogando potete spaziare fra queste scelte:

Diario di bordo (clicca per leggere come prepararlo)
Libro delle vacanze (clicca per scaricare il file stampabile su word)
Libro di classe da terminare
Libro da leggere (libro consigliato dalla maestra)
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I compiti per le vacanze estive 2009

Come promesso pubblico alcune idee per i compiti delle vacanze estive degli alunni di classe Prima della scuola Primaria, con piccole modifiche possono adattarsi anche alla seconda e alla terza.
Io ho già chiesto ai miei alunni di portare a scuola un quaderno a spirale con la copertina in tinta unita. Prima di procedere al lavoro personalizzato di ciascuno, ho provato oggi a fare la copertina di un mio quaderno, per vedere il risultato e la difficoltà, quella che propongo è solo un idea orientativa, ciascuno potrà perfezionarla a seconda dei materiali che possiede in aula.
Fate portare quindi un quaderno a spirale poi organizzatevi con:
- colla tipo attaccattutto,
- forbici,
- carta da decoupage o carta da regalo (la mia ha delle farfalle che si possono ritagliare, ma vanno bene fiori, uccellini e ciò che riuscite a recuperare),
- fogli di carta colorata o altra carta per lavori decorativi,
- penne colorate.

Ho fatto delle strisce colorate, come in foto, e le ho alternate, ho ritagliato con le forbici sagomate, poi ho misurato sul quaderno e tagliato la carta in eccesso (che riuserò).

Poi ho ritagliato delle farfalline, api, coccinelle e le ho incollate. Infine ho personalizzato con la scritta "Diario vacanze". Ogni alunno potrà decorare come meglio crederà, aggiungendo il nome e anche un titolo personalizzato al suo Diario.

Nella prima pagina ho incollato la lettera con le istruzioni per l'uso:
"Cari bambini,
ora che il nostro quaderno è decorato possiamo riempirlo come più ci piace. Può diventare un diario delle vacanze da riempire ogni volta che vi viene voglia di raccontare qualcosa che vi è particolarmente piaciuto durante le vostre vacanze.
Inizia scrivendo la data, poi scrivi il contenuto, rileggi e se li vedi, correggi gli errori (come facevamo durante l’anno) poi completa con un disegno.
Quando non hai voglia di scrivere tanto, puoi fare direttamente uno o più disegni e scrivere una piccola didascalia.
Quando scrivi o disegni pensa sempre che chi leggerà il tuo “libro delle vacanze” deve capire cosa racconti perchè non conosce i fatti.
Non importa le cose che farai durante le vacanze estive. Tutto si può scrivere: anche un pomeriggio in casa a leggere, a giocare in cortile, a osservare dalla finestra... Basta solo riflettere su ciò che sta intorno a noi.
Usa la fantasia sempre.
Gioca con materiali naturali, la terra, l’acqua, le foglie, la sabbia, la stoffa, la colla, la carta …
Leggi sempre osservando le regole che abbiamo imparato. Buon Divertimento ci ritroveremo a Settembre per nuove avventure scolastiche!!"

Questi sono i compiti per le vacanze estive, anzi una prima parte. La seconda la troverete nel prossimo post (che è quasi pronto!).
Non importa come farete decorare questo quaderno. Importa il messaggio verso gli alunni, l'avere cura dei loro stessi lavori, la preziosità dello scrivere, il mantenere memoria delle esperienze, ciò che si vive può diventare anche un compito. Il diario delle vacanze dei miei alunni durerà per diversi anni, vorrei che finisse col diventare come un libro che dura cinque anni, cinque anni di vacanze, cinque anni di crescita assieme, cinque anni di idee nuove per imparare e stare insieme bene.



Cliccate qua per scaricare la lettera da utilizzare per i compiti, nella forma che voi credete più adatta ai vostri alunni: diario di bordo, quadernone, quaderno delle vacanze. E' pronta da stampare, in un foglio formato A4 ho messo quattro lettere da dividere.
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martedì 19 maggio 2009

Poesie per i nonni e le nonne

La festa dei nonni si celebra il 2 ottobre solo da qualche anno. Nella scuola invece sono anni che i nonni son divenuti preziosa risorsa per le attività didattiche, i loro racconti ci hanno rimandato immagini che oramai paiono lontane e irragiungibili, non tanto a noi insegnanti che apparteniamo ad una generazione di mezzo, quanto ai nostri piccoli alunni, veramente distanti dai modi di vita di sessanta o settantanni fa. I racconti dei nonni per i nostri alunni rimangono una fonte importante di sapere, che tramandata attraverso il loro per certi versi nostalgico racconto, è lo spaccato più genuino di modi di vita che si stanno perdendo inesorabilmente. Perchè per quanto tentiamo di tornare a modi di vita più a "misura d'uomo", il mondo ha preso la sua rincorsa.

Di recente abbiamo avuto la fortuna di incontrare i nonni dell'AUSER, i nonni-vigile delle scuola del nostro paese, che ogni anno vengono a salutare gli alunni delle scuole Primarie dove fanno il servizio di volontariato. Abbiamo preparato dei canti e gli alunni per l'occasione hanno composto delle poesie, una è di un alunno andato in prima media lo scorso anno, che ha mandato la poesia attraverso sua cugina, una mia alunna di prima, l'altra di un alunno di quinta che ogni tanto si cimenta nella composizione in versi. Sono entrambe bellissime:
I nonni
Ci sono persone
generose e buone.
Senza chiedere ti parlano di
un tempo lontano...
Ecco sono dei fari accesi
che giorno e notte
illuminano
la tua vita.
Le loro voci sonanti
aprono il cuore:
alla storia, alla gloria,
al lavoro, alle ingiustizie.
Non urlano
ma nel loro silenzio,
nei loro sguardi,
nelle loro mani,
vedo la bellezza
della vita.
Cari nonni
il presente,
il passato,
il futuro
vi appartengono.
(Eddy M.)

Ai nonni
Ai nonni più vecchi e più generosi
Ai nonni più testardi e più gioiosi.
Con sempre più rughe e dolori
ne hanno visto di tutti i colori.
E adesso a casa non sanno più cosa fare
aspettano i nipoti per passeggiare,
ma alla fine finiscono sempre per gareggiare.
I nonni son sempre furbi e intelligenti;
ma ormai son vecchi e son lenti.

(Marco Z.)
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lunedì 18 maggio 2009

Italiano classe Prima: c'era o c'è?

Per spiegare agli alunni di Prima la differenza tra le paroline c'era e c'è abbiamo fatto oggi questo piccolo e grazioso dettato tratto da F. Bretzel, Tante letture, tante domande, che abbiamo tratto dal libro Grammatica in cartella della Juvenilia:
C'era una volta un paese di mare bianco e lucente....
C'erano le case basse dei pescatori,
le reti e le lampare nei barconi scuri.
C'era un porto nella baia riparata dal vento,
e nel porto, adesso, c'è un piccolo bastimento.

Poi come indicato abbiamo fatto sottolineare le parole c'era, c'è e c'erano. Il passo successivo è stato lavorare sul ragionamento: che differenza tra queste due parole? cosa vogliono dire?
I bambini si sono espressi dicendo che c'è è riferita al presente, c'era al passato. Abbiamo fatto esempi concreti, basandoci sulle cose presenti al momento e su quelle passate di ieri. Un alunno si è spinto oltre dicendo che c'era può essere riferito a qualcosa che c'era ma non si sa quando!
Ancora, come indicato, abbiamo rappresentato visivamente con un esercizio da completare, rappresentando alla lavagna e invitando ogni alunno a dividere la pagina in due parti, scrivendo le parole da utilizzare e il riferimento temporale, in questo modo come nell'immagine
La difficoltà, per i bambini è riuscire a utilizzare correttamente la pagina divisa in due parti, come se fosse un foglio, ma superato questo accorgimento, è utile il raffronto temporale tra le due parole, utilizzate con un contesto simile ma in momenti diversi. La forma comparativa è sempre utile, si apprende per differenza di utilizzo.
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Italiano classe prima: c'è, ci sono!

Con la stessa metodologia per l'introduzione della ho e della o congiunzione coordinativa disgiuntiva, ho sottoposto all'attenzione dei bambini l'utilizzo nella frase di c'è e di ci sono.
Nella prima fase abbiamo giocato con le frasi, sottolineando la diversità di significato, gli alunni hanno esplicitato che c'è è riferito a qualcosa che è presente ma relativo ad una sola cosa, mentre ci sono è pure riferito a qualcosa di presente ma relativo a tanti. Dall'esposizione della risposta nei bambini ci si rende conto se l'alunno sta conquistando categorie mentali relative al linguaggio. In ogni classe ci sono livelli differenti, da quello più avanzato a quello che pure in presenza di una sufficiente conoscenza non riesce a categorizzare ed ha ancora bisogno di rinforzo nelle associazioni.
Nell'immediato siamo passati al lavoro alla lavagna, basato sempre sugli esempi degli alunni, dopo aver appreso un concetto è bene che siano loro stessi a fare tutti gli esempi che servono a chiarire l'utilizzo delle parole nelle frasi.

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Italiano classe prima: Ho oppure o?

Inizio con questo post la serie delle attività sulle particelle verbali su cui è bene che i bambini della classe prima di scuola Primaria facciano un ampia e ripetura esercitazione al fine di renderli più sicuri durante la scrittura autonoma.
L'attività per la distinzione di ho (avere) e o (congiunzione in forma disgiuntiva) io l'ho proposta nel seguente modo, sempre in forma di didattica laboratoriale, pertanto inziando con il sollecitare la loro curiosità
Si può cominciare con un discorso esemplificativo a livello orale coi bambini, facendo degli esempi e chiedendo di provare a specificare il significato della parola, ad esempio "Oggi HO freddo!" invitarli a pronunciarsi su che cosa vuol dire quella ho e indicare come va scritta: gli alunni hanno subito indicato la presenza della acca, in quanto associata alla forma verbale dell'avere.
"Vuoi la pasta o il riso?" oppure "Non so se arriverò allo otto o alle nove!" Farsi spiegare cosa stà a significare quella o. I bambini hanno detto che "serve ad indicare l'alternativa di due cose".
Non sono concetti facili. Siamo passati alla fase scritta. Dapprima ho proposto degli esempi da completare sul quaderno scrivendoli alla lavagna:
L'attività può proseguire con gli esempi da parte dei bambini, in forma guidata far scrivere alla lavagna e invitarli a dire quali particelle è corretto usare (ho/o). Far scrivere a ciascuno un esempio. Io per evitare gli errori di distrazione passo con frequenza tra i banchi e faccio correggere subito, chiedendo al bambino di andare alla lavagna e rifare l'esempio. Lavoro sulle differenze, faccio notare subito il perchè non va bene, faccio ripetere l'esempio e guido il bambino nel trovare quello corretto. Lo faccio riscrivere subito per evitare che lo dimentichi. A distanza di qualche giorno gli chiedo di provare a fare qualche altro esempio, per accertarmi che abbia capito.
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domenica 17 maggio 2009

L'arte di piegare la carta e la matematica

Girando per la rete ho casualmente incontrato un sito in lingua inglese e tedesca, leggendo (qualcosa mi sarà sicuramente sfuggito a causa del mio inglese parecchio imperfetto!) ho capito che vi è un attinenza sostanziale tra la matematica e la piegatura della carta, si proprio quella piegatura che portava ad ottenere le barchette di carta, che tutti abbiamo fatto da piccoli, tanto cara anche alla letteratura dell'infanzia.
Questo sito mi ha fatto ripensare ad un post letto di recente nel blog di scuola Primaria Lo Zainetto della collega e amica Maestra Elisa, che insegna come costruire un Tangram, e che tiene le sue lezioni di geometria con il tangram.
Dal tangram al realizzare le forme con la carta il passo è breve. Io non insegno matematica ma se mi capiterà di farlo so già che la farei cosi: utilizzando il "correlato concreto", perchè utilizzare forme di carta, giocarci, assemblarle, significa partire da una realtà oggettiva per passare ad una progressiva astrazione. Ancora troppo spesso, nella scuola Primaria si insegna la matematica basandone l'approccio sulle parole, anzichè sulla realtà numerica in cui viviamo immersi. E riflettendoci non penso che bastino dei disegni a fare della matematica una materia concreta, credo che a volte occorrerebbe lavorare anche con gli oggetti e le forme, manipolarle, trarre dei dati e trasferirli sul quaderno, un pò come abbiamo visto per le scienze sperimentali.
Intanto visitiamo questo sito che seppure tutto in lingua straniera, spiega attraverso le immagini centinai di progetti, illustra una serie di curiosità matematiche che anche io ignoravo, ci sono sicuramente attività utili per la scuola e perchè no da fare a casa coi genitori anche in vacanza.

Buon divertimento tra carta e numeri... Cliccate sull'indirizzo o sulla foto per accedere al sito.

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Attestato per gli alunni di scuola Infanzia e Primaria

Come da richiesta pubblico un attestato o diploma che ho predisposto per le feste di fine anno, sia di scuola Infanzia che di scuola Primaria, sono su formato word, prima della stampa è sufficiente cliccare nella casella di testo per modificare il nome della scuola, aggiungere il nome dell'alunno e perfino la dedica. Usate cartoncino color panna, beige molto chiaro o carta tipo pergamenata. La cornice ne trarrà beneficio e sarà un attestato di grande effetto con tutti quei colori. Se avete la disponibilità del vostro Dirigente potete anche farlo firmare e completare con il timbro della scuola. Anche se non è un atto ufficiale è comunque un attestato di stima verso i bambini che intraprendono un nuovo percorso scolastico. Io l'ho sempre fatto: per gli attestati di informatica e per l'attestato di saluto finale.
Ecco un anteprima:

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sabato 16 maggio 2009

Creare biglietti regalo con le forme

L'attività di questo post è possibile realizzarla a casa con i genitori, nella scuola Infanzia e nei primi anni di scula Primaria. Prima di tutto dovete mandare i bambini a caccia di piccole forme, a scuola troviamo i regoli, le costruzioni in legno e tante altri oggetti che individueremo pensando l'utilizzo. In casa basterà guardarsi intorno, come ho fatto io, per trovare una mare di forme da utilizzare per il nostro cartoncino:
Ecco i materiali:
- cartoncino colorato e bianco,
- piccole forme,
- bucatrice,
- forbici,
- colla tipo attaccattutto,
- matita,
- nastrini di recupero.


Ritagliate il cartoncino della forma che vi occorre e disegnate sopra con le forme,

per la casetta ho utilizzato un triangolo e due rettangoli, se il cartonicino è grande potete creare una sorta di paesaggio, fate passare intorno agli oggetti con la matita, poi con il punzecchio fate fare i buchini per poi levare la parte interna.
Ritagliate pezzetti di carta colorata e incollate dietro la figura, fate un buco con la bucatrice e mettette il nastrino (quello in foto è recuperato da un etichetta di un abito). Per la sagoma del cuore ho utilizzato una bustina di zucchero a forma di cuore recuperata in un bar.


Abbiamo così imparato ad utilizzare le forme per progettare un biglietto, operato sulla trasposizione delle forme, presenti nella realtà quotidiana e utili per rappresentala.

Questi biglietti possono accompagnare un regalo fatto a scuola. Se lo realizzate a casa potete personalizzare i pacchi regalo. Se lo fate più grande potete scriverci una poesia. A voi la messa in moto della fantasia. Io ho avuto l'idea leggendo questo post su 4 Crazy Kings, dove al posto della carta colorata è stata usata la carta dipinta dai bambini. Il cartoncino è semplice e delicato come tutte le cose fatte con le mani dei bambini.

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venerdì 15 maggio 2009

Poesia per dire grazie alla maestra o il maestro

Ho dato ascolto alle diverse richieste di una poesia per ringraziare e salutare gli insegnanti al termine della scuola Primaria. Mi è venuta questa piccola, semplice poesia, mi sono ispirata alla mia insegnante di prima Elementare e a quella della terza che ho fatto in un altro paese.
Della prima non ricordo neppure il nome, ricordo che durante la ricreazione mi avvicinai alla cattedra mentre lei sfogliava una rivista con raffigurati lunghi abiti bianchi e io le chiesi cosa fossero, lei mi confidò che erano abiti da sposa e che di li a poco si sarebbe sposata. Ho solo questo dolce ricordo e la sensazione chiara e distinta che le volevo tantissimo bene e che lei ne voleva a noi bambini di prima.

Grazie

Tra le pagine del mio quaderno
scritto con il pensiero,
c'è l'inchiostro più indelebile e sincero,
ha scritto Grazie per la pazienza,
per la costanza,
per la tua silenziosa vicinanza,
per il sostegno e la perseveranza.
Durante questi anni
ricchi di affanni ed emozioni,
non ho imparato solo la lezione,
tu hai saputo colorare ogni stagione.
(Rosalba)

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Giocare coi numeri e le quantità nella scuola dell'Infanzia

Nel precedente post abbiamo visto la possibilità per i bambini di scuola dell'Infanzia di giocare con le lettere dell'alfabeto, con i suoni e con le rime, senza intedimento anticipatorio rispetto alla scuola Primaria. In questo post vediamo quali attività è possibile svolgere nella scuola Infanzia per consolidare e sviluppare il concetto di quantità e di numero. Numerosi studi (derivanti spesso da studi epidemiologici sulla discalculia evolutiva) dimostrano che già il neonato possiede una capacità di calcolo: "i neonati sanno anticipare il risultato di addizioni e sottrazioni di piccole numerosità" (paradigma della violazione dell’aspettativa: Wynn, 1992; Simon, Hespos, & Rochat, 1995; Koechlin, Dehaene, & Mehler, 1997). "Neonati e bambini molto piccoli sanno discriminare la numerosità di piccoli raggruppamenti fino a 3 o 4 elementi" (esperimenti di abituazione: Antell & Keating, 1983; Starkey & Cooper, 1980; Strauss & Curtis, 1981; Wynn, 1996; van Loosbroek & Smitsman, 1990; Bijeljac-Babic, Bertoncini, & Mehler, 1993). (Fonte M.L. Lorusso). Queste abilità se esercitate sono passibili di ulteriori sviluppi, sia in riferimento al bambino tipico, sia per la prevenzione di eventuali problemi in relazione al calcolo e alla competenza matematica. La Lorusso ci chiarisce che il bambino in uscita dalla scuola Infanzia dovrebbe saper enumerare fino a dieci, pertanto esporre in una serie ordinata fino a dieci, eseguire un conteggio fino a cinque, saper fare una stima di piccole quantità, fare una piccola comparazione di quantità e saper eseguire sottrazioni e addizioni in maniera informale, cioè aggiungere e togliere attraverso gli oggetti.
Quanto sopra per evidenziare che non è sufficente l'esercizio che il bambino compie da solo nei giochi, è auspicabile per tutti un esercizio/gioco di rafforzamento e sviluppo di queste abilità.
Ecco alcuni esempi di giochi che è possibile proporre a casa e a scuola in età pre-scolare:
- Ordinare giochi, sulla base dell'indicazione "questo è il primo, questo è il secondo... ecc"
- Giocare con liquidi colorati, riempiendo bicchieri con quantità differenti e ordinarli dal più piccolo al più grande.
- Associare i numeri dall'uno al dieci alla relativà quantità.
- Far fare una stima della quantità numerica "Prova a dire quanti sono" mettendo al massimo 5 oggetti.
- Sommare oggetti.
- Levare oggetti.
- Far fare ipotesi "Se ne levo due riesci a dire quanti ne resteranno?
- Ritagliare forme, oggetti e dire "Incollane due" "Incollane una quantità entro il numero cinque".
- Preparare una linea dei numeri fatta di oggetti e aggiungendo ogni volta uno far dire "quanti sono ora?" aggiungerne un altro e chiedere ancora: "E ora?"
- Preparare una linea dei numeri fatta di oggetti fino a dieci e levare ogni volta un oggetto chiedendo "quanti sono ora?", levarne un altro e chiedere "E ora?"
Due attività interessanti sono proposte in questo sito: Sparkle Power


sul sito Teachmama


Molto altro ancora su ABC and 123 Learning.

Tantissimi giochi da fare a scuola o con i genitori, da riproporre anche d'estate in spiaggia, ai giardini magari in compagnia, per i bambini fino all'età della scuola Infanzia. Anche oltre quando si presentano difficoltà di comprensione del simbolo numerico associato alla quantità.
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mercoledì 13 maggio 2009

Giocare con l'alfabeto nella scuola Infanzia

E' risaputo che nella scuola dell'Infanzia l'attività didattica è completamente basata sul gioco, che considerata l'età dei piccoli alunni, è l'unico modo di far apprendere in maniera divertente e significativa. Questo non significa che i saperi legati alla scrittura, alla lettura e ai numeri siano esclusi ... anzi. Significa che esistono attività e giochi, che senza anticipare le attività della scuola primaria, consentono di familiarizzare con lettere e numeri e di giocare con le parole e con le quantità. Si tratta di attività per lo sviluppo della competenza linguistica, da prima a livello orale e in seguito per quella scritta.
Per quanto riguarda le parole e le lettere dell'alfabeto è possibile fare, sia con i genitori a casa, che a scuola con le maestre, le seguenti attività:
- ripetere spesso filastrocche ben rimate, aiutare a comprendere quali parole hanno lo stesso suono.
- trovare tante rime: ad esempio caramella fa rima con bella, farsi spiegare dai bambini cosa c'è di uguale nelle parole
- costruire tanti cartelli (formato A4) con oggetti che fanno rima e trovare i cartelli che contengono altri oggetti con lo stesso finale di parola (come un domino ma basato su disegni di parole che fanno rima)
- proporre una parola e costruire una sorta di domino verbale, invitando i bambini a trovare parole che iniziano allo stesso modo.
- non insegnare l'alfabeto in maniera tradizionale a, bi, ci, di e, effe, g ecc. Bi si dice B, ci C, di D ecc. Pronunciare solo il suono e far notare la posizione della lingua e delle labbra.
- Far pronunciare le parole allo specchio, notando le differenti posizioni di lungua e labbra.
- Costruire grandi lettere per decorare le pareti dell'aula.
Questi sono alcuni dei tanti giochi che si possono proporre e tanti vi verranno in mente mentre li eseguite sia coi vostri figli, che con gli alunni. L'importante è giocare con le parole e fare tanto esercizio-gioco. Queste attività sono utilissime per prevenire i problemi di identificazione, associazione e distinzione delle lettere che si presentano con facilità durante le prime classi di scuola Primaria.
Per quanto riguarda la costruzione delle lettere ho trovato in rete, un attività veramente bella da proporre ai bambini, da farsi a casa, a scuola o durante le vacanze estive ovunque vi troviate.
THE WHOLE ALPHABET dal sito No Time For Flash Cards

Ecco qualche immagine tratta dal post che illustra le fasi di creazione delle lettere:


Cliccate sull'immagine e troverete le istruzioni.
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Poesia di fine anno scolastico 2009

Ecco una piccola filastrocca inedita, per la fine dell'anno scolastico 2008/09, che può essere insegnata sia ai bimbi di scuola Infanzia che agli alunni di scuola Primaria. Sotto trovate anche due modelli di invito per la festa in formato word che potete modificare e adattare per la vostra festa di fine anno.
Un anno finisce

Si placa il brusio,
finisce il tramestio
dei bimbi indaffarati
sui banchi chinati.
I visi rivolti all'estate,
alle vacanze appena cominciate,
due mesi volano in fretta
e la nostra scuola è li che già aspetta.
A Settembre torniamo felici
riposati e tutti quanti amici.
Percorreremo le strade dei saperi:
i nostri insegnanti di noi saranno fieri.

(Rosalba)


Scarica qua il modello di invito di fine anno per la scuola Infanzia: inserite i dati mancanti al posto dei puntini. Potete sotituire l'immagine con un disegno scannerizzato. Poi stampate su unico foglio, anche con carta colori tenui.

Scarica qua il modello di invito fine anno per la scuola Primaria: inserite i dati mancanti, potete sostituire ai disegni le decorazioni realizzate dagli alunni, oppure fare un invito unico per tutti, stampando su carta dai colori tenui in tanti colori diversi.

Per altre idee non esitate a scrivere alla mia mail che trovate alla voce Contatti nel menù accanto a Home.
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martedì 12 maggio 2009

Idee per la festa di fine anno scolastico

La festa di fine anno si sa è un momento atteso da alunni, dai genitori e temuto dagli insegnanti, perchè richiede sempre un dispendio di tempo ed energie non indifferente. Intanto occorrerebbe prevederla all'inizio dell'anno e quindi dedicarci alcuni momenti per progettarla e organizzarla in maniera da non dover ridursi all'ultimo momento.
E' bene premettere che le feste di fine anno possono essere di varie tipologie. Io da anni ho deciso di evitare le feste tradizionali, con recite che coinvolgono pochi bambini protagonisti, prediligendo la formula "dell'incontro con le famiglie" per salutare sia gli alunni che vanno via (quando insegnavo alla scuola dell'Infanzia) sia per dirci arrivederci al prossimo anno. Sono tanti i modi possibili per organizzarla, facendo partecipi tutti i bambini e trasformandolo in modo che sia un momento di allegria per stare insieme e non un momento in cui la scaletta delle attività diventa la protagonista. I protagonisti devono restare gli alunni, pertanto un buona festa non durerà più di un ora, ora e trenta di attività il resto sarà dedicato al rinfresco.

Quali contenuti e cosa fare?

- Una carrellata di canti e poesie che ricordino i diversi momenti dell'anno, se gli alunni hanno appreso a suonare uno strumento musicale, unire le tre cose dividendole, fra canti brani musicali e poesie.
- Consegnare i diplomi agli alunni di scuola Infanzia e scuola Primaria che vanno via e cantare assieme dei canti di saluto.

- Fare preparare dei testi collettivi e farli leggere agli alunni, alternandoli ai canti e alle poesie.

- Organizzare dei giochi all'aperto assieme ai genitori, ad esempio i giochi appresi in palestra ripetuti sfidando i genitori (questo l'ho fatto ed è stato un divertimento unico per tutti).

- Organizzare una presentazione di foto scattate durante le attività di tutto l'anno, da guardare con base musicale, senza commentare godendosi le facce dei genitori che vedono i loro bambini all'opera.

- Una serata/mattinata di pittura "Via libera alla fantasia" su grandi fogli dipingere a gruppi di genitori e alunni, per grandi tematiche "Acqua" "Aria" "Terra" "Fuoco" oppure "L'ambiente: idee per salvarlo".

- Organizzare una mostra dei lavori degli alunni, sia di quelli di tutto l'anno sia di progetti particolari.

- Far preparare ai genitori (quelli volontari perchè non sempre si prestano a mettersi in gioco) una sorta di "lezione magistrale" su un tema importante per la scuola: l'amicizia, l'inquinamento ecc. Naturalmente farlo a misura di bambino.

- Organizzare, se si possiede lo spazio e non si è in tantissimi, una serata di danze etniche.

Per il biglietto di invito niente paura, piegate un foglio colorato e fatelo fare a piacere ai bambini, se scrivono possono fare direttamente loro, altrimenti su word scrivete voi il luogo, il giorno, l'ora e sintenticamente il titolo della vostra festa.
Queste sono alcune delle possibilità per organizzare un incontro di fine anno. Io da anni oramai unisco le attività dei progetti, sia in orario curricolare che extracurricolare, per non dover preparare cose differenti e colgo l'occasione per presentare ai genitori le attività prodotte. E' anche una sorta di documentazione per le famiglie del lavoro svolto, che non deve apparire solo dal quaderno ma anche da momenti di condivisione. La formula delle feste di un tempo è ormai superata. Non è carino vedere alunni protagonisti e figure di secondo ordine. Meglio fare delle attività collettive, se sono attività giocate è ancora meglio.
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lunedì 11 maggio 2009

Qualche idea per dire grazie alle maestre a fine anno scolastico

Questo post nasce da una richiesta di idee su cosa poter donare alle maestre a fine anno scolastico. Premetto che negli anni ho ricevuto io stessa tanti pensieri e di ciascuno ho apprezzato la voglia di dirmi grazie in modo diverso, la voglia di lasciare con quel regalo una traccia del passaggio degli alunni nella vita di un maestra. Ai genitori ho sempre risposto scherzosamente che comunque ho ricevuto uno stipendio, che un grazie detto di cuore è più che abbastanza e che di solito ho sempre imparato io di più dagli alunni più di quanto io non sia riuscita a far imparare loro.
In un cassetto conservo tutti i biglietti che ho ricevuto dai bambini, con i nomi di tutti e nella libreria dello studio di casa conservo un bellissimo libro con le pagine fatte dagli alunni che ho ricevuto lo scorso anno dagli alunni della prima classe di scuola Primaria che ho dovuto lasciare causa mia richiesta di trasferimento per il paese dove vivo.
E siamo al fulcro della mia idea.... perchè non donare alle maestre un libro fatto da tante pagine diverse fatte dai bambini della classe? Nella classe prima possono essere frasi accompagnate dai disegni, semplici disegni, pagine decorate, frasi rimate. Poi via via per le classi successive si può spaziare, per giungere anche alla lettera di saluto fatta dagli alunni, dalle foto che ritraggono la maestra con i relativi commenti degli alunni, una carrellata degli episodi più divertenti. Personalmente credo che sia il più bel regalo che si possa ricevere, sia che sia alla fine della quinta o per una mestra che va in pensione e perchè no anche alla fine dell'anno. Durante un anno scolastico accadono talmente tante cose che è impossibile non avere anedotti da ricordare e da scrivere per ricordare con allegria i tanti momenti che si vivono a scuola.

Un foglio di carta lucida, un dorsetto, tanti fogli colorati e tutta la fantasia e il cuore che riuscite a metterci sono il grazie più bello per la vostra maestra, che sia di scuola Infanzia o scuola Primaria!!
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domenica 10 maggio 2009

Il testo descrittivo: descrivere la mamma

Silvia la mia mamma!!

"La mia mamma si chiama Silvia ed ha quaranta anni. E' molto scherzosa, gioiosa e mi offre tante coccole e non si può dire che non mi sappia accontentare! Porta i capelli lunghi e scalati color "castano cioccolato" con una frangetta che poggia sulla sua fronte. I suoi occhi sono castani e le sue labbra sono un pò fini e spesso di ricoprono di un dolce sorriso che a me da gioia, mentre quando iniziano a urlare... mi spavento e inizio a preoccuparmi!! Non è snella, ma nemmeno grassa, secondo me sta bene di fisico. Non è una persona che ama mettersi in mostra, anzi, è una persona abbastanza riservata. E' molto generosa e altruista, non è gelosa, ma nemmeno vanitosa. Sa come farmi divertire perchè ha un carattere simpatico, allegro (fino ad un certo punto) e gioioso. Sa sempre come comportarsi con me e come farmi divertire parecchio.
Spesso si veste in modo sportivo oppure con qualcosa di più elegante, a seconda del momento (ovviamente senza ampie scollature). Come me, adora i cavalli e mi aiuta ad accudire il mio. Per me la mia mamma è speciale, stupenda ed è la miglior mamma al mondo!!! Sicuramente non posso dire che non mi sa accontentare, anzi!! E' una mamma speciale!! Anche se a volte mi arrabbio con lei, però dopo un pò tutto torna alla normalità, alcune volte le chiedo scusa anche se non a parole, perchè io magari l'abbraccio e lei capisce subito che quell'abbraccio voleva dire:"Scusami tanto mamma!!" . Con lei non c'è solo un rapporto di parentela, ma anche di amicizia. Le voglio tanto bene e penso anche lei!!"

Questa è la descrizione di una mamma fatta da una alunna di classe quinta di scuola Primaria. Una descrizione personalizzata, dettata anche dal grande bene di una figlia, che capisce di essere al centro del mondo per la sua mamma e che ricambia con affetto e tenerezza. L'alunna è riuscita a farci capire i tratti della sua mamma sia nella descrizione fisica che nel carattere.
Questo è infatti un buon testo descrittivo, approfondito nella giusta misura, corretto nella forma e agile da leggere. Segue in maniera corretta le regole di un testo descrittivo, senza tralasciare l'aspetto del racconto che attira il lettore fino alla fine.
La festa della mamma è una bella occasione per parlare della figura materna con gli alunni non solo per i contenuti, come tematica si presta ad essere tramite di analisi delle diverse tipologie di testo. Questa è quella utilizzata dalla collega che prendendo spunto dalla Festa della Mamma ha lavorato sul testo descrittivo, riuscendo a far produrre alla quasi globalità degli alunni un testo significativo. Gli alunni scrivono quando hanno qualcosa da dire. In questo sono come l'adulto. Quando un argomento non lo ritengono interessante dicono: "non so cosa scrivere". E' qua che dobbiamo porre attenzione, se troppe volte gli alunni si pronunciano così vuol dire che non riusciamo a catalizzare l'attenzione su un argomento e far emergere ciò che hanno da dire. Significa che le nostre tematiche vanno rinnovate.

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Dedicato alla Mamma

Dedicato alla Mamma
a chi lo è stata da tempi remoti
a chi in tempi recenti
a chi lo sarà domani e domani l'altro.
Dedicato a chi un bimbo lo ha sempre desiderato
e non lo ha mai avuto,
dedicato a chi mamma lo è diventata a causa delle circostanze
per un fratello, un nipote, un bimbo...
Dedicato a chi non crede soltanto nella maternità biologica
ma pensa che ci sono molti modi per essere madri
e fare un bambino è solo una delle tante opzioni.
Dedicato alle madri
quelle che un figlio lo hanno visto andare via
e hanno sopportato l'abuso di dover stare al mondo dopo di lui.
Dedicato alle madri che la vita per un figlio l'hanno data due volte credendo in lui e combattendo per la malattia, le droghe, la violenza...
Dedicato alle madri che non si riconoscono in queste parole ma sono comunque madri.(Rosalba)

Parlano i bambini..........
Con mia mamma vorrei:
Aiutarla di più a cucinare, avere una casa al mare con una piscina, lavare i piatti, andare in Germania, andare al mare, andare nei castelli, andare allo zoo, andare al Circo, girare il mondo intero, andare a cavallo, andare in montagna, dormire.


La mia mamma è:
Bella, gentile, brava, importante, affettuosa, dolce, divertente, profumata, principessa, amorevole, generosa, divertente, protettiva, simpatica, amica.


Con mia mamma non mi piace fare:
Riordinare la camera, quando mi sculaccia, quando bisticciamo, litigare, essere sgridato.

Con mia mamma mi piace fare:
Piegare la roba, fare i compiti, stendere i panni, mangiare insieme a tavola, lavare i piatti, passare la scopa, giocare nel giardino, andare al mare, comprare i vestiti.
Cara mamma voglio dirti che:
Cara mamma voglio dirti che sei favolosa, farei per te ogni cosa. Sei dolce come un fiore e pure come un girasole.

(tratto dai disegni e i contenuti scritti in piena libertà dai miei alunni di classe Prima nel libretto per la Festa della Mamma 2009)
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sabato 9 maggio 2009

Cartoncino per la festa della mamma

Ecco un altra idea realizzata oggi dalle colleghe Melania e Antonietta.
Vi occorre cartoncino rosso, giallo e fogli bianchi formato A4, carta di riso della tipologia che preferite (per questo cartoncino è stato utilizzata quella preparata con fiori veri all'interno dell'impasto), cartoncino rosso per i cuori, penne colorate, nastrino per la rilegatura.
Preparate la copertina come in foto, posizionando il riquadro di carta di riso e sopra i due cuori, prima si disegnano, si ritagliano e poi si definisce l'interno con la matita.

Incollate il foglio giallo per rinforzare la copertina, poi preparate i fogli bianchi per l'interno, dove potete far scrivere poesie, frasi in libertà per la mamma, dediche... Decorate con piccoli fiori delicati o con altre cornici preferite.

Fissate con dei nastrini infilando nei buchini fatti con la bucatrice, secondo il vostro gusto. Potete utilizzare anche nastrini di raso, recuperati dalle bomboniere.

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Fiori di carta

Facile e veloce la realizzazione di questi fiori di carta velina, che le colleghe hanno confezionato oggi a scuola per la festa della mamma.
Vi occore della carta velina, del fil di ferro rivestito di verde e due punti di cucitrice.
Prendete della carta velina di diversi colori, fate dei quadrati di circa venti per dieci cm. così:



Piegate come in foto, scontornate con le forbici e fissate il gambo:


Ora fissate le parti aperte, afferrando i fogli e unendoli con un punto di cucitrice:


Ripetete l'operazione dalla parte opposta così:


Ora aprite i petali delicatamente così


Il fiore è pronto per essere messo in un vaso, se accorciate i gambi potete anche appenderli o donarli alla mamma come hanno fatto oggi gli alunni della classe quinta.

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